|
Sbarco in Normandia
2001
Finalmente giunge il momento
di partire anche per noi.
Quest'anno la destinazione scelta è la Normandia, attraversando
la Borgogna e, sulla via del ritorno, un po' di Bretagna e
di Valle della Loira; il periodo fine agosto e il mezzo, la
nostra auto, una skoda fabia diesel.
Io (Ivana) e il mio compagno di viaggio e di vita (Riccardo)
abbiamo trovato molto utile studiare il nostro itinerario
navigando in rete sul sito www.viamichelin.com
che calcola in modo molto preciso le distanze chilometriche,
il consumo carburante, il costo delle autostrade, che illustra
la mappa del viaggio e che da' consigli su cosa visitare,
gli alloggi e i ristoranti.
Naturalmente abbiamo spesso e volentieri visitato il sito
della "maison de France" www.franceguide.com,
e abbiamo sperimentato la prenotazione "on line"
dei nostri alberghi sui siti www.accorhotels.com
e su www.gaf.tm.fr,
il primo immediato e perfetto, veramente comodo, il secondo
più lento e laborioso.
- In una splendida mattinata
di sole, varchiamo il Passo del Sempione, a noi molto vicino,
e percorriamo la superstrada elvetica (acquisto di una "vignette"
costo 40 fr., circa 50.000 lire, valevole tutto l'anno), costeggiando
il bellissimo lago di Lemano.
Dirigendoci prima verso Pontarlier e poi verso Beaune, attraversando
i bei paesaggi della Borgogna, con i suoi vigneti che si estendono
a perdita d'occhio e i suoi graziosi paesini, giungiamo in
serata ad Auxerre.
Ceniamo in un antico locale, scelto anche da un gruppo di
ragazzi per festeggiare l'addio al celibato di un amico, travestito
da donna, con tanto di cartello dalla scritta "proprietà
privata" al collo! Carino e divertente!
Scendiamo a passeggiare lungo la riva del fiume Yonne, ammirando
il grandioso spettacolo che offre il riflesso sull'acqua delle
cattedrali illuminate, e godendoci il fresco e la pace della
sera.
- Il giorno seguente continuiamo
il nostro viaggio verso il nord imboccando l'autostrada in
direzione di Parigi.
Esprimo il desiderio di vedere il Castello di Versailles e
Riccardo, pur imprecando contro il caos del traffico e il
caldo afoso, esaudisce il mio sogno e, dopo aver trovato parcheggio
a fatica (e a pagamento), entriamo dal grandioso cancello
della Reggia.
Visitiamo i giardini (entrata gratuita) dove mi è facile
immaginare lo svolgersi degli amori, degli intrighi, della
vita quotidiana dei reali di Francia e di tutta la sua corte.
Il Palazzo è imponente, fantastico; i giardini sono
perfetti, ordinati, costellati di fontane adorne di statue
mitologiche, e di aiuole di fiori d'ogni genere.
L'incontro del giorno: un simpatico scoiattolo che ci guarda
incuriosito e che scappa impaurito al mio vano tentativo di
fotografarlo, nel vicino boschetto, saltando di ramo in ramo.
Riprendiamo il cammino in autostrada verso Rouen, la capitale
della Normandia, che è bellissima, se non fosse per
il caldo, il traffico ed il nostro nervosismo, e non riusciamo
ad ammirarne le bellezze (la grandiosa cattedrale gotica e
le caratteristiche viuzze con le case a colombaia), che con
il calare del fresco della sera e con le luci nella notte.
- Il sorriso sulle labbra,
al nostro risveglio il mattino dopo, indica che è giunto
il gran giorno di toccare l'oceano Atlantico.
Solo 60 Km ci separano dall'immensità blu. Arriviamo
a Dieppe in una giornata fantastica: acque calmissime, di
un colore verdazzurro intenso, leggera e piacevole brezza
marina, cielo blu.
Saliamo a gustarci un buon pranzo al sacco nel parco del castello
che domina la città, con una vista davvero spettacolare
sulla lunga spiaggia gremita di gente.
Visitiamo il castello del XV sec. che ospita una ricca mostra
di storia navale, ove il mare è l'elemento essenziale
(quadri, modellini, reperti), ed ammiriamo una collezione
unica di oggetti di avorio finemente intagliati. Dieppe è,
infatti, famosa per i suoi navigatori, i suoi scopritori di
terre nuove, i suoi mercanti, i corsari, e per i suoi esperti
scultori di avorio, la materia pregiata proveniente da paesi
lontani.
