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Dal dialogo emerge più chiara la luce cristiana - 1994
Mentre si parla tanto -
e giustamente - di dialogo fra religioni e culture, significative
appaiono le riflessioni che alcuni giovani hanno portato a
casa da un viaggio nell'Estremo oriente. La scorsa estate
Don A. con un gruppo di 12 persone tra cui molti giovani,
abbiamo preferito ad una normale vacanza al mare o ai monti
un nuovo tipo di esperienza: ci siamo recati in sud Thailandia
e nord Malesia, in luoghi che per noi cristiani rimangono
terra di missione. Ma perchè - si chiede molta gente - quando
il Buddismo in Thai è sinonimo di civiltà e così in Malesia
il Musulmanesimo?
A queste domande ha risposto in modo esauriente Don A.: Durante
il viaggio abbiamo accostato ragazzi che frequentano la scuola
cattolica, ma che sono di fede buddista, induista, musulmana.
Abbiamo visitato la pagoda con gli uni, il tempio con gli
altri, la moschea con gli altri ancora. Abbiamo sentito spiegare
da loro quali sono le leggi che essi sono tenuti a rispettare,
come fardelli per rinascere migliori, i doveri che devono
compiere, come obblighi per raggiungere il "Paradiso". Davanti
a religoni così impositive brilla la luce liberatrice di Cristo
e noi non possiamo tenere egoisticamente per noi la libertà
che Egli ci dona, abbiamo anzi l'obbligo di farne tutti partecipi
fino agli estremi confini della terra. Mino, mattia, Simone,Roberta,
Alessandra, Belkis, Emanuele, Cesare sono i nomi dei ragazzi
che con noi nel duro susseguirsi del viaggio hanno riso e
pianto, hanno sudato e faticato, ma son tornati entusiasti
da questa non comune esperienza in terra di missione.
Durante la nostra prima tappa abbiamo soggiornato nel centro
della foresta al sud della Thai, ai piedi del monastero dove
abbiamo incontrato una monaca di clausura italiana, suor Anna,
e con lei dieci monache thay.
" Nei 4 giorni che siamo stati molto vicini a loro - affermano
Roberta e Mattia - vedendo la genuina gioia che sprizzava
dagli occhi di queste donne rinchiuse per la vita, abbiamo
capito "un pochino" l'appagamento che proviene dalla totale
consacrazione a Cristo... e alla partenza c'è scappata da
ambo le parti anche qualche lacrima."
Mino e Alessandra sono rimasti sorpresi dalla crudezza della
realtà buddista, così lontana da ogni regola logica di altruismo:
il Nirvana (la felicità) infatti si raggiunge estraniandosi
da ogni "altro", siano essi mogli o figlio o anche se stessi,
perchè portano sensazioni al "karma" (ossia lo spirito) e
perciò sono di ostacolo verso l'annulamento della volontà.
Belkis e Simone avevano quasi terrore all'idea dell'incontro
con i lebbrosi che noi, a 20 Km da Nakon Si Tamarat, abbiamo
visitato nel villaggio di Ron Phibun. Ma, come d'incanto -
essi ci dicono - ogni timore si è sciolto nel momento dell'incontro
con queste persone, così duramente provate nel viso e negli
arti. Con loro abbiamo cantato, abbiamo seguito i loro balli
e, prima di lasciarli, anche se con un pizzico di ritrosia,
li abbiamo abbracciati"
Emanuele e Cesare denunciano un'esperienza traumatica che
ci è capitata a Bangkok, allorchè un giapponese forse ubriaco
direttore di una grande compagnia, ha investito, lievemente,
con la sua automobile una nostra ragazza. E poi, protetto
anche dalla polizia, si è rifiutato di riconoscerefino in
fondo la gravità dell'accaduto, perchè l'investita era una
donna, che secondo la concezione buddista e taoista è un essere
inferiore e durante le trattative per un giusto riconoscimento
dei danni, egli ha letteralmente evitato ogni forma di dialogo
con maria, la mamma del gruppo.
Realtà sconcertanti che secondo una logica cristiana dalla
quale ha attinto il mondo occidentale sembrano assurde, ma
sono la realtà. Il film "Il piccolo Budda" ad esempio, ci
presenta una realtà molto superficiale, non scava nel profondo
la religione-filosofia buddista. Dove emerge una religione
priva di ogni senso altruistico. Prendendo in esame un'altra
realtà il mondo islamico, notiamo anche un certo nostro permissivismo.
Infatti, permettiamo ai mussulmani di costruire moschee nelle
nostre città, ma nelle scuole cattoliche della permissiva,
è proibito insegnare il Cristianesimo, anche agli alunni cristiani.
Mario S.
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