|
Rodi…,
in lungo e in largo !
1.514 km. percorsi con sede
fissa
Se vuoi vedere tutte le foto di questo viaggio, visita il
mio sito internet NO PROFIT sui viaggi :
mauri.fabbri@tin.it
- http://members.xoom.virgilio.it/mfwebsite
10-16 / 17-24
Agosto 2002
10/11 Agosto 2002 - Partenza, Petaloudes,
Kameiros, Skala Kamirou, Kalavarda.
Piove, tanto per cambiare..., ma non è il
classico temporale estivo che dura mezz'ora, che si forma
dal nulla e scassa e sconquassa con la furia di un uragano
per poi sparire nello stesso modo in cui si era formato, nel
nulla, lasciando al sole il palcoscenico incontrastato dell'estate.
Piove e sembra autunno...; é una giornata
grigia, triste, spenta e ci sono 15 gradi : meno male che
si parte ! Via verso Rodi, l'isola del sole : destinazione
ideale, se solo guardo fuori...
Lo zaino è pronto ! Compatto e leggero;
mi soffermo un momento a guardarlo soddisfatto. Poi via...,
chiudo la porta dietro di me e lascio casa; finalmente si
parte !
Passo a recuperare Cinzia e "Tuta",
il suo bagaglio, (vedi diario di viaggio a Creta, n.d.r.)..
Arrotondato e pesante; mi soffermo un momento a guardarlo
pensando : "che ca...volo ci sarà dentro ?".
Ma la voglia di fuggire da questa estate
uggiosa spazza via i futili pensieri e siamo già in autostrada
verso Malpensa, terminal 2.
Il volo é fissato per Domenica 11 Agosto
alle 01.20 e visto che non voglio costringere nessuno a portarmi
in aeroporto e poi tornarmi a riprendere, lo raggiungiamo
con la mia "pandina", che lasciamo al parcheggio
Malpensa 2000 : 15 giorni, posto scoperto, euro 58,50. Ecco
il prezzo dell'indipendenza !
Il servizio é comunque efficientissimo :
da quando ti registrano a quando lasci l'auto, chiavi nel
quadro e prendi il bus navetta che ti porta al terminal, passano
10 minuti.
In aeroporto tutto tranquillo; check-in
in perfetto orario, partenza in perfetto ritardo di 1 ora
e mezza !
Due ore e quaranta di volo e siamo a Rodi,
recuperando qualcosa sul nostro ritardo, ma poco importa,
visto che ci vorrà più di un'ora per recuperare i bagagli...
W la disorganizzazione !
Sono le 07.00 del mattino e fa un caldo
allucinante : ci sono già 30 gradi ! Ma il Melteni, che soffia
senza sosta, spazzando la costa orientale dov'é ?
Le sorprese non sono comunque finite; meno
male che ho dormito durante il volo e sono relativamente e
stranamente calmo.
Con l'agognato bagaglio lasciamo la zona
arrivi e subito ad attenderci ci sono le hostes della Columbus,
tour operator che per 1.200 euro a testa, ci ha venduto volo,
appartamento e auto per 15 giorni; le gentili signorine mi
dovranno indicare dove si trova la mia sistemazione e consegnare
il mezzo.
Il catalogo recitava testualmente : "...tutti
gli appartamenti, di cui si conoscerà l'ubicazione sul posto,
non distano più di un chilometro dal mare e sono ubicati a
Sud dell'isola..."
Mi ritrovo invece a Tolos, a 6 Km. dall'aeroporto...
Abbozzo una protesta, ma non serve a nulla, visto che non
dipende dalle hostes sul posto, che per altro non possono
farci niente : quindi buon viso a cattiva sorte ! In seguito,
però, non disdegnerò questa sistemazione.
L'assegnazione dell'auto é immediata e senza
l'elargizione di alcuna caparra; mi viene consegnata una "Suzuki
swift GL" verde acqua, in seguito ribattezzata simpaticamente
"il bolide".
Lasciamo l'aeroporto, che si trova a Paradissi
e seguendo la strada principale che percorre la costa orientale
dell'isola, agevolmente e in meno di 15 minuti raggiungo Tolos,
posto a 1 Km. da Theologos e l'appartamento, di cui prendo
autonomamente possesso, visto che la chiave é attaccata alla
porta.
Non é poi così male. Una camera ampia con
due letti singoli e angolo cottura con frigo, un balcone grande
con tavolino e sedie, un bagno piccolo, ma con acqua calda
sempre presente : cosa si può volere di più ?
Velocemente, smonto lo zaino e dopo una
doccia rigeneratrice, siamo pronti all'esplorazione.
Siamo posti nella zona che fu interessata
dal primo impulso turistico che ebbe l'isola negli anni '70
e che vide il sorgere di un numero impressionante di grandi
hotel che si susseguono lungo la costa da Kritika, subito
fuori Rodi città all'inizio della baia di Trianta, sino a
Tolos.
Questo tratto di costa però non é per nulla
bello; é battuta infatti dal Melteni, che soffia da Ovest
senza sosta, o almeno così dicono, da Giugno a Settembre e
il mare é sempre mosso. La spiaggia, di sabbia e ghiaia é
stretta e poco piacevole alla vista. Il turismo, esclusivamente
inglese.
Visto che non siamo molto lontani, come
prima escursione scegliamo Petaloudes, dove si trova la famosa
"valle delle farfalle".
Per raggiungerla seguo la strada principale
verso Paradissi e dopo 3 Km. svolto a destra in direzione
Petaloudes; superati i paesi di Kato Kaloamonas e Kalamonas,
piccoli e insignificanti, si arriva alla valle delle farfalle,
dopo 7 Km. di strada.
Parcheggio di fronte all'entrata e dopo
aver pagato il biglietto di ingresso di 3 euro, accedo alla
"valle", che non é altro che una piccola gola solcata
da un ruscello, su un lato della quale é stato ricavato un
sentiero artificiale con scalini, parapetti e punti sosta.
L'impatto visivo é carino, ma ho come l'impressione
di trovarmi nel classico "specchio per allodole"
per turisti... In effetti, la mia ricerca in rete aveva evidenziato
in tutti i diari una tendenza negativa nei confronti di questo
luogo, ma di fatto non mi é sembrata tale alla fine della
mia visita, anche perché le farfalle ci sono davvero e sono
moltissime, tutte uguali, con il loro mantello nero e rosso,
puntinato di bianco. Attenzione, sono soprattutto nella parte
bassa del sentiero, molto meno in quella alta.
Forse il giudizio negativo é dettato dal
fatto che molti, arrivando dalla strada che giunge dalla costa
opposta e passa per Psinthos, si fermano al parcheggio superiore
e fanno solo la parte alta del sentiero, tralasciando quella
bassa, che invece é la più bella e maggiormente popolata dalle
farfalle. Ho parlato infatti con alcune persone durante il
mio soggiorno, che si lamentavano della scarsità delle farfalle,
ma che non sapevano dell'esistenza della parte bassa del sentiero,
avendo fatto solo quella alta !
Quindi se decidete di visitare Petaloudes,
percorrete il sentiero per intero : se partite dall'alto,
sappiate, che al disotto della strada, oltre il bar, c'é l'ingresso
alla parte bassa della "valle", la migliore, e non
bisogna pagare di nuovo, basta far vedere il biglietto acquistato
per visitare la parte superiore.
La visita dura circa un'ora e se decidete
di farla, cercate di arrivare presto al mattino, verso le
09.00, quando ancora non c'é molta gente, in modo da godervi
il luogo da "soli" : dopo con la folla e la coda
lungo il sentiero, si perde quel poco di poesia che Petaloudes
possiede e questo contribuisce a descriverlo in seguito con
toni negativi, cosa che non mi sento assolutamente di fare.
Il biglietto di ingresso da inoltre diritto
anche alla visita del museo, ma noi non ci siamo andati !
Siamo infatti ritornati sulla strada costiera
e abbiamo preso in direzione Sud per raggiungere Kamiros e
visitare le rovine della città antica.