Proseguiamo lungo la bellissima costa che a tratti s'innalza
fino a toccare i 125 m. di altezza, percorrendo 140 km di
lunghe spiagge, falesie e villaggi di pescatori. E' la costa
di alabastro!
Breve sosta, che merita davvero, a Saint Valery en Caux, veramente
stupenda, con la sua cittadina colorata e il porticciolo gremito
di barche a vela.
Arriviamo nel tardo pomeriggio a Fecamp, piccola città
dall'atmosfera semplice e tranquilla, a ridosso delle scogliere,
che Riccardo ed io troviamo molto romantica al tramonto, per
la sua passeggiata in riva all'oceano, la scogliera illuminata
ed i due fari del porto.
Ceniamo in un ristorantino con vista panoramica, a base di
squisito pesce e dopo la classica "crépè
au chocolat" torniamo a goderci la serata passeggiando
e ascoltando la musica di un gruppo locale sulla spiaggia.
Rientrando all'hotel scorgiamo un palazzo sfarzosamente illuminato
che pare un castello, ma che scopriamo essere un museo voluto
e costruito dal produttore dell'amaro "Benedictine";
il palazzo è particolare, una miscela di stili diversi,
dal neogotico al neorinascimentale, ma pur bello nel suo insieme,
e presenta nelle sue sale la storia e il ciclo di produzione
dell'amaro.
- Ancora una bella giornata
di sole! Partiamo da Fecamp ben consapevoli che andremo ad
ammirare uno dei luoghi più belli del nostro viaggio:
Etretat.
Entriamo nella piccola cittadina, incorniciata da imponenti,
spettacolari scogliere, scolpite dal vento e dall'acqua a
formare grotte e faraglioni; unico neo, un caldo tropicale
(37°!), che solo immergendo i piedi nell'acqua riusciamo
ad alleviare un poco.
Ma la vista di tanto splendore ci fa dimenticare ogni disagio;
un vero trionfo della natura appare ai nostri occhi sia dalla
spiaggia sia dall'alto della scogliera, che raggiungiamo percorrendo
un facile sentiero: le bianche falesie si stagliano nel blu
del cielo e s'immergono nel verde dell'oceano, le cui onde
ne lambiscono le grotte e la spiaggia di candidi ciottoli.
Tutt'intorno volteggiano decine di gabbiani e di altre specie
di uccelli.
Attendiamo il tramonto, che puntualmente si presenta tinteggiando
cielo, oceano, e rocce di caldi e luminosi colori, mentre
i gabbiani cantano la meraviglia della natura.
Prima che si faccia buio, scendiamo in paese e troviamo un
locale all'aperto dove ceniamo con lo sguardo rivolto verso
le scogliere, che vengono illuminate anche di notte per concedere
ancora a chi le vuol guardare il piacere di così tanta
bellezza.
A malincuore lasciamo Etretat per raggiungere il nostro albergo
a Le Havre; l'hotel non è granché, il suo gestore…pure,
ma dopo una giornata del genere dormiamo bene lo stesso!
- Affacciandoci alla finestra
della nostra camera, che da' sulla piazza della moderna chiesa
St. Joseph di Le Havre, il mattino dopo ci si presenta un
cielo un po' coperto; dopo tante belle giornate però
si può ben anche accettare!
L'itinerario di oggi prevede un'altra perla: Honfleur.
Lasciamo Le Havre, costeggiando l'immensa e bellissima spiaggia,
e poi il suo porto, e subito dopo proviamo l'emozione di attraversare
il celeberrimo Pont de Normandie, altissimo, grandioso, spettacolare
nella sua moderna architettura. Si paga un pedaggio fisso
di qualche decina di franchi e si può anche visitare
a piedi salendo dall'apposita corsia pedonale.
Pochi km e raggiungiamo la famosissima Honfleur. Iniziamo
la visita incappando in un originale mercato dell'artigianato
e proseguiamo verso il centro, ammirando le belle e colorate
casette a graticcio del lungomare Sainte Catherine, che si
riflettono nel vecchio bacino (le vieux bassin), il bellissimo
porto, l'antica giostra ed i numerosi pittori intenti a dipingere
le loro tele.
Oggi si festeggia la liberazione del paese dai tedeschi (i
luoghi dello sbarco sono vicini) con gare sportive e sfilate
di bande, majorettes e automezzi militari americani.
Ci addentriamo nella cittadina scoprendo ad ogni angolo uno
scorcio da cartolina; vicoli, piazzette, l'antica chiesa e
il campanile interamente fatti di legno, il tutto intercalato
da esposizioni d'arte e da ristorantini che offrono grandiose
portate di pesce.
