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Tour in Germania 2002
31 Maggio
Non partiamo con l'intenzione di scrivere un vero e proprio
diario del nostro tour in Germania, quanto piuttosto di raccontare
qualche impressione, qualche scoperta o qualcosa che ci ha
toccato nel profondo. Dopo aver percorso 1405 chilometri siamo
giunti poco fa a Hildesheim, una bella cittadina a mezz'ora
da Hannover. Il viaggio è stato senza inconvenienti particolari,
tranne quello della lingua (Emanuele, volendo comprare una
bottiglia di thé freddo all'area di servizio, si è ritrovato
con una bevanda gassata a base di krauti e limone!), ma d'altro
canto ci stupisce la cordialità e la disponibilità della gente
che rende più facile la comunicazione. Un 'altra cosa che
rimane impressa è il paesaggio: collinoso, verde e con tanti
boschi di conifere. Ma soprattutto si vede la mano dell'uomo
in rapporto con questa natura, con un profondo rispetto e
un grande senso dell'ecologia. Il viaggio si è svolto in due
tappe: la prima da Loppiano a Ottmaring, una piccola cittadella
come la nostra presso Augsburg, dove convivono persone di
diverse confessioni cristiane e dove ci sentiamo subito a
casa. Lì siamo venuti a sapere che il papà di Andrea, una
nostra amica, è partito per il cielo. Preghiamo per lui, che
si ricordi del nostro tour...
1 Giugno
Partecipazione all' Expo Revival di Hannover su invito del
Pastore Fritz Baltruweit, che ha pensato al Gen Rosso per
"occupare" lo spazio destinato alla Chiesa Evangelica, in
occasione dell'anniversario del grande Expo del 2000, fra
vari numeri di folclore e di musica operistica e classica.
Siamo in buona compagnia! Sulla piazza il pubblico è il più
vario: giovani, famiglie con bambini, gente che gironzola
da un padiglione all'altro tanto per passare la domenica.
Il Gen Rosso, salito sul palco, già solo per la sua internazionalità,
è una evidente testimonianza di speranza e di pace fra i popoli,
mentre le canzoni sottolineano con forza la strada dell'amore
come via per arrivare all'unità. E' il primo incontro con
il pubblico tedesco dopo sei anni e una piccola folla si accalca
sotto il palco per vedere e sentire i nostri brani durante
una quarantina di minuti. C'è interesse e curiosità intorno
a questo gruppo così fuori da ogni etichetta. E allora è più
che naturale darsi appuntamento al 7 giugno, giorno della
rappresentazione di Streetlight nella Kuppelsaal di Hannover.
5 giugno
Ieri, Streetlight dietro le sbarre. Per la prima volta ci
siamo trovati a rappresentare il musical in un carcere, quello
minorile di Hameln. E' una vera sfida raccontare la storia
di Charles a dei ragazzi che hanno vissuto la vita de "la
Fossa" da protagonisti veri. Alle ore 15, alla presenza di
alcuni giornalisti invitati per la straordinarietà dell'evento,
il Ministro regionale di Grazia e Giustizia ha presentato
il Gen Rosso e il suo inserimento all'interno del progetto
"Rock contro la violenza". Alle 16 nella palestra c'erano
280 persone di cui 100 detenuti. Qualcuno in situazioni di
vendetta e di omicidio ci si era trovato davvero... Lo si
capisce da certe reazioni in vari momenti dello spettacolo,
come quando Jordan sta per sparare a Charles…
Dopo lo spettacolo, fra l'altro abbiamo saputo che: "...per
me è stato importante avere un contatto con la gente di fuori,
perché mi ha fatto vedere che sono ancora un uomo" e anche:
"Io sono un gangster, ma siamo qui e abbiamo la possibilità
di cambiare la nostra vita. Alcuni non la colgono, ma io sono
di quelli che vogliono cambiare".
Oggi abbiamo avuto la straordinaria opportunità di conoscere
l'istituto "dal di dentro". Si tratta dell'istituto di pena
per giovani più grande in Germania (670 detenuti), nel quale
l'elemento rieducativo è preminente rispetto a quello punitivo
e detentivo. Rimaniamo sorpresi dell'ordine che vi regna,
sia nei laboratori dove lavorano i ragazzi (officina meccanica,
falegnameria, ecc.) come nelle abitazioni. Abbiamo occasione
di mescolarci fra loro e di conoscere un po' del loro passato,
presente e aspirazioni future, in un cortile dove passano
un'ora libera. Parliamo, ma soprattutto ascoltiamo molto.
E non sarà facile dimenticare. Una guardia ci ha detto: "E'
da 30 anni che lavoro qui, e in fondo la nostra è una vocazione
al fallimento. Ma se almeno uno di questi ragazzi uscendo
fa una vita decente, il mio lavoro avrà avuto uno scopo".
Fra qualche mese uno di loro, Theo, lascerà l'istituto e ci
ha chiesto quando torneremo in Germania: vuole a tutti i costi
ritrovarci.