Seguendo la costa superiamo i paesi di Soroni,
Fanes e Kalavarda; 3 Km. dopo trovo ben segnalata la deviazione
a sinistra per l'antica Kameiros; ancora un chilometro e si
giunge in uno spiazzo, che funge da parcheggio, alle porte
del sito archeologico : biglietto di entrata, 4 euro.
Il sito é molto ben tenuto ed é evidentissima
la pianta della vecchia città di Kameiros, soprattutto dalla
collina che la sovrasta e che garantisce un pittoresco colpo
d'occhio sulle rovine, offrendo come sfondo il mare e la vicina
costa Turca. Peculiarità di questo antico insediamento sta
nel fatto che non era visibile dalla costa : in questo modo
si preservava dagli attacchi dei pirati.
Il caldo é opprimente, anche perché ormai
é mezzogiorno e dopo una piccola sosta all'ombra di un albero
sulla cima della collina, lasciamo Kameiros.
Riprendo la strada costiera e proseguo verso
Sud per 15 Km. sino a raggiungere Skala Kamirou, piccolo paesino
da dove partono i traghetti per Chalki.
Mi informo sugli orari : tutti i giorni
per Chalki partenza alle 14.30 e ritorno il giorno successivo
con partenza da Chalki alle 06.00; la domenica invece è possibile
fare un tour giornaliero con partenza alle 09.00 e ritorno
da Chalki alle 17.00. Durata della navigazione poco più di
un'ora.
A ridosso del porticciolo di Skala Kamirou
ci sono due ristoranti, praticamente l'uno di fronte all'altro,
che come specialità offrono pesce; guardo incuriosito i menù
esposti, ma i prezzi mi sembrano tutt'altro che convenienti
: praticamente costa come in Italia !
Se si vuole mangiare del buon pesce fresco
ad un prezzo ragionevole bisogna andare invece al ristorante
che si trova sulla strada principale, proprio di fronte alla
deviazione per Skala Kamirou. Si chiama "Ristorante Macedonia"
e lo apprezzerò moltissimo l'ultima sera, quando consigliati
da una signora conosciuta a Paradissi ci siamo fatti un'abbuffata
di pesce.
Sono le 14.00 ed é sempre più caldo; prendiamo
da bere dal frigo di un piccolo "baracchino" posto
sulla piazzetta di Skala Kamirou, usata come parcheggio per
le auto di chi prende il traghetto per Chalki. Il simpatico
vecchietto che lo gestisce parla italiano, come tutti quelli
di una certa età a Rodi; ai tempi del dominio italiano, infatti,
la nostra lingua si insegnava nelle scuole.
4 Km. più a Sud si trova il Castello di
Kritinia, ma il caldo e un improvviso abbiocco, ci fanno desistere
dall'idea di vederlo. Facciamo così ritorno all'appartamento
e ci regaliamo un paio di ore di sonno; quindi rinvigoriti
e soprattutto svegli, decidiamo di andare al mare.
Purtroppo la costa tra Paradissi e Kalavarda
non é nulla di particolare : stretta, ciottolosa, maltenuta
e con il mare sempre mosso e poco "greco".
La località migliore segnalata sulla cartina
é Livadia, qualche chilometro prima di Kalavarda e lì di conseguenza
ci rechiamo. Purtroppo non troviamo nulla di diverso a quello
precedentemente descritto, quindi proseguo e mi fermo qualche
chilometro dopo, prima del paese di Kalavarda.
Qui la costa é lievemente migliore; almeno
a ridosso della stretta spiaggia ci sono dei piccoli alberi,
che oltre a garantire un'ombra naturale, rendono più pittoresco
l'impatto visivo. La spiaggia é di sabbia, ma molto stretta
e siccome di notte é continuamente bagnata dal mare, é umida.
L'acqua é chiara, anche se ci sono a riva molte alghe, mentre
più avanti é di un azzurro intenso : comunque nulla di particolare
!
Verso le 20.00 rientriamo in appartamento
e dopo la solita doccia rigeneratrice, via a mangiare...
Mi attira molto una taverna, la "Taverna
To Petrino", a poche centinaia di metri dal nostro appartamento,
che ho visto più volte oggi e lì ci rechiamo. I tavoli sono
sotto un porticato ricoperto di canne, in un contesto grazioso
arricchito da uno stile da vecchia locanda greca.
Il menù non é esposto all'esterno, ma entrando
sento che le persone ai tavoli, per altro quasi tutti occupati,
parlano greco; la mia esperienza dice che qui allora si mangia
bene e si spende il giusto, quindi ci sediamo e dopo aver
dato uno sguardo al menu, ho la conferma di non aver sbagliato.
I piatti serviti sono abbondanti, ben cucinati
e buoni; il servizio e il prezzo ottimi : in due spendiamo
euro 12.40 !
Dopo andiamo a prenderci un bel caffè ellenico
in un bar poco distante, il "Bella Vista", pieno
di turisti inglesi; molto carino con un pergolato di fiori
rossi e sottofondo di musica greca.
Il caffè ellenico ci viene servito in tazza
grande accompagnato dai tradizionali bicchieri d'acqua; costo,
forse un pò eccessivo, euro 2.50.
Alle 24.00 siamo già a letto : per essere
il primo giorno, non male !
12 Agosto 2002 - Panagia Tsapika, Tsampika
Beach, Arhangelos, Stegna.
Sveglia alle 08.00 e partenza alla volta
della costa orientale : meta di oggi Tsampica, monastero e
spiaggia omonima.
Prendo la strada costiera in direzione Sud
verso Soroni, dove ci fermiamo a prendere un bel caffè greco,
che questa volta oltre che essere in tazza piccola, ci costa
solo euro 0,80 : scegliere gli "ouzery" non é mai
una cosa sbagliata !
Appena terminato l'abitato di Soroni svolto
a sinistra verso l'interno dell'isola, seguendo le indicazioni
per Dimylia ed Eleoussa.
La strada é molto bella, immersa completamente
nella pineta e mi mostra un'isola ricca di verde, di vegetazione
e rigogliosa. Si sente un intenso odore di resina oltre ad
una tanto agognata frescura.
Sono solo le 08.30 e ci sono già 30 gradi;
il cielo non é terso ed è presente una foschia diffusa che
si nota chiaramente guardando l'orizzonte, dovuta sicuramente
all'eccessivo caldo e alla ridottissima escursione termica
notturna.
La strada comincia a salire lievemente e
dopo 4 km. si giunge al monastero di Syla, che il 27 Luglio
si anima per una grandiosa festa.
Altri 5 Km. e siamo a Dymilia, piccolo paese
che si sviluppa ai lati della strada principale, sulla quale
si trovano due ristoranti.
Fatti altri 2 Km. ecco Eleoussa, dove si
trova la deviazione per Profitis Ilias. Eleoussa é un bel
paese con due ristoranti, una grande piazza in cui si fronteggiano
la stazione di polizia e una graziosa chiesa cattolico-ortodossa
e un'immensa fontana circolare.
Proseguo verso la costa orientale seguendo
le indicazioni per Archipoli; la strada comincia a scendere.
Superata l'insignificante Archipoli e fatti altri 5 Km. trovo
sulla destra la deviazione per Epta Piges, le sette sorgenti,
meta di una futura escursione.
Altri 3 Km. e finalmente incontro la strada
principale che percorre la costa orientale in località Kolimpia;
il caldo é incredibile, ho viaggiato tutto il tempo con i
finestrini abbassati, ma a poco é servito, visto che l'aria
é calda ! C'é solo ad intermittenza una piccola brezza...
Prendo a destra, verso il Sud dell'isola
e dopo solo 2 Km. incontro sulla mia sinistra la deviazione
per il monastero di Tsampica; la strada da asfaltata diventa
"cementata", nel senso che é costituita da una stretta
e sconnessa striscia di cemento, che si arrampica per 1,8
Km. sulle pendici della montagna in cima alla quale é posto
il monastero, terminando, superato l'omonimo ristorante, in
un piccolo spiazzo che funge da parcheggio per le auto.