Proseguiamo il nostro viaggio sulla " côte fleurie",
la costa fiorita, vedendo sfilare le località balneari
alla moda di Cabourg, l'intellettuale, di Trouville, più
popolare ma autentica e di Deauville, la mondana, per arrivare
nel pomeriggio nei luoghi del famoso sbarco degli americani,
avvenuto durante la seconda guerra mondiale, per la liberazione
dall'occupazione tedesca.
La località più bella sia paesaggisticamente
sia storicamente parlando è Arromanches, che ospita
un grande ed interessante museo e dove sono ben visibili i
resti del porto artificiale al largo della costa e quelli
approdati sulla spiaggia in seguito alle paurose mareggiate.
Visitiamo volentieri il museo molto ben allestito e assistiamo
al filmato che viene proiettato in varie lingue (anche in
italiano) e a orario continuato, dove ben si comprende la
portata dell'impresa degli americani nel costruire, in condizioni
critiche, un porto galleggiante necessario allo sbarco dei
mezzi e dei soldati e che portò alla fine della seconda
guerra mondiale.
Nel frattempo il clima è notevolmente cambiato! Dall'Atlantico
soffia una fresca brezza, che con il calare della sera si
fa più pungente, e finalmente indossiamo i maglioni
portati da casa, ben conoscendo le temperature del nord.
Ceniamo in un piccolo ristorante, facciamo una passeggiata
in riva all'oceano, sfidando abbracciati il vento freddo,
e ci ritiriamo nel nostro albergo, trovato all'ultimo minuto
(per errore avevo prenotato in un'altra città dal nome
simile! Mea culpa!), casualmente proprio di fronte alla spiaggia
dello sbarco e al museo ed i cui proprietari ed il personale
sono veramente "sympa".
- Il mattino seguente continuiamo
il nostro pellegrinaggio sui luoghi dello sbarco, visitando
Point du Hoc, rimasto inviolato per volere degli americani,
con resti di bunkers sparsi ovunque e voragini causate dalle
bombe; poi Omaha Beach, il cimitero celebre per la gran distesa
di migliaia di croci bianche…migliaia di vite spezzate per
un ideale di libertà.
E' impressionante la visione di quelle croci perfettamente
allineate fino a perdita d'occhio ed è triste pensare
di associare a tutte quelle croci il volto di un giovane che
ha perso la sua preziosa vita a causa della guerra.
Omaha Beach è un oasi di pace in riva all'oceano, un
vastissimo prato verde, un monumentale bianco memoriale, giardini
fioriti, fontane, alberi, il tutto rigorosamente mantenuto
sempre in perfetto ordine.
Infine, giungiamo a Sainte-Mére-Eglise, piccolissimo
paese divenuto celebre per il miracoloso atterraggio di un
parà americano sul campanile della chiesa, sul quale
rimase incastrato, celandolo alla vista dei tedeschi, e grazie
al quale ebbe salva la vita…oggi…il manichino (appeso al campanile)
più famoso e fotografato di Francia!
Accontentato Riccardo con la sua passione per la storia e
per il soldato Ryan, torniamo alla tranquillità dei
bei paesaggi naturali che offre la Normandia e che tanto piacciono
a me.
Anche il tempo migliora. Costeggiamo tutta la Manica, prima
salendo verso Pointe de Barfleur, caratteristico paese di
pescatori con un grazioso porto e una splendida spiaggia rocciosa.
Un vero angolo di paradiso che si colora di una strana luce
quasi rosata al tramonto.
Ci fermiamo a cena in uno dei rari ristoranti del paese, dove
ci facciamo consigliare dalla simpatica e disponibile proprietaria
un piatto a base di carne di vitello condito con la salsa
"Calvados", il famoso liquore dell'omonima regione
francese. "Vraiment delicieux".
Arriviamo all'hotel a Cherbourg che già si è
fatta notte.
- Scopriamo Cherbourg il
giorno seguente sotto un bel cielo azzurro. Il porto è
grandissimo e la città ci appare più tranquilla
e vivibile di quanto immaginassimo, con tanto verde e spazi
aperti.
Giungiamo a Cap de la Hague, l'altro punto estremo, insieme
a Pointe de Barfleur, della Manica. Qui il panorama è
veramente incantevole per la varietà e l'intensità
dei colori che colpiscono i nostri occhi. Siamo come rapiti
dalla pace e dalla bellezza del posto. Decidiamo di fermarci
a consumare il nostro delizioso pranzo al sacco (tramezzino
al salmone e alle verdure, bignè francese con un'esagerazione
di crema e di panna!), seduti sulla spiaggia, coccolati dal
tepore del sole, al riparo dalla brezza dell'oceano. Una coppia
di gabbiani ci plana accanto e noi li invitiamo al nostro
banchetto lanciandogli delle briciole e cercando di avvicinarli,
ma senza riuscirci, naturalmente!
