|
INFORMAZIONI GENERALI
PER LA MONGOLIA
Vi occore un autista?
Vi consigliamo Mejet è stato un fantastico autista,
molto sensibile e pronto a rendere servizio. Mejet per 80
- 90US$, si può tirare un po il prezzo specialmente
se si nolleggia per tanti giorni la sua jeep, vi farà
scoprire ogni angolo del suo meraviglioso paese. Inoltre nella
steppa le notti sotto la iurta sono quasi sempre assicurate,
può ospitarvi a casa sua, prendervi all'aeroporto.
CONTATTO: www.mongoliatours.itgo.com
E-mail: rbilegt@hotmail.com
TEL: ++ 976 11 45 41 67 (la sera, inglese, russo)
NELLE IURTE: si pagono circa 5US$ al di e per personna incluso
la cena mongola a base di una buona zuppa e di formaggio e
di latte e di airak. Portare con sè dei piccoli regali,
molto appreziati da quella gente lontana da tutto. I regali
graditi sono: piccoli coltelli tipo svizzero; candele; sigarette
( a quel proposito avevamo comperato una stecca a O.Bataar
marca Monte Carlo che si è avverata essere la marca
favorita del nostro autista un'eccellente idea perchè
i Mongoli fumano moltissimo: ogni mattima davo un pacchetto
a Mejet cosi oltre a fumare lui poteva sempre regalarene ad
ogni incontri casuale nella steppa); batterie per la radio
;fiammiferi per accendere il fuoco; accendini;penne e matite;
anche appreziati filo per cucire e aghi. Ogni mattina si paga
alla padrona della iurta e noi oltre ai soldi in un cappellino
mettevamo: accendino, 1 pacchetto di sigarette, fiammiferi,
penne, a volte un coltellino, candelle..per i bimbi avevamo
portato dei cappellini, dei palloni gonfiabili, penne e matite
colorate. Mai dolciumi e caramelle perchè : carie...e
i dentisti sono rari... lontani e costosi...
IL MAADAN:( www.naadam2001.com/eng.htm)
fantastica festa che vi porta in un altro mondo , da ASSOLUTAMENTE
assistere. Il 1. giorno all'apertura c'è la sfilata
dell'esercito a cavallo con le uniforme di secoli fa...Il
tiro all'arco è nel piccolo stadio a 100 metri del
grande. Le corse a cavallo si svolgono a Yarma a circa 10
Km, vicino l'aeroporto; diverse sono le corse durante i 3
giorni che dura la festa. Qualsiasi macchina privata per un
pugno di Tugrug vi porterà li, perchè tutte
le macchine fanno tassi, basta fermare e spiegare dove si
vuole recarsi...
MA CONSIGLIABILE farsi scrivere tutti gli indirrizi in CIRILLICO
perchè pocchissima gente sarà in grado di capirvi....Il
proprieterio del vostro albergo si farà un piacere
di tradurvi tutti gli indirizzi necessari ai vostri spostamenti
nella città.
Esistono altri piccoli Naadan durante l'estate nella steppa
a date variabili, il vostro autista saprà indicarvi
le date se contattato in anticipo. Questi piccoli Nadaan sono
pure molto interessanti perche si è più vicini
ai lottatori .
SOLDI: il più costoso è il nolleggio del jeep
NECESSARIO se si vuole andare nella steppa all'incontro dei
nomadi e vivere monenti indimenticabili, vedere dei paessaggi
mozzafiato, le strade sono inesistente o quasi, i mezzi pubblici
lenti e non vanno dappertutto. Cambiare in tugrug la somma
che si pensa necessaria ad esempio per pagare le notti sotto
la iurta , ed avere la moneta esata per ogni notti perche
non potrete chiedere il cambio....spesso la gente vive senza
soldi...e il vostro autista non avrà forse sempre abbanstanza
cambio per voi...Poi non c'è più niente o quasi
da spendere perchè la Standa non ha ancora aperto dei
negozi....e potete passare come noi 15 giorni senza vedere
l'ombra di una cittadina a parte qualche miseri nuclei amministrativi
per fare benzina...
PER LA STEPPA: bisogna essere autonomo nel mangiare perchè
a mezzogiorno si mangia faccendo un pik nik. A O. Baatar si
trova di tutto e seguendo i consigli del vostro autista andrete
a fare spesa: acqua in abondanza.... Pensate che l'autista
mangia anche lui anche se porta per sè ma loro sono
anche molto poveri ed sappendo quanto vi è necessario
l'autista è meglio ricordarsi di trattarlo bene.Da
casa vostra potete portare delle salse per la pasta del mezzogiorno
e perche non i vostri spaghetti preferiti...ma quegli mongoli
sono anche buoni...Portarsi sacchetti di te, zucchero , sale
,peppe, delle posate meglio evitare la plastica cosi non si
creano rifiuti in quanto loro non ne creano....inutile iniziare
a contaminarli....Una buona idea è di comprare delle
mele cinesi a U. Baatar cosi cambia un po...Siccome eravamo
ospitati in un appartamento abbiamo prima di partire fatto
bollire delle uova, ed anche li l'idea è stata buona.