Siamo i primi, visto che non c'é nessun
altra auto; parcheggio e cominciamo a salire seguendo il sentiero,
che parte poco più avanti.
Quest'ultimo, che porta sin dentro al monastero,
si compone di 296 gradini di cemento ben architettati, che,
senza far troppo "soffrire", consentono di ultimare,
tra i pini, l'ascesa al Monastero.
Gli isolani sono molto devoti alla Beata
Vergine di Tsampica, a cui la tradizione vuole che si rivolgano
le donne per ottenere la grazia di un nascituro. Se le loro
preghiere sono esaudite, il bimbo prenderà il nome di Tsampico
o Tsampica, che per questo motivo é molto diffuso sull'isola
e se fate attenzione quando siete nelle vicinanze di bambini,
sicuramente sentirete qualche mamma chiamare il proprio figlio
con questo nome.
Il monastero, tuttavia, é ben poca cosa;
é costituito infatti da una piccola cappella, nella quale
si trova l'icona della Beata Vergina di Tsampica, che ha una
peculiarità che la rende diversa da tutte le altre; é l'unica,
in cui il piccolo Gesù é raffigurato al centro, tra le braccia
della Madonna e non in braccio come in tutte le altre icone.
La cosa bella di Panagia Tsampica é comunque
un'altra : la splendida vista panoramica che si gode dall'alto...
A sinistra la vista spazia sulla spiaggia
di Kolimpia e su tutta la baia di Afantou; a destra sulla
splendida spiaggia di sabbia dorata di Tsampica. Peccato che
ci sia un pò di foschia...
Dopo una breve sosta per godere del panorama,
ritorniamo all'auto e ci dirigiamo alla spiaggia di Tsampica,
che tanto mi ha impressionato dall'alto.
Raggiungerla é veramente facile; basta infatti
riprendere la strada principale verso Sud e dopo 300/400 metri
si trova a sinistra l'indicazione per "Tsampica beach"
!
Seguo la strada per 1,8 Km e giungo sulla
spiaggia, dove l'asfalto finisce e comincia lo sterrato.
Sul primo tratto di spiaggia che si incontra
ci sono ombrelloni e lettini, ma in fondo a destra c'é un
ampio tratto completamente libero.
Chiaramente ci dirigiamo lì e, parcheggiato
purtroppo al sole il "bolide", ci sistemiamo nei
pressi della riva sfruttando al meglio l'ombrellone acquistato
il giorno prima, che verso le 13.30 diventerà provvidenziale;
oggi infatti é il primo giorno di mare e sole !
A ridosso della spiaggia attrezzata con
gli ombrelloni ci sono alcuni bar, dove riparare nelle ore
calde, bevendo o mangiando qualcosa; i prezzi non sono per
nulla proibitivi, come la favorevole posizione farebbe pensare,
anche se tutto quello che offrono, in generale, costa 0,50
centesimi in più del normale.
Per esempio, una bottiglia d'acqua di 1,5
litri costa 1 euro, quella da 0,5 litri 0.50 centesimi; un'insalata
di frutta (cocomero e melone) 2 euro.
La spiaggia é veramente bella... Lunga e
larga con la classica forma a mezza luna e composta interamente
di sabbia dorata. L'acqua é limpidissima e di un brillante
colore verde; non é fredda ed é un piacere cercarvi refrigerio.
Verso le 17.30, dopo un'esposizione di quasi
otto ore al sole, decidiamo di dare tregua alla nostra pelle
e lasciamo Tsampika e ci dirigiamo verso Arhangelos, situato
3 Km. più a Sud. Le informazioni ricavate dalla rete ne parlano
molto bene, descrivendolo come il posto ideale per l'acquisto
di tappeti intessuti a mano e soprattutto ceramica.
In effetti il paese, che non é poi così
piccolo, é molto carino; la strada principale é ricca di bar
e ristoranti, ma anche quelle limitrofe e centrali non sono
da meno.
Tuttavia non si può dire che sia fuori dalle
mete turistiche; il dispiegamento di locali, lascia infatti
intendere il contrario..., c'é persino una palestra !
Fortunatamente i prezzi, almeno nei bar,
sono normali : un frape (nescaffè scekerato con ghiaccio),
mi costa 1,50 euro. La ceramica invece é intoccabile : un
piatto, obiettivamente ben lavorato, costa 40 euro ! E il
resto non é da meno...
Abbandonata l'idea di fare acquisti, proseguiamo
il nostro giro nel paese.
Da vedere c'é la bella chiesa ortodossa,
posta nella zona alta, che ha un magnifico campanile bianco
tutto lavorato; sembra avorio ! Inoltre é bella tutta la struttura,
con un giardino antistante la chiesa, con alberi e panche
a l'ombra, dove riposare al fresco; c'é anche una piccola
fontanella con cui rinfrescarsi.
Poco più in alto c'é anche l'acropoli, ma
oltre ad essere difficile da raggiungere, grazie ad una segnaletica
pressoché inesistente (...dovrete andare a naso), non é niente
di particolare.
E' infatti diroccata, inagibile e mal tenuta;
praticamente restano solo le mura perimetrali e non é accessibile.
In poche parole, non é di alcun interesse !
Ritorniamo verso il centro del paese, ma
prima di raggiungerlo devio a destra seguendo le indicazioni
per la spiaggia; dopo 2 Km. di discesa, raggiungiamo Stegna,
sulla baia di Arhangelos.
Il paese é carino, con locali e ristoranti,
ma la spiaggia non é niente di particolare, chiaramente per
gli standard della Grecia; é costituita infatti da due piccole
baie di sabbia e ghiaia, divise da un porticciolo, che sembra
più un ormeggio per le barche del luogo.
In entrambe le spiagge sono presenti ombrelloni
e lettini (costante, con rare eccezioni, di tutta l'isola)
e l'acqua, pur essendo limpida, risente dell'aspetto poco
accattivante del luogo, che nonostante tutto possiede un certo
fascino.
Ritorniamo sui nostri passi e prendiamo
la via di "casa"; giunti a Kolimpia svolto a sinistra
e ripercorro a ritroso i 27 km., di quella che in seguito
chiamerò "la solita strada", che separano Tolos
dalla costa orientale.
La sera ceniamo nuovamente alla "Taverna
To Petrino", dove nuovamente veniamo trattati benissimo,
per prezzo, qualità e quantità.
Prendiamo il caffè poco distante, al bar
"Lemmon Tree", che praticamente si trova di fronte
al nostro appartamento; poi a letto per recuperare...
Purtroppo, però, non dormiremo molto a causa
delle zanzare, che ci tormentano e massacrano tutta la notte;
il mio vape portatile gli fa il solletico !
E' la prima volta che trovo zanzare in Grecia
e la cosa non mi rallegra affatto...
Inoltre c'é un caldo opprimente, ma fortunatamente
questo problema é risolto verso le 04.00 dall'arrivo del Melteni,
che rinfresca l'aria, ma non la libera dalle zanzare !
13 Agosto 2002 - Castello di Kritinia,
Siana, Castello di Monolithos, Prassonissi, Plimmiry.
Dopo una notte insonne alle 08.00 siamo
in piedi, si fa per dire, ma per nulla riposati.
Come prima cosa andiamo a fare un pò di
spesa : acqua, frutta e succhi di frutta, che stiviamo nel
frigo, portando con noi solo un melone e una bottiglia d'acqua.
Facciamo rotta verso il Sud dell'isola,
ma seguendo la costa occidentale, quella dove soggiorniamo.
Dopo una sosta a Soroni per un buon caffè
greco gustato ai tavolini di un "ouzery" al costo
di 0,80 euro, riprendiamo il nostro spostamento, che ci consente
di constatare quanto poco battuta sia questa costa, fondamentalmente
perché poco attraente.
