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PUKHET (Tailandia):
I DEVOTI DEGLI DEI IMPERATORI
Prima ci sono i tamburi, poi i petardi e finalmente i devoti
degli dei imperatori. Il rumore dei tamburi e dei petardi
è onnipresente: senza, nessuna cerimonia, nessun rito è possibile.
A cacciare i demoni e gli spiriti cattivi, è il fracasso dei
tamburi e dei petardi, che i fedeli portano al tempio, per
augurare buona fortuna a tutta la comunità taoista. Siamo
nell'isola di Pukhet, nel sud della Tailandia, il primo giorno
del nono mese lunare, giorno dell'inizio del festival vegetariano,
avvenimento religioso di origine cinese. Folle di fedeli,
tutti di bianco vestiti, invadono giorno e notte i vari templi
cinesi dell'isola, quasi un pellegrinaggio alla ricerca di
pace e fortuna e una densa nuvola di fumo avvolge le statue
sacre e i vari altari, talmente le devozioni sono intense.
I fedeli, durante il festival, oltre alle preghiere rituali
devono sottomettersi ad alcune regole come: vestirsi di bianco,
seguire una dieta strettamente vegetariana, non mentire o
usare un linguaggio osceno. Il primo festival ebbe luogo nel
centro dell'isola quasi 200 anni fa, iniziato da una compagnia
di opera, venuta dalla Cina a divertire i minatori cinesi
che lavoravano nelle miniere di stagno. Dopo qualche mese,
la compagnia si ammalò... I riti religiosi celebrati in Cina
e abbandonati al loro arrivo in Tailandia, tornarono in mente
ai membri dalla compagnia; quindi decisero, per nove giorni
e nove notti, di astenersi di mangiare carne, e di ripristinare
certe cerimonie per purificare corpo e mente, in modo da essere
in grado di cacciare il demonio. La compagnia guarì...e gli
abitanti incuriositi decisero l'anno successivo di seguire
questi precetti. I numero di praticanti cresce ogni anno,
e ora, il festival celebrato in tutta l'isola, attira taoisti
da ogni parte del mondo. Le processioni iniziarono anni dopo,
quando un abitante di Pukhet andò in Cina e invitò il sacro
Hia Lan a venire ad abitare nell'isola. Con lui portò libri
sacri, e il popolo andò in processione al porto ad aspettare
la sua nave sacra, dando cosi origine alle processioni. Oggi,
le processioni, sono delle lunghe colonne di fedeli precedute
da immagini sacre, che sfilano per le strade a suon di tamburi,
musica e petardi. Nelle processioni prendono parte anche dei
devoti che si autotorturano con vari oggetti: coltelli, sbarre
di ferro, aghi, chiodi, rami d'alberi, bottiglie. Questi devoti,
posseduti dagli dei, sono investiti da poteri soprannaturali
e si autotorturano per cacciare i demoni e, cosi facendo dare
fortuna alla comunità. Troviamo due categorie di devoti: quelli
che hanno ricevuto ordini di autotorturarsi, ai quali gli
dei accorderanno una vita più lunga; e i devoti scelti dagli
dei per le loro qualità morali. La forza di questo festival,
malgrado certi aspetti carnevaleschi, risiede nella fede profonda
dei suoi partecipanti, nella dimostrazione durante i riti
della potenza degli dei imperatori, nell'impressione di pace
e di serenità che si legge sui volti dei fedeli, invogliando
altre persone a convertirsi. Altri riti prevedono di camminare
sul fuoco, scalare scale di coltelli e lame affilatissime,
come pure bagni di olio bollente. Nell'aria è palpabile il
fervore dei fedeli, e sotto gli occhi degli dei imperatori,
usciti per l'occasione dal tempio, la danza di transe dei
devoti attorno al braciere è iniziata. Ogni devoto invoca
gli spiriti del bene a modo suo: passi di danza, salti, movimenti
incontrollati di tutto il corpo, gesti leggeri come un invito
agli dei di unirsi alla danza, benedizione del braciere, mentre
il tintinnio del tamburo esaspera l'attesa della liberazione.
Finalmente, i devoti, uno ad uno si lanciano e, saltando,.
correndo,. camminano sul fuoco benedendo tutta la comunità.
Graziella
angy8@bluewin.ch
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