Trascorriamo buona parte del pomeriggio a Cap de la Hague,
passeggiando in lungo e in largo sui sentieri che si diramano
ovunque, mirando e rimirando il paesaggio da favola del faro
bianco in mezzo al blu dell'acqua, come sospeso nel tempo
e nello spazio.
Ma il tempo, nella realtà, è tiranno e dobbiamo
andare. La sera dobbiamo essere a Mont Saint Michel, sul confine
tra Normandia e Bretagna, ma ancora in territorio normanno.
Già da lontano appare la sua inconfondibile figura
che si leva all'orizzonte, maestosa e unica. Sembra un'enorme
torta alla panna! E' sempre un'emozione scorgerla da lontano
e pian piano avvicinarcisi. Questa sera ci siamo permessi
un bell'hotel situato proprio all'inizio del ponte che porta
all'isola-non isola secondo il variare delle maree. Lasciamo
che passi il flusso delle auto dei turisti di ritorno e in
serata, dopo cena, ci avviamo a goderci un Mont Saint Michel
al tramonto, senza folla, passeggiando tranquillamente per
le viuzze costellate di negozietti di "souvenirs"
e sul camminamento delle mura di cinta e dei bastioni. Non
è più orario di visita per la basilica, ma poco
importa, l'abbiamo già ammirata durante un precedente
viaggio in Bretagna e serbiamo ben vivo e chiaro il ricordo
delle sue bellezze. Sicuramente merita il prezzo del biglietto
e la fatica sulle scalinate!
Al calare della notte, sotto un cielo stellato, Mont Saint
Michel si accende di mille luci e colori offrendo un'immagine
quasi irreale, da fiaba, da non perdere e da non dimenticare.
- Al levar del giorno dopo,
il tempo è decisamente cambiato. Una leggera pioggia,
il cielo grigio, e una strana nebbiolina avvolgono il monte
e gli donano un'aria ancor più affascinante e misteriosa.
E' momento di bassa marea e tutt'intorno c'è terra
grigia…pare che ci siano anche le sabbie mobili!?
Percorriamo la Rue de la Baie, un itinerario turistico ben
segnalato ed arriviamo a Cancale, paese di mare famoso per
la coltivazione di prelibate ostriche e considerato un paradiso
per i buongustai.
Al mercato del porto della "Houle", vicino al faro,
frotte di turisti acquistano e assaporano le ostriche appena
pescate, accompagnandole con succo di limone e vino bianco;
il costo varia dai 15 ai 60 franchi la dozzina secondo la
qualità. Ci sono mucchi di gusci ovunque sulla spiaggia,
profumo di mare e di vino che si mischiano. Noi ci limitiamo
a guardare, non amando molto il sapore delle ostriche, l'espressione
del volto di chi le assaggia e che ci pare raggiante!
Cancale è veramente una sosta consigliabile anche per
splendida la vista che si ha sulla baia di Mont Saint Michel,
che si scorge in lontananza, e per il fenomeno delle maree
che si ripete due volte al giorno; infatti è particolare
e impressionante la velocità del montare del mare,
delle sue onde che avanzano spumeggianti a lambire lo scafo
delle barche a secco, che in breve tempo tornano a galleggiare
in mare aperto.
Ora il tempo è variabile; le nuvole corrono nel cielo
che si copre e si schiarisce in continuazione, il sole ogni
tanto fa capolino donando attimi di piacevole tepore e una
luce particolare fa brillare la spiaggia umida di pioggia.
Lasciamo questo paradiso della natura e del gusto e a solo
mezz'ora di auto, attraversando posti magnifici, spiagge,
scogli e tanto oceano blu, arriviamo a Saint Malo, la città
dei corsari.
Il centro storico, "intra muros", conserva il castello
del XV sec. e le antiche fortificazioni che offrono belle
passeggiate panoramiche sulla cinta muraria. Le viuzze della
"ville close" sono molto suggestive e costellate
di botteghe e di locali originali. La serata è proprio
freddina ed il tempo non è dei migliori, ma la camminata
sui bastioni merita davvero, per ammirare le statue scolpite
in onore di corsari e capitani e per godere del panorama sull'oceano.
- Mattinata a Saint Malo
"intra muros" sotto una pioggia sferzante. Ci rifugiamo
al riparo all'interno di un bel palazzo dov'è allestita
una mostra d'arte moderna che mai registrerà affluenza
di pubblico più numeroso e interessato!