La spiaggia é molto frastagliata, estremamente
corta e soprattutto di ghiaia; per molti tratti é a ridosso
della strada, praticamente deserta e il mare é mosso e anche
se di un bel colore azzurro pastello, appare poco pratico
per potersi bagnare, tranne che in alcuni punti, come a Kalavarda.
Inoltre c'é sempre vento, ma questa, forse, é l'unica nota
positiva, visto che può essere un piacere quando si prende
il sole.
Superato Skala Kamirou e fatti altri 2 Km.,
sulla destra, incontriamo la deviazione per il castello di
Kritinia (fortezza medievale di Kastellos), che il primo giorno
non avevamo avuto la forza e la voglia di visitare.
Imbocco la strada e dopo circa 800 metri
veniamo fermati con ampi gesti con la mano da una signora
che ha un bar a ridosso del castello. Ci mostra un foglio
con una frase scritta in più lingue, tra cui l'italiano, in
cui si legge che lei garantisce la pulizia del luogo senza
ricevere nulla come sussidio dal comune di Kritinia e in cambio
di un pò di frutta chiede un'offerta per "auto-finanziare"
la sua opera.
Ci credo poco, ma proposta in questo modo
la richiesta di un'offerta può anche essere accettata; compriamo
così un cestino di uva per 2 euro !
Proseguo quindi lungo la strada e dopo una
curva e altri 200 metri arriviamo al castello, costruito dai
Cavalieri nel 16° secolo, per proteggere la costa occidentale
dell'isola.
L'esterno sembra in buono stato, sono presenti
tutte le mura perimetrali ed in effetti appare ben tenuto;
per lo meno non ci sono rifiuti sparsi in giro.
Indossiamo le scarpe da tennis e entriamo
da una fenditura nelle mura di cinta, agevole, ma non troppo.
L'interno é assai spoglio e di fatto quello
che resta sono solo le mura, ma la vista che si gode dall'alto
del colle é molto bella; a destra si domina la costa occidentale
sino a Kalavarda, con Capo Kopria in primo piano, mentre di
fronte sono ben visibili le isole di Marry, Strongyli, Tragoussa
e più defilata, la grande Alimia. A sinistra si scorge invece
la baia di Glyfada.
Tutto intorno la vegetazione é molto rigogliosa
con predominanza di conifere e altri arbusti sempre-verdi.
Qualche foto e poi via, anche perché iniziano
ad arrivare diversi gruppi di turisti e il luogo perde molto
del suo fascino pieno di gente e con stuoli di bambini vocianti.
Ritorno sulla strada principale e proseguo
verso Sud alla volta di Monolithos, dove si trova un'altra
fortezza suggestiva a picco sul mare.
Supero la piccola cittadina di Kritinia,
che possiede una graziosa chiesetta e un non ben individuato
museo; quindi seguo le indicazioni per Siana.
Il panorama che vediamo é suggestivo e al
tempo stesso strano, visto che siamo su un'isola greca; alla
nostra destra infatti a tratti si scorge il mare della baia
di Glyfada di un azzurro intenso, mentre alla nostra sinistra
domina incontrastato l'Attaviros, che con i suoi 1.215 metri,
é il monte più alto dell'isola.
Massiccio, verde sino ai 1.000 metri e quindi
brullo fino alla vetta, con un colore rossastro e una forma
particolarissima, levigata e arrotondata dall'erosione del
vento.
Questo paesaggio ci accompagna fin quasi
a Siana, che non é per nulla il paese sperduto e sprovveduto
che si potrebbe pensare guardando la cartina; al contrario
é organizzato e pronto a ricevere le comitive di turisti che
giungono sin qui da Rodi o in generale dalla costa orientale.
I pullman che li conducono all'esplorazione
della costa occidentale infatti fanno tappa "obbligata"
qui, prima di proseguire per Monolithos e la fortezza.
Siana é caratterizzata da una bella piazza;
sul lato destro si affacciano due ristoranti, su quello sinistro
una graziosa chiesetta cattolico ortodossa.
Di fronte a quest'ultima, lungo la strada
principale, ci sono, uno di fila all'altro, due negozi che
vendono i caratteristici tappeti di cotone tessuti con il
telaio a mano. Il costo stranamente non é proibitivo; contrattando
un pò si portano via per 10 euro !
Altro prodotto caratteristico in vendita
é l'olio d'oliva, che costa un pò caro, a mio parere; una
bottiglia da un litro, 3 euro (due, 5 euro).
Lungo la strada che va verso Monolithos,
si trovano inoltre diversi punti in cui é in vendita il miele
di Siana, che dicono essere molto buono e particolare; non
ho la riprova di questo, ma so per esperienza che é la frase
tipica di tutti i produttori di miele al mondo !
Fatti 5 Km. giungiamo a Monolithos : qui
subito dopo essere entrati nell'abitato si trova, sulla destra,
la deviazione per il castello.
La imbocco e percorsi altri 2 Km. lo scorgiamo
dalla strada; da questo punto di vista si apprezza la straordinaria
architettura di questa fortezza, costruita su uno spuntone
di roccia e si comprende il motivo per cui fu l'ultima fortezza
a cadere sotto l'assalto turco. Del resto Monolithos é un
nome composto da due parole, "mono" e "litho",
che significano appunto, roccia solitaria !
Chiaramente scatto qualche foto, quindi
al sopraggiungere di un pullman, ci fiondiamo in macchina
e proseguiamo verso il castello per raggiungerlo prima dei
turisti in arrivo.
Solo dopo scoprirò che questo pericolo era
inesistente : coloro che optano per la visita della costa
in pullman si devono infatti accontentare di vedere la fortezza
dal punto di vista di cui dicevo prima. Non sanno cosa si
perdono a non calpestarne il suolo, o meglio, lo vedono, ma
non possono farci nulla !
Noi invece percorriamo ancora 800 metri
e arriviamo proprio sotto la fortezza; qui c'é un piccolo
spazio per parcheggiare, di fronte all'immancabile bar. Potenza
dell'auto a noleggio !
Anche per l'accesso a questa fortezza non
si paga alcun biglietto di ingresso : cosa molto bella e oserei
dire, con una lieve vena polemica, civile.
Per accedere alla fortezza basta seguire
il piccolo sentiero, con tanto di scalini, che parte proprio
dai bordi della strada; poche decine di metri e si é all'interno.
E' incredibile, possente e fiera, ma ancora
più impressionante é il colpo d'occhio che offre sulla costa
: a destra si scorge nitidamente la baia di Kimarassi, di
fronte Capo Ag. Georgios con l'inconfondibile isoletta e a
sinistra la lunga baia di Apolakkia.
I colori sono intensi e profondi. Il mare
é blu, ma verso la costa diviene di un azzurro vivo; tutto
intorno domina il verde della pineta, fitta ed ininterrotta.
I sensi sono colpiti principalmente dal
forte e acre odore di resina e dal continuo canto delle cicale.
Scatto chiaramente un bel pò di foto, aiutato
dall'incredibile impianto scenografico che la fortezza propone,
quindi, dopo una bevuta rinfrescante al bar, che ha un pò
i prezzi da strozzino, via alla volta della baia di Apolakkia,
che vista da qui promette bene.
Ritorniamo verso Monolithos e prendiamo
a destra seguendo le indicazioni per Apolakkia.
Il paese mi appare spoglio e isolato; c'é
qualche ristorante, ma é deserto, forse perché i pullman si
fermano a Siana. Un grande cartello sul tetto di una casa
reca la scritta "room to let", ma mi chiedo, chi
mai vorrebbe prendere una camera qui, isolato e lontano da
tutto.
Percorriamo 7 km. di strada interna e giungiamo
ad Apolakkia. Il paese si sviluppa tutto intorno alla piazza
in cui la strada principale mi fa giungere.
Ci sono tre ristoranti e un mini-market,
nonché un discreto movimento. Tuttavia, non mi sembra nulla
di particolare, anzi un pò trasandato e improntato esclusivamente
alla ricezione dei turisti di passaggio, che possono sostare
qui durante lo spostamento alla volta di Prassonissi.
