| Uno
strano viaggio
C'era una volta un giovane chiamato Monte d'oro. Rimasto
orfano dei genitori, viveva con un fratello più
grande che lo maltrattava e lo faceva lavorare duramente
dalla mattina alla sera.
Monte d'oro soffriva in silenzio, sopportando tutte le
cattiverie di suo fratello. Quando era solo nei campi
lavorava piangendo e supplicando il Cielo di toglierlo
da una vita tanto dolorosa.
Un giorno, mentre lavorava, gli si avvicinò ubn
bonzo dalla testa rasata e gli disse:
- So che desideri andare in cielo, dove non si soffre
ma si vive felici.
Monte d'oro lo guardò con gli occhi scintillanti
di gioia.
-Oh! si. Voglio venire con te.
-Appoggiati a me. Stringi il mio braccio, chiudi gli occhi.
Si sentì sollevare da terra e si accorse che stava
volando a grande velocità. Il vento gli fischiava
negli orecchi e l'aria diventava sempre più fresca
e leggera.
Dopo qualche istante di volo toccò terra e il bonzo
gli disse:
-Siamo giunti. Ora puoi aprire gli occhi.
Monte d'oro vide monti e paesi nuovi, città mai
viste, ricchezze incredibili, felicità dappertutto.
Il bonzo gli fece un grande sorriso e gli disse:
-Ora riposati e divertiti un po', mentre io vado a trattare
alcuni miei affari. Intanto bevi un po' di questo vino.
Come ebbe bevuto quel vino, Monte d'oro si sentì
invadere da unostrano benessere e da una grande felicità.
L'assenza del bonzo gli parve brevissima ed ebbe una stretta
al cuore quando questi tornò e gli disse:
-Ho finito i miei affari e debbo tornare sulla terra.
Attaccati a me e chiudi gli occhi.
Monte d'oro chiuse gli occhi e subito sentì il
vento tagliargli la faccia e ronzargli negli orecchi.
Dopo qualche istante toccò terra e sentì
che era solo. Aprì gli occhi e vide che si trovava
nel suo campo: in quello stesso campo da cui era partito
per il volo verso il cielo. Ma non era più la stessa
stagione: l'erba era alta e gli alberi carichi di frutta.
Perplesso, Monte d'oro si avviò verso casa. Lungo
la strada, la gente lo guardava in modo strano, come se
nessuno lo conoscesse.
Bussò alla porta di suo fratello che vedendolo,
rimase molto turbato.
-Chi sei? - gli chiese con il terrore negli occhi. - Sei
forse lo spirito di mio fratello?
- Ma no! . disse Monte d'oro - Non mi conosci più?
Sono io, tuo fratello. Questa mattina sonon andato nei
campi e ora ne ritorno.... ma tu, come mai sei tanto cambiato?
Come mai se così vecchio e bianco?
- Che cosa dici, fratello mio? Sono passati trent'anni
da quando sei scomparso senza più farci sapere
nulla di te. noi ti credevamo morto...
Monte d'oro non sapeva che cosa pensare. Trent'anni?
- Senti fratello mio - disse - io non ci capisco niente.
Questa mattina quando sono andato a lavorare nei campi.
E' venuto un bonzo che mi ha invitato a fare un viaggio
con lui fino in cielo. Siamo stati via pochi minuti.
Egli mi ha riportato sulla terra prorpio adesso...
- Ora capisco - disse il fratello maggiore. La gioia che
provavi in cielo ti ha fatto sembrare pochi istanti i
trenta anni che hai passato lassù. Da quel giorno
Monte d'oro fu preso da tale nostalgia del cielo che si
ammalò. Chiese gli cercassero il bonzo che l'aveva
giudato in cileo, ma non fu possibile trovarlo. Allora
cominciò a sognare che si staccava da terra in
un gran volo, che poneva i piedi nella terra celeste dove
non esiste nè il dolore nè il tempo, ma
solamante una eterna felicità. Così sognandolo,
chiuse gli occhi e smise di respirare.
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