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8 Giugno
Alle volte viene da chiedersi che cosa ci può essere,
quale sia l'elemento scatenante o il catalizzatore che
produce una variazione di rotta nel comportamento delle
persone. Ieri sera i 1900 che si trovavano alla Kuppelsaal
di Hannover hanno goduto Streetlight dalla prima all'ultima
goccia. Anzi, guardando il pubblico entusiasta, che
richiamava alla mente le immagini che rimbalzano dall'altro
capo del mondo, veniva da dire: abbiamo fatto goal (…nonostante
gli impegni, riusciamo a non perderci i mondiali!).
Eppure la serata non era straordinariamente diversa
da qualsiasi altra serata di spettacolo nostro: Streetlight
sta ormai "compiendo" il suo terzo anno di vita e la
Germania è il sesto Paese dove mette piede. Ma c'è da
stupirsi che un pubblico eterogeneo, prevalentemente
giovane, al quale il nome Gen Rosso dice poco o niente,
abbia reagito così positivamente di fronte alla vita
(e la morte) di Charles Moats. Non è una risposta facile
da trovare, o perlomeno non da misurare con parametri
matematici. Senz'altro un elemento sta nell'amore che
cerchiamo di mettere in quello che facciamo quotidianamente,
nell'unità che vogliamo sia sempre il movente della
nostra vita e che viene dichiarata ogniqualvolta sta
per cominciare uno spettacolo. Un altro elemento è,
senz'ombra di dubbio, lo stesso Charles che dall'alto,
come "stella vera", produce qualcosa di contagioso nel
pubblico. Ma non va sottovalutato l'apporto di ogni
singolo spettatore, che con la sua partecipazione attiva
ci "costringe" a dare il meglio di noi, a scoprire insieme
le enormi potenzialità che ogni performance ha in sé,
e ad essere costruttori, tutti insieme, della serata...
Ci sono delle cose che non riusciremo mai a comprendere
del tutto. Una di queste è il miracolo continuo che
l'amore fra tutti può produrre.
Aufwiedersehen
Il tour in Germania è giunto a fine. Anzi, meglio, a
lieto fine, se si pensa a tutte le persone che abbiamo
incontrato per la prima volta oppure dopo tanti anni.
Sono bastate cinque rappresentazioni di "Streetlight"
e due workshop per ritrovare il calore del pubblico
tedesco, quello che nei primi tempi della nostra attività
quasi ci costringeva a tornare in Germania ogni anno.
E' stato un continuo meravigliarsi di fronte alla cordialità,
generosità ed entusiasmo contagioso di questa gente
che sconfessano tutti gli stereotipi che ci possono
essere sui compassati teutonici. Inutile fare l'elenco
di quello che è stata la tournée di tre settimane, cadenzata
dal ritmo viaggio-spettacolo-viaggio. meglio raccontare
qualcosa attraverso i nomi e i volti di chi ha reso
possibile tutto questo. Grazie a Böbi, per la sua pazienza;
a Mathias per il suo coraggio e la fede inscalfibile;
a Frank Joseph e Maike di Neue Stadt che hanno fatto
tutto il tour con noi, con i nostri dischi e i nostri
gadgets. Grazie anche a Manuel, Christian e Bruno che
hanno sudato, montando e smontando le attrezzature,
con una volontà di ferro; a Petra che ci rallegrava
con la sua sola presenza. Grazie a Meinolf e a tutti
quelli che a Hardehausen, tra il resto, ci hanno dato
lezioni di fede quando costruendo il palco sotto la
pioggia affermavano continuamente "Non pioverà" (e di
fatto, il sole del giorno del concerto ci ha abbronzato
parecchio!). Grazie ai ragazzi delle band Abuse e Ablaze,
vincitori del concorso "Rock gegen Gewald" (Rock
contro la violenza) che ad Hannover e Osnabrück ci hanno
fatto da spalla. Il concorso, al quale hanno partecipato
39 gruppi musicali, è stata una delle cose più riuscite
e più interessanti di tutto il tour. Un particolare
ringraziamento al Ministro Regionale di Giustizia Dr.Christian
Pfeiffer che sia ad Hameln che ad Hannover ha voluto
esserci al Musical a tutti i costi per esprimere pubblicamente
il Suo consenso ed apprezzamento per il nostro lavoro
artistico. Grazie grandissimo alla comunità di Hildesheim,
a Caris, a Clemens, attore improvvisato al workshop
di Leverkusen; a Marika, che nonostante non sia riuscita
a vedere Streetlight, ci ha seguito con il cuore dalla
clinica, e l'abbiamo sentita sempre accanto a noi; a
Josephine che a Solingen ci ha accudito come solo una
mamma sa fare... e a tutti quelli che ci hanno aiutato
ad essere noi stessi, a scoprirci in modo nuovo... Grazie
ai 'media'; ai giornalisti della carta stampata (davvero
molti), delle Tv e radio che hanno scritto e detto di
noi. Ed infine grazie al pubblico; agli oltre 7.500
spettatori che nei 5 spettacoli hanno dimostrato grande
partecipazione ed affetto e che entrano a pieno titolo
a far parte della storia del Gen Rosso e ai quasi 550
attori dei due workshop. …
Arrivederci Germania, aufwiedersehen!
E speriamo che sia presto, perché voi e soprattutto
noi vogliamo mantenere viva l'amicizia nata.
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