Anche se la fame comincia a farsi sentire,
noi non ci fermiamo e prendiamo a destra seguendo le indicazioni
per Kattavia.
Mai scelta fu più azzeccata : 3 Km. dopo
aver lasciato Apolakkia, infatti, su una curva, troviamo il
ristorante "Chisama".
Vista splendida su tutta la baia, tavolini
all'aperto sotto un pergolato di vimini, piatti abbondanti
e prezzi normali !
Ci fermiamo e mangiamo. Scegliamo l'insalata
greca, ma i piatti di pesce che vedo passare sono allettanti,
anche se gli spaghetti, ad occhio, sembrerebbero scotti.
La baia di Apolakkia ha dei colori incredibili;
il mare é mosso e il Melteni soffia incessante da Ovest.
La spiaggia é una sottile lingua di sabbia
su cui si infrangono spumeggianti le continue onde trasversali,
ma l'acqua é di un blu profondo al largo, poi diventa di un
intenso azzurro pastello verso riva, dove compare anche il
bianco spumeggiante delle onde. Sembra disegnata da quanto
i colori si staccano fra loro : bellissima.
Dopo pranzo ripartiamo alla volta di Prassonissi,
la punta estrema dell'isola.
Riprendo quindi la marcia verso Sud; la
strada corre per ben 10 Km. costeggiando il mare e il panorama
è una delizia per gli occhi.
Bello e strano. Non smetterò di ripeterlo
e forse sarà quello che più mi resterà in mente : la contrapposizione
tra il mare, la verde collina e l'aspra montagna, che ha Rodi
dominano il paesaggio.
Dopo 10 km. la strada piega a sinistra verso
l'interno e percorsi altri 3 Km. incontriamo, la deviazione
per Prassonissi; prendiamo a destra, percorriamo altri 5 Km.
e dopo aver scollinato ecco di fronte a noi lo stretto e lungo
istmo di sabbia che collega Rodi alla piccola e deserta isola
di Prassonissi.
Quest'ultima incarna perfettamente la contraddizione
che regna sulla natura di tutta l'isola e di cui dicevo prima;
infatti qui si incontrano e fronteggiano i "due mari"
: quello mosso della costa occidentale e quello calmo della
costa orientale.
Sembra incredibile ma é così e dall'alto
del punto di vista panoramico la cosa é evidentissima; ha
destra il mare si infrange con piccole onde sulla spiaggia,
a sinistra é una tavola piatta, solcata da moltissime vele,
quelle dei surfisti, che qui sono numerosissimi.
Dopo alcune foto dal punto panoramico, proseguiamo
la discesa verso l'istmo; fatti altri 500 metri, la strada
asfaltata termina e comincia la sabbia.
Nel punto in cui inizia la spiaggia ci sono
diversi locali e ristoranti e subito a ridosso, lungo l'istmo,
i camper dei surfisti.
La strada prosegue, ma solo idealmente e
sulla scia delle auto passate in precedenza e che hanno lasciato
l'impronta dei loro battistrada sulla sabbia, percorrendo
tutto l'istmo e giungendo sino a Prassonissi.
Qui la strada si arrampica per il colle
e subito dopo ridiscende, sino ad arrivare al faro, dove la
forza impetuosa del mare si infrange sulle rocce.
Se non avete un fuoristrada non provate
a raggiungere il faro; meglio lasciare l'auto e proseguire
a piedi, tanto la strada non é molta !
Noi ci fermiamo più o meno al centro dell'istmo,
parcheggiamo e raggiungiamo la spiaggia posta sul lato orientale,
quello contraddistinto dal mare calmo.
La spiaggia é di sabbia bruna abbastanza
grossa e l'acqua cristallina e di colore verde; l'unico neo
é il vento, che soffia fortissimo, scaraventandoti addosso
sabbia e ancora sabbia.
Stare sdraiati al sole è un'impresa titanica,
soprattutto di pazienza, visto che in pochi minuti si vieni
riempiti di sabbia..., trasformandosi in "sofficini"
giganti !
Noi tutta questa pazienza non l'abbiamo
e data una rapida occhiata ci lasciamo alle spalle Prassonissi
e i sui "conflitti", dirigendoci verso la baia successiva
: Plimmyri.
Ritorniamo quindi sulla strada principale
e prendiamo a destra, verso Kattavia, che dopo solo 1 Km.
incontriamo.
Mi dirigo dentro il paese incuriosito dal
campanile della chiesa e scopriamo un villaggio semplice e
fuori dalle rotte turistiche, imperniato sulla piccola piazza
dove sono disposti due ristoranti all'ombra di un pergolato
coperto di edera.
I pochi abitanti seduti ai tavoli delle
taverne ci guardano incuriositi; probabilmente sono pochi
i turisti che si fermano qui !
Io parcheggio e mi dirigo verso la chiesa,
che raggiungo facilmente in pochi minuti. E' semplice, ma
carina, di un tenue colore rosa e con un campanile grazioso.
Anche qui qualche foto e poi via; lasciamo
Kattavia e ci dirigiamo verso Plymmiri.
Sorpasso Ag. Pavlos e dopo 2 Km. ecco, sulla
destra, la deviazione per la spiaggia di Plymmiri; la strada
prosegue per altri 3 km. e termina a fondo cieco a ridosso
della stessa. Sulla sinistra c'é un piccolo ristorante che
affitta anche camere e di fronte un porticciolo artificiale
costituito da un'enorme e orribile muro di cemento armato,
che stride con l'ambiente circostante. La spiaggia é a destra;
una lunghissima baia praticamente deserta !
Subito all'inizio ci sono sette ombrelloni
con lettini, che vengono affittati dal proprietario del ristorante,
il resto é solo per noi...; almeno un paio di chilometri,
un'ampia e perfetta mezza luna, composta esclusivamente da
ghiaia.
E' perfetta per prendere la tintarella;
il Melteni infatti, oltre a non "soffiarci" addosso
la sabbia, non ci fa affatto sentire il calore del sole !
L'ideale per gli amanti dell'abbronzatura e della tranquillità
: qui se ne trova quanta se ne vuole !
Restiamo per circa un'ora e mezza, poi,
verso le 19.00, prendiamo la via del ritorno, ripercorrendo
a ritroso la strada che ci ha condotto sin qui.
Ad Apolakkia mi fermo per fare il pieno;
c'é ancora un terzo del serbatoio, ma voglio stare tranquillo
!
La benzina normale (verde con 95 ottani)
costa 0,77 euro, la cosiddetta "super" (verde con
98 ottani) 0,82 euro e il diesel 0,66 euro.
Raggiunta la piazza del paese ci fermiamo
con l'intenzione di prendere una gyros pita; fra i tre, scegliamo
il ristorante che si trova a destra guardando la piazza.
Purtroppo la scelta risulta sbagliata :
la gyros non é male come sapore, ma é poco condita e scarsa
di carne ! Mancano anche le patatine fritte ! Meno male che
la paghiamo solo 1,50 euro.
Ci rimettiamo in marcia e nel tratto di
strada che va da Siana a Kritinia, con il tramonto alle porte,
l'Akrotiris appare ancora più rosso e imponente di prima.
Verso le 20.15, dopo aver percorso in tutto
204 chilometri, arriviamo a Tolos.
Ceniamo con l'anguria comprata la mattina,
quindi dritti in branda : siamo distrutti..., ma é stata una
bella giornata.
14 Agosto 2002 - Kolympia - Epta Piges - Saint
Nectarius
Sveglia alle 08.00 e via versa la costa
orientale attraverso la "solita" strada, quella
che tocca Dymilla, Eleoussa, Archipoli e Epta Piges.
Giunto all'incrocio con la strada principale
della costa orientale, per recarmi a Kolimpia, nostra meta
giornaliera, dovrei andare diritto, ma visto che é presto,
decidiamo di dare un'occhiata alla vicina baia di Afantou.