Mejet ha un fornello coreano per fare da mangiare, portare
oltre a delle posate, 1 piatto di plastica, meglio se fondo,
NON monouso per personna, bicchieri di plastica ma non monouso,
pensare sempre a non produrre dei rifuiti... Non è
male l'idea di portare da casa delle porzione individuale
di miele, confettura, purée di mele...da usare per
la colazione; il vostro sovrapiù lo regalerete poi
alle famiglie e all'autista.
TENDA: è meglio portala con sè, è possibile
rimanere lontano di tutto o essere ritardato da eventuali
incontri, buccare, quindi nella steppa pi?u si automomo, meglio
è.
LAVARSI: in 15 giorni ci siamo lavati 2 volte....una volta
abbiamo solo lavati i capelli ad un abbeveratoio di camelli
nel deserto del Gobi con acqua gelidissima...e l'altra volta
alle sorgenti di acqua calda di Sarjarlud con acqua a 50 gradi....pure
l' albergo di Sarjalud, immenso casermone di stampo sovietico,
dispone SOLO di acqua calda...Si può farsi fare un
massaggio nella casa di cura per circa 1 o 2 dollari: una
favola , il massaggio mongolo è un mischio tra il massaggio
laotiano e cambogiano praticato dai famosi massaggiatori ciechi.
Non è una brutta idea portare con sè delle lavette
tipo lines per neonati...in ogni modo portare poco per lavarsi
e per fare buccato, perché non laverete quasi mai la
vostra biancheria. Stranamente non vi sentirete sporchi e
puzzolenti.
UTILE: portare una borsa da viaggio di nylon fine e pieghevole,
Vi servirà a riporre le proviste per il viaggio.
IMPORTANTE: PORTARE 2 O 3 SACCHETTI DI PLASTICA PER METTERE
DENTRO I VOSTRI RIFUITI, potranno SOLO essere smaltiti nelle
cittadine oppure come noi al nostro rientro nella capitale.
Nelle iurte CHIEDERE PRIMA di buttare qulasiasi oggetto nel
focolare perchè il fuoco è sacro.
AFFITARE CAVALLI: vedere con Mejet, saprà consigliarvi
a seconda dei vostri desideri e affitare per voi dei cavalli
MANCIA: da valutare seconda il Vostro gradimento, non obligatorio
certo (abbiamo dato 100US$ per 15 giorni di viaggio)
SITI WEB PER I TRENI E AEREI PER LA RUSSIA E LA CINA:
www.arpnet.it/mongolia/welcome.htm
www.hostels-trains.ru/rail.htm
www.monkeyshrine.com
www.miat.com.mn
www.wilberry.de/miat
MIAT: è possibile dall'europa prenotare i voli interni,
vedere con la compagnia che rapresenta la MIAT nel proprio
paese.
CONTATTO PER L'AUTISTA:
www.mongoliatours.itgo.com
E-mail: rbilegt@hotmail.com
TEL: ++ 976 11 45 41 67 (inglese, russo, la sera)
ATTENZIONE MEJET è MOLTO RICHIESTO...QUINDI NON ASPETTARE
MOLTO E INOLTRE LE JEEP SONO ABBANSTANZA RARI COME PURE I
BRAVISSIMI AUTISTI
BUON VIAGGIO e si incontrate Mejet e il suo staff tanti saluti
da: Graziella e Angelo della Svizzera.
Altre info: angy8@bluewin.ch
MONGOLIA : Alla ricerca degli
uomini renna
Prima colpisce l'immensità poi
il silenzio e infine questi occhi a mandorla ridotti a semplici
fessure per meglio apprezzare le distanze in quell' oceano
che muta a seconda dei capricci del tempo. Siamo di ritorno
nel paese di Gengis Khan alla ricerca degli uomini renna.
Ma prima d'incontrarli abbiamo un importante appuntamento.
Il tamburo rimbomba nella piccola capanna di
legno dove regna l'oscurità, la cerimonia sta per iniziare,
il grande sciamano di Tsaagan Nur Sun ha accettato di praticare
la sua arte per noi. Siamo venuti a chiedergli d'implorare
gli dei per la buona riuscita della nostra gita dai Tsaatan.
Le nostre offerte, vodka, sigarette, vari dolciumi e qualche
biglietto di banca sono benvenuti ed esposti sull'altare.
Preghiere, magie, incantesimi, litanie, canti, gesti, lo sciamano
caccia gli