| I
due pellegrini
Due pellegrini si arrampicavano su una strada impervia,
mentre si flagellava un vento gelido. La tormenta stava
per scatenarsi. Raffiche turbinanti di schegge di ghiaccio
sibilavano fra le rocce. I due uomini procedevano a fatica.
Sapevano molto bene che se non avessero raggiunto in tempo
il rifugio sarebbero periti nella tempesta di neve.
Mentre con il cuore in gola per l’ansia
e gli occhi quasi accecati dal nevischio costeggiavano
l’orlo di un abisso, udirono un gemito. Un pover’uomo
era caduto nella voragine e, incapace di muoversi, invocava
un soccorso. Uno dei due disse :<< E’ il destino.
Quell’uomo è condannato a morte. Acceleriamo il passo
o faremo la sua fine>> E si affrettò, tutto curvo
in avanti per opporsi alla forza del vento.
Il secondo invece si impietosì e cominciò e cominciò a
scendere per le pendici scoscese. Trovò il ferito, se
lo scaricò sulle spalle e risalì affannosamente sulla
mulattiera.
Imbruniva. Il sentiero era sempre più oscuro. Il pellegrino
che portava il ferito sulle spalle era sudato e sfinito,
quando vide apparire le luci del rifugio. Incoraggiò il
ferito a resistere, ma all’improvviso inciampò in qualcosa
steso di traverso sul sentiero. Guardò e non poté reprimere
l’orrore: ai suoi piedi era steso il corpo del suo compagno
di viaggio. Il freddo lo aveva ucciso.
Lui era sfuggito alla stessa sorte solo perché si era
affaticato a portare sulle spalle il poveretto che aveva
salvato nel burrone. Il suo corpo e lo sforzo avevano
mantenuto il calore sufficiente per salvargli la vita.
tratta da
Piccole storie per l'anima - Bruno Ferrero
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