Svolto quindi a sinistra, percorro 5 Km.
e dopo aver superato la deviazione che indica Afantou centro,
sulla destra, trovo quella per la spiaggia; altri 800 metri
ed eccoci sulla strada che costeggia la baia di Afantou.
Quest'ultima é lunghissima e ben attrezzata
anche se non mancano i numerosi tratti deserti in cui ci si
può ritagliare il proprio spazio personale.
Il mare é celeste e calmissimo, una tavola
piatta; la spiaggia é di ciottoli e sabbia. Bellina, ma non
certo caratteristica, come spero sia Kolimpia, quindi retro
marcia e via oltre Capo Vagia, che separa le due località.
Ritorno sulla strada principale e fatti
5 Km. verso Sud, svolto a sinistra in direzione Kolimpia;
altri 2 Km. e sono in riva al mare, dopo aver attraversato
il centro del paese, che sembrerebbe estremamente turistico,
data l'alta concentrazioni di locali, negozi e ristoranti.
C'é pure una discoteca.
Giunto sul mare, la strada si biforca e
le indicazioni recano scritto su entrambi i lati "beach"
! A sinistra si trova la parte di spiaggia che, in sostanza,
é la parte finale della Baia di Afantou, a destra, invece,
superato Capo Vagia si trovano due baie, separate tra loro
da scogli, che avevo visto nitidamente dall'alto di Panagia
Tsampica.
Non ho dubbi, si va a destra ! La strada
termina a fondo cieco praticamente all'inizio delle due baie.
A sinistra, dopo una piccola discesa di
una ventina di metri, superato un rudimentale campo da basket,
si trova la prima baia; piccolina, stretta e di sabbia. Una
perfetta mezza luna, che purtroppo é completamente occupata
dagli ombrelloni e dai lettini, posti probabilmente dal bar
che si trova a ridosso.
Di fronte c'é il parcheggio del ristorante,
costruito sugli scogli che separano le due baie e la piccola
discesa che da accesso alla seconda di queste. Molto più ampia
e lunga, ma completamente di ciottoli, é costellata lungo
tutto il suo perimetro da residenze e villaggi. In particolare
il primo sulla destra é immenso !
Ci sono ombrelloni e lettini nel primo tratto,
ma poi la spiaggia regala ampi tratti dove stendere il proprio
telo; non c'é alcun bar, se non il ristorante sugli scogli.
E' presente anche un ormeggio con i classici
giochi d'acqua; serve tutti e non solo gli ospiti dei villaggi.
La baia, che ha sulla destra il massiccio
sul quale troneggia Panagia Tsampica, é battuta da un leggero
vento e l'acqua é stupenda; cristallina e trasparente verso
riva, di un azzurro profondo più al largo. Diventa subito
profonda e non è affatto fredda.
Verso le 17.00 lasciamo la spiaggia e riprendiamo
la strada di "casa", facendo però sosta a Epta Piges,
le sette sorgenti, di cui la guida parla usando toni entusiastici.
E' facilmente raggiungibile da Kolimpia;
2 Km. dopo aver preso la strada che porta ad Archipoli, infatti,
si trova la deviazione sulla sinistra.
La stretta lingua di cemento che segue si
erpica all'interno della pineta per 800 metri e termina in
un ampio spiazzo adiacente ad un bar, che ha numerosi tavolini
posti sulla sponda di un piccolo torrente all'ombra delle
conifere.
Questa é la "famosa" Epta Piges
! Tutto si risolve nel piccolo ponte di fianco al bar dal
quale si vedono le sette sorgenti; io, però, ne ho contate
solo quattro ! Forse l'arido Agosto non é il mese adatto per
vederle; infatti anche il ruscello ha poca acqua, che viene
raggruppata in una sorta di mini diga poco più in basso, prima
di essere diramata in stretti e lunghi canali di irrigazione,
che si sviluppano per tutta la vallata sottostante.
Oltre il ponte c'é una grossa pineta, ricca
di alberi e vegetazioni e con molti sentieri; purtroppo questi
ultimi non portano da nessuna parte; percorrerli vi consentirà
esclusivamente di fare una bella sudata !
In alto, infatti, il confine del bosco è
delimitato da una rete metallica oltre la quale c'é un uliveto.
Unica attrazione sull'altra sponda del torrente é una coppia
di pavoni, che girano in perfetta libertà.
Epta Piges mi da l'idea dell'attrazione
costruita per i turisti, un pò come a Petaloudes la valle
delle farfalle; si può considerare esclusivamente un buon
diversivo alla spiaggia, verso fine giornata, quando, annoiati
dal sole e dal caldo, si vuole bere qualcosa, nel fresco della
pineta.
Unica consolazione : non si paga ingresso
! Ma solo le consumazioni al bar, che ha prezzi, per altro,
normali.
Trascorsa un'oretta ad Epta Piges ci rimettiamo
in marcia verso casa, ma dopo altri 4,2 Km., facciamo un'altra
sosta a Saint Nectarius, facilmente riconoscibile, visto che
c'é l'immancabile ristorante e di fronte un grande parcheggio.
Saint Nectarius non é altro che una graziosa
chiesa ortodossa posta alle pendici di un alto colle.
Di fianco al cancello oltre il quale ci
sono le scale che consentono l'accesso alla chiesa, si trova
una fontana con tre beccucci dai quali sgorga un'acqua fresca
e potabile; qui nei giorni successivi, ogni volta che passeremo,
riempiremo le nostre bottiglie, evitando di comprarle al supermercato.
Di fronte alla fontana si erge un enorme
platano orientale con il tronco cavo.
Ci sono inoltre due sentieri da poter percorrere
: il primo parte dal parcheggio e, attraversando la pineta,
scende sino al fiume sul fondo della vallata limitrofa; il
secondo invece, parte dietro il platano e, passando intorno
alla chiesa, si arrampica sino in cima al colle che le sta
alle spalle, dove é situato un "belvedere" che consente
di ammirare la valle sino al mare.
Proseguiamo verso Tolos, ma visto che la
fame si fa sentire e abbiamo voglia di addentare una gyros
pita, faccio rotta verso Theologos; percorro circa 1 Km. dopo
aver lasciato la strada principale della costa occidentale
e termino la mia corsa a ridosso della chiesa del paese, dove
non posso più proseguire, visto che la strada, in rifacimento,
é interrotta.
Continuiamo a piedi all'interno dell'abitato
: non troviamo la gyros, ma scopriamo un bel paese, caratteristico
e tradizionale, che culmina in una piccola piazza, occupata
quasi interamente dai tavolini di un ristorante, la "Taverna
Drossia".
Una rapida occhiata e poi, ripreso il "bolide",
ripartiamo in direzione di Paradissi; lo stomaco comanda in
questo frangente...
Paradissi dista 4 Km. e ci arriviamo agevolmente
e velocemente; il punto centrale del paese é la bella e nuova
piazza con tanto di fontana, su cui si affacciano due ristoranti,
la panetteria, un bel locale e il piccolo esercizio di Xepi,
che fa le gyros !
Siamo arrivati alla meta...; prendiamo posto
nei tavolini e ordiniamo la nostra cena.
Mentre aspetto ho il tempo di guardarmi
intorno e noto di fronte alla piazza, dall'altra parte della
strada, un tradizionalissimo "ouzery" con i tavolini
di legno sotto una veranda ricoperta di edera, pieno degli
anziani del luogo e di fianco un piccolo ristorante.
Anche vicino a noi ci sono solo greci, siamo
gli unici stranieri e la cosa mi piace molto; le poche parole
di greco che conosco e che mi aiutano nell'ordinare le gyros
sono un viatico formidabile che ci permette di inserirci rapidamente
in questa piccola comunità, dove spesso, dopo questa sera,
saremo presenti.
Principalmente per le gyros di Xepi, che
finalmente sono fatte a regola d'arte ! Ben farcite di tsatsiki,
pomodoro, cipolla e prezzemolo, abbondanti di carne e con
qualche patata fritta : costo, 1,30 euro..., il paradiso !