Fuggiamo dal brutto tempo in direzione di Dinan, dove finalmente,
nel pomeriggio, appare uno scorcio di cielo sereno che ci
permette di godere delle bellezze della città vecchia,
con il suo castello del XIII-XIV° sec., i quartieri antichi
e la bellissima torre dell'orologio. Botteghe di artigiani
e case a graticcio caratterizzano le vie di questa città
medievale fantastica; qui le nostre incursioni nei negozietti
a comprare oggetti di arte celtica, miniature di cavalieri
con armatura, calendari, posters e adesivi si fanno febbrili
e Riccardo ed io ci carichiamo di pacchetti!
La passeggiata più bella è quella che dal centro
città scende per una ripida via pedonale, l'antica
"Rue de Jerzual", che conduce al piccolo porto fluviale
sulla Rance, sormontato da un grandioso ponte-acquedotto romano;
durante il tragitto si possono visitare botteghe di mastri
vetrai, di antiquariato, di oggettistica antica e moderna
rigorosamente confezionata a mano, esposizioni di pittura
e di scultura.
In un piccolo negozietto abbiamo il piacere di conoscere una
simpatica ragazza che ama l'Italia e che parla benissimo la
nostra lingua; ciò ci facilita la conversazione, e,
dagli argomenti più banali ci spingiamo alla politica,
all'economia e ai costumi delle nazioni cui apparteniamo.
La discussione si protrae a lungo finché decidiamo
di approfondire la nostra conoscenza scambiandoci i recapiti,
con la promessa di scriverci e, quella più importante,
di rivederci, offrendo alloggio vicendevolmente.
Finalmente un bell'incontro interessante e costruttivo. Ci
mancava proprio in questa vacanza!
- Giunge il momento del
fatidico rientro a casa.
Per renderlo meno triste, cerchiamo di disseminare lungo il
tragitto alcune tappe intermedie interessanti: scopriamo quindi
Vitrè, dove il medioevo fa prova di una rara potenza
evocatrice; edificato su uno sperone roccioso il castello
è maestoso esempio di architettura militare medioevale
e nella vecchia città ancora circondata da bastioni,
le abitazioni a colombaia rigogliano di decorazioni.
Ci fermiamo poi nella splendida Blois, anch'essa con il suo
imponente e candido castello che risale al XIII° sec.,
che venne più volte ampliato e abbellito con l'apporto
di architetti e artisti italiani, con stili diversi, dal gotico
fiammeggiante al rinascimentale. Nel cortile interno, tutte
le sere d'estate, si svolge lo spettacolo "Sons &
Lumieres", durante il quale una voce narrante racconta
la storia del castello e si rimane immancabilmente incantati
ad ammirare straordinari giochi di luci, musica e colori.
Ma il più spettacolare è senza dubbio il castello
di Chenonceau, poco distante da Blois, dall'immenso parco
che lo avvolge di un'alone di pace e di serenità fuori
dal mondo; affacciato in magnifica posizione sul fiume Cher,
il castello detto "delle dame" in puro stile rinascimentale
poggia in parte su un ponte ad archi e possiede due magnifici
giardini alla francese (la visita ben merita i 40 franchi
del biglietto).
E infine, ancora la Borgogna, ma questa volta ci fermiamo
a Beaune, la capitale del vino! "L'Hôtel Dieux"
è un capolavoro dell'arte fiamminga; il suo famoso
tetto a mosaico è un tripudio di colori che brillano
al sole, e la sua storia di antico ospedale destinato ai poveri
è molto interessante.
Il numero di cantine, ristoranti e taverne è elevato,
ma è ugualmente difficoltoso trovare posto per cenare,
visto che siamo capitati proprio nel periodo della vendemmia
e c'è il tutto esaurito! Alla fine troviamo un simpatico
localino dove ci facciamo portare una squisita "Tarte
provençale" e per dolce una fetta di torta al
cioccolato ricoperta di crema calda!
- Salutiamo la dolce Francia in una splendida giornata di
sole e sfrecciamo via Pontarlier, Losanna e Passo del Sempione,
verso la nostra vecchia Domodossola.
Varchiamo la soglia di casa, dove siamo attesi e accolti con
gioia; portiamo nel nostro bagaglio graziosi "souvenirs"
per noi, regalini per i nostri cari, ma soprattutto tante
cose da raccontare, tante immagini da ricordare, tante visioni
indimenticabili, il tutto da custodire nella nostra mente
e serbarne per sempre il prezioso ricordo.
|