| I
viaggi di Colombo
Mentre l'orologio nero sulla scrivania scandisce rumorosamente
ogni secondo, Marta è seduta sulla vecchia sedia a dondolo
in vimini, che una volta era appartenuta a suo padre.
Adesso non è che un trabiccolo scricchiolante, ma molti
anni fa l'intrecciatura era integra e sopportava senza
rompersi il peso di una persona. Molti anni fa marta era
piccola e spensierata, e viveva ancora nella casa di Milano.
Ha sempre amato guardar fuori dalla finestra durante gli
acquazzoni, lasciando che la mente scivolasse via con
l'acqua e si intrufolasse nei prati, ad inzuppare la terra
e dissetare gli alberi, la pioggia risultava ogni volta
uno spettacolo rilassante, soprattutto per quell'atmosfera
grigia, uggiosa, cupa.
Raggomitolata nella vestaglia rosa di flanella, incastrava
il dondolo tra la portafinestra del tinello, lo specchio
a parete e il tavolino blu su cui giacevano cumuli di
disegni, pennarelli, fogli....lo incastrava quel tanto
che le consentiva di farsi cullare, mentre gli scrosci
d'acqua danzavano con vento di fronte ai suoi occhi entusiasti
di bambina. Quel metro quadrato di spazio, ritagliato
fra lo specchio, il tavolino e la portafinestra era soltanto
suo: quando al tramonto la luce arancione e tiepida filtrava
dalle tende scomposte e batteva contro il mobile di legno,
facendolgi assumere un colore squisitamente dorato, la
sua mente era felicie.
I suoi pensieri si muovevano liberi in quel teatro, e
non potevano che ridere guardando il nome Marta scritto
sul mobile con il pastello a cera grigio rubato all'asilo,
con una "q" al posto della "r". Le venature del legno,
simili a geroglifici indecifrati, l'hanno sempre incuriosita,
e nella casa di Milano era circondata da mobili di questo
tipo. Le case di montagna erano e sono tuttora le sue
preferite, proprio per il caldo buono sviluppato dai mobili,
dalle pareti perlinate, dal focolare. Il legno era il
materiale più versatile per inventare ogni giorno nuovi
giochi, Marta lo plasmava a suo piacimento facendogli
assumere le forme naturali più disparate e potenziando
ogni giorno la sua capacità di convertire un iperuranio
in una dimensione reale, di compiere pellegrinaggi alla
ricerca ognuno del proprio Graal?
La meta più ambita erano le Indie di Colombo. Munita solo
della sua prode bacinella, almeno tre o quattro volte
a settimana si accingeva a sfidare l'oceano di piastrelle
marroni della sua camera. Accovacciata dentro alla bacinella
arancione, guadagnava a fatica preziosi centimetri di
pavimento e a poco a poco si avvicinava alle terre sconosciute.
I tendoni bianchi che crollavano dal soffitto dritti fin
sul pavimento assumevano nella sua mente la sagoma di
scroscianti cascate, i mobili e le mensole erano alte
montagne da scalare. Abbandonata l'imbarcazione, Marta
si trascinava a riva con la corda blu. legata saldamente
alla scrivania, si arrampicava sulle roccie e finalmente
poteva mettere le mani su ltesoro delle civiltà misteriose:
due libri in inglese per bambini, di quelli cartonati
con le figure ad incastro. Ogni volta dopo la scalata
della scrivania si sedeva arimirare questi oggetti il
cui significato era allora incomprensibile, ma che erano
la giusta ricompensa per gli innumerevoli rischi corsi
in un viaggio tanto difficle per un'esploratrice così
giovane.
I viaggi di Colombo non terminava sempre con la conquista
dele Indie: talvolta l'imbarcazione si ribaltava e il
giovane marinaio doveva contare sulle sue sole forze per
sopravvivere e non soccombere tra i flutti. Adesso il
vimini della sedia a dondolo scricchiola, sembra quasi
che si lamenti di essere sfruttato ancora, dopo tutti
questi anni di fedele servizio, le gambe della scrivania
cominciano a cedere, il legno è scalfito e macchiato d'inchiostro;
il mobile di legno non c'è più nella casa nuova ed alloggia
presso il tinello della nonna; il libri scritti in inglese
sono diventati folgi di carta riciclata rilegati in qualche
blocco; la bacinella non è più lucida come una volta,
e quando è colam di panni appena lavati sorride di un
arancione sbiadito.
E Colombo, ha forse smesso di viaggiare? Anche se un po'
arrugginito e talvolta spaesato, conserva la sua vitalità
e guarda la natura con aria di sfida, cerca di giostrarsi
melgio che può fra impegni e appuntamenti, doveri e piaceri,
studiando accuratamente le rotte più agevoli per solcare
nuovi oceani e affondare completamente nella sua esistenza.
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