Questo idillio purtroppo é interrotto troppo
spesso dagli aerei che decollano da Rodi; la pista dell'aeroporto
é infatti proprio dietro di noi ! Qui però si sono abituati
a conviverci, visto che nessuno ci fa più caso e siamo solo
noi a girarci, ogni qualvolta il rumore sordo delle turbine
squarciano il brusio della piazza.
Torniamo a casa veramente contenti e soddisfatti
e dopo una bella doccia, facciamo una passeggiata nei dintorni
dell'appartamento, curiosando nei negozi lungo la strada;
chiaramente vendono solo paccottaglia per turisti, ma ne approfitto
per comprare cartoline (0,20 euro) e francobolli (0,60 euro).
Chiudiamo la serata in un locale carino
e suggestivo dove sorseggiando un frape stendo le mie impressioni
di giornata.
15 Agosto 2002 - Castello di Feraklos,
Agia Agathi, Psinthos.
Sveglia alla 08.00, che ormai é divenuta
una consuetudine e non mi pesa più di tanto e partenza alla
volta di Haraci, sulla costa occidentale.
Attraversiamo l'isola ripercorrendo la "solita"
strada, anche questa ormai una consuetudine, che però non
altera il mio stupore nel vedere l'imponente vegetazione di
cui é ricca l'isola.
Giunto all'incrocio con la strada principale
della costa occidentale prendo a destra; superato Arhangelos
e il bivio per Malona, la strada comincia a salire e dopo
la curva sul punto di scollinamento, dall'alto, scorgiamo
la baia di Charaki.
Terminata la discesa, sulla sinistra si
trova la deviazione per Haraci, che chiaramente imbocchiamo;
altri 800 metri e sempre sulla sinistra notiamo la deviazione
per Agia Agathi, più nota come "Gold Beach" e il
castello di Feraklos.
La ignoro e proseguo diritto verso l'abitato
di Haraci; giuntovi a ridosso la strada si biforca : a destra
si va verso i parcheggi alle spalle del paese, a sinistra
verso il castello.
Prendiamo a sinistra; la strada si restringe
e dopo 500 metri termina l'abitato e l'asfalto. Parcheggio
in uno spiazzo sulla destra e proseguiamo a piedi lungo la
strada sterrata, che comincia a salire verso il colle dove,
ben visibili, sono le rovine del castello.
Sembrerebbe che sia impossibile raggiungerlo,
poiché la strada é interrotta da una sorta di cancello costituito
da una rete metallica; niente di più falso ! Infatti basta
spostare il gancio di corda che lo tiene chiuso, aprire e
richiuderlo dopo essere passati, proprio come recita il cartello
adiacente.
La strada sterrata diviene ben presto sentiero;
ci si arrampica, nel vero senso della parola, lungo il colle,
anche se l'ascesa è facilitata dal posizionamento delle pietre,
che creano dei rudimentali scalini e si giunge in cima, all'interno
del castello.
Rimane ben poco di questa fortezza; qualche
piccola parte delle mura perimetrali e poco più !
Comunque la vista che si gode é molto bella
: da una parte si domina il piccolo centro di Haraci, di cui
é possibile ammirare la perfetta baia concentrica e quasi
completamente chiusa; oltre la lunga baia di Charaki e di
Kalathos e sul fondo, perso nella foschia, Lindos.
Dalla parte opposta invece si vede molto
bene Agia Agathi e la sua spiaggia di sabbia dorata e si capisce
perché la chiamino "Gold beach" !
Ridiscendo il sentiero e ripreso il "bolide"
ci dirigiamo ad Agia Aghati. Il viaggio é breve e la strada
sterrata termina proprio a ridosso della spiaggia.
Ci sono molti ombrelloni con lettini, quasi
per tutta la sua lunghezza e due bar a ridosso.
Solo a sinistra, in prossimità degli scogli
c'é un piccolo spazio per stendere il proprio telo e meno
male che andiamo lì ! Infatti il vento incessante non smette
mai di soffiarti contro la sabbia, che sarà anche dorata,
ma dopo un pò ti snerva !
Al riparo parziale degli scogli, diciamo
che si riesce a "sopportare"...
La sabbia é di un beige molto scuro e l'acqua
limpidissima e cristallina; una piscina a cielo aperto.
Inoltre il mare è molto vivo; ci sono pesci
di varie forme, dimensioni e colori.
Verso le 10.30 ecco arrivare le barche che
portano i turisti in tour per le spiagge della costa e lasciano
il loro carico umano sulla spiaggia; di colpo Agia Aghati
si affolla...
Molti, volendo evitare di pagare l'ombrellone
(7 euro) vengono nell'unico lato di spiaggia libero e in un
momento ci si ritrova in mezzo alla gente...
Fortunatamente, come anticipato, ci siamo
sistemati in un'ansa tra gli scogli, occupando e dividendo
lo spazio con le poche persone che c'erano quando siamo arrivati,
costituendo una piccola oasi a cui non si può aggiungere nessun
altro.
Verso le 17.30 la nostra sopportazione arriva
al limite...; decidiamo quindi di lasciare Agia Agati e di
andare a bere qualcosa ad Haraci.
Ancora una volta lo spostamento e breve
e in poco più di cinque minuti ci troviamo ad Haraci.
La baia ha alle spalle un bel lungo mare
sul quale si affacciano locali e ristoranti; ci sediamo in
uno di questi e prendiamo da bere.
Qui si sta veramente bene; c'é il vento,
ma non la sabbia, visto che siamo nell'abitato, ma questo
problema non sussiste nemmeno in spiaggia dato che é fatta
di ghiaia !
Haraci mi fa una bella impressione...; mi
ricorda il paesaggio delle cicladi e in particolare di Amorgos
e della sua baia di Katapola.
Alle 19.00 togliamo le tende e riprendiamo
la strada di casa... Per rompere la monotonia dello spostamento,
superato Saint Nectarius, imbocco, a destra, la deviazione
per Psinthos.
La strada é segnalata come asfaltata, ma
dell'asfalto rimane ben poco...; ogni tanto qualche pezzo...
Diciamo che é una strada sterrata, che una volta era asfaltata
!
Percorriamo i 10 Km. che ci separano da
Psinthos non incontrando nessuno...; e ti credo, su questa
mulattiera !
Il panorama in compenso é bello : una continua
pineta, non sembra neanche di essere su un'isola...
Finalmente arriviamo a Psinthos, piccolo
paese con una grande e bella piazza, su cui si affacciano
diversi ristoranti e dove convergono tutte le strade che portano
qui. Infatti appena superatala, la strada si biforca : a destra
si va in direzione di Rodi, a sinistra verso Petaloudes.
Noi prendiamo a sinistra, inconsapevoli
di ciò che ci aspetta, anche se guardando la cartina, so perfettamente
che la strada è un pò tortuosa; ma questo me lo tengo per
me...
La strada continua a salire per diversi
chilometri in mezzo ad una pineta fittissima, sino a giungere
in vetta, dove é posto il Monastero di Kalopetras, che ad
occhio non mi ispira per niente e che quindi saltiamo a piedi
pari !
Da qui in poi si scende lungo le pendici
della montagna, con piccole e continue curve da nausea, sino
a giungere a Petaloudes, la valle delle farfalle; dopo il
cammino si fa più rettilineo e in breve tempo ci ritroviamo
sulla costa occidentale.
La cosa che più mi ha colpito di questo
spostamento é sicuramente la vegetazione; in alcuni tratti
sembrava di essere in una foresta...
E' ferragosto, quindi per cena decidiamo
di andare a mangiare alla "Taverna Drossia", che
abbiamo "scoperto" qualche giorno fa a Theologos;
la scelta si rivelerà perfetta !
Arriviamo nella piccola piazza di Theologos,
dove sono posti i tavolini intorno alle 21.30; molti di essi
sono già occupati da allegre e numerose comitive di gente
del posto... Noi siamo gli unici turisti.
L'atmosfera é molto carina; le luci soffuse
illuminano la piazza e i tavoli, un brusio continuo di voci
si disperde per le piccole vie limitrofe e una leggera brezza
rinfresca l'aria...
Il trattamento sarà straordinario : mangiamo
molto, molto bene e spendiamo poco... Specialità della trattoria
é la carne; non c'é in menù alcun piatto di pesce.
Le porzioni sono abbondanti e la carne é
ben cucinata, spezziata e saporita. Prendiamo un'insalata
greca, il tzatziki, due piatti di polpette al sugo di pomodoro
(6 a porzione...), uno spiedino di carne di pollo, che si
rivelerà una spada, Retzina, acqua e due caffé ellenici, il
tutto per 21 euro.
In particolare rimango piacevolmente colpito
dal riso con i pinoli, che accompagna i piatti di carne :
é squisito !
Sono strapieno... e faccio uno sforzo immane
a mandare giù qualche boccone di cocomero e melone, che ha
fine pranzo ci offrono...
La "Taberna Drossia" assurge a
mito di questa vacanza e se mai vi troverete da queste parti,
non mancate di andarci..., ve lo consiglio, anzi stra-consiglio
!
16 Agosto 2002 - Kalathos, Baia di Vlicha,
Baia di Agia Ioannis.
Tanto per cambiare sveglia alle 08.00 e
poco dopo partenza alla volta di Kalathos, località a 10 Km.
da Lindos.
Ripercorriamo per l'ennesima volta la "solita"
strada, che ci porta sulla costa opposta dell'isola, fermandoci
a Saint Nectarius a riempire le bottiglie con l'acqua dell'omonima
fonte; se c'è la possibilità, perché non approfittarne ?
Giunti sulla strada principale della costa
orientale, prendiamo verso destra, dirigendoci a Sud in direzione
Lindos; il traffico é pressoché nullo.
Supero Arhangelos e Charaki, quindi fatti
altri 5 Km. arriviamo a Kalathos.
Incontriamo una prima indicazione, sulla
sinistra, per "Kalathos beach"; la seguo e dopo
circa 1,5 Km., ci ritroviamo sulla strada a ridosso della
costa.
la spiaggia é di sabbia e ghiaia ed é la
continuazione naturale della lunga baia di Charaki.
Il mare, neanche a dirlo, é azzurro, ma
di un azzurro scuro, intenso e profondo.
La cosa che mi colpisce di più, però, é
l'assoluta assenza di persone : é praticamente deserta ! Qui
veramente, ci si può ritagliare un angolo proprio e isolarsi
completamente da tutto e tutti, restando a contatto solo col
mare.
Più avanti, sul versante nord di capo Agia
Aimilianos, c'é la piccola baia di Vlicha, che dovrebbe essere
più caratteristica, quindi, andiamo a dare un'occhiata.
Ritorno sulla strada principale e prendo
a sinistra per Lindos; dopo circa 1,5 Km. trovo la deviazione
per "Vlicha beach", altri 800 metri e siamo sul
mare.
C'é subito un primo parcheggio con diversi
alberi sulla sinistra; un'altro si trova alla fine della strada,
che segue la spiaggia.
Visti sia il tratto iniziale di spiaggia,
che quello finale, scegliamo il primo dei due; quindi ritorno
indietro e parcheggio all'ombra il "bolide". Motivo
di questa scelta ? La presenza del bar !
La baia é abbastanza lunga con alle spalle
vari villaggi e hotel; é di ghiaia e presenta tre file di
ombrelloni. Fortunatamente é anche larga, quindi nei 10 meri
che separano la prima fila di ombrelloni dal mare, ci si può
tranquillamente sistemare; cosa, che fanno in molti, visto
che un ombrellone e due lettini costano 7 euro al giorno !
L'acqua é cristallina ed ha un colore verde
tenue, per poi divenire, più al largo, blu scuro.
C'é un bel venticello di terra, che placa
l'arsura. Nonostante questo, verso le 12.30 il sole ha la
forza di un martello pneumatico, quindi andiamo a cercare
ombra e fresco sotto il pergolato del bar.
I prezzi non sono poi così eccessivi; come
sempre riscontrato, c'è una differenza che varia tra 0,50
e 1 euro con i prezzi normali.
La ragazza che serve ai tavoli mi parla
in inglese, anche perché é inglese e di conseguenza il mio
rudimentale greco non serve a nulla.
In generale a Rodi, gli autoctoni parlano
più lingue e comunque si rivolgono al turista con un idioma
che raramente è il Greco. I toni sono gentili e i modi garbati;
cercano sempre e comunque di capire cosa il cliente vuole
e cercano in tutti i modi di accontentarlo. Questo atteggiamento
cela la forte impronta turistica che ha quest'isola del dodecaneso,
la più europea tra le isole greche, che io abbia visitato.
Verso le 15.00 lasciamo la baia di Vlicha
e ci dirigiamo a Sud; la strada sale sulle pendici di Capo
Aimilianos e dall'alto si ha un ottimo colpo d'occhio sull'intera
baia di Vlicha, Kalathos e la baia di Charaki.
Appena scollinato e fatte altre due curve,
ecco davanti a noi un'altro punto di vista privilegiato :
consente di ammirare infatti in tutta la sua bellezza Lindos,
con il caratteristico paesino di case bianche a ridosso dell'imponente
fortezza e sulla sinistra, in basso, una delle sue due baie,
la più ampia, con un mare azzurro pastello.
Questa é la meta di domani, quindi supero
il paese e proseguo oltre il promontorio, scoprendo una baia,
stranamente non segnalata, fra Lindos e Capo Lardos.
Unica costruzione presente é il "Residence
Lindos Memories", costruito proprio nel centro della
baia. Per raggiungere la spiaggia, basta seguire le indicazioni
che portano a quest'ultimo e lasciare la macchiana nello spiazzo
alla sua destra. Da qui parte una stradina piastrellata, che
fa parte del complesso, ma utilizzabile da tutti, che porta
in riva al mare.
Di fronte al residence, chiaramente, ci
sono gli ombrelloni e i lettini destinati ai suoi ospiti,
ma a destra la spiaggia é completamente libera...
E' costituita di sabbia e ghiaia fine; non
é troppo larga ed é lunga circa 300 metri. Alla sua sinistra
la delimitata il massiccio di Capo Lardos, sulla cima del
quale si trova la piccola chiesetta di Agia Ioannis.
L'acqua ha dei colori incredibili...; verso
riva é verde brillante, a causa dei numerosi scogli presenti,
ma più al largo é di un blu intenso, nel quale si aprono delle
vere e proprie chiazze turchesi, in corrispondenza del fondale
sabbioso.
Un incanto...; infatti qui si fermano i
battelli che portano a fare il giro delle baie della costa,
per consentire ai turisti di fare il bagno in queste "pozze",
che sono comunque agevolmente raggiungibili anche da riva.
Incomprensibile come un posto di tale bellezza
non venga segnalato; la spiaggia infatti é deserta e credo
che chi venga qui, non lo faccia con intento, ma ci capiti
per caso, un pò come è successo a noi.
Alle 18.00 riprendiamo la strada di casa...
Prima di rientrare, però, andiamo al supermercato di Paradissi,
"The Corner", facilmente raggiungibile; andando
verso l'aeroporto, infatti, basta prendere la prima strada
a sinistra, dopo aver superato la piazza. In questa via, ci
sono due ristoranti e un internet-café.
Il supermercato é fornitissimo e ne approfittiamo
per comprare la retzina, il tradizionale vino greco, da portare
a casa; scegliamo la "Kourtaki", che insieme alla
"Boutari" é la migliore e costa 2,83 euro la bottiglia.
Dopo la spesa, una bella gyros pita da "Xepi",
che ci lascia soddisfatti, quindi il rientro a "casa";
un'altra giornata si é conclusa.
10-16
/ 17-24 Agosto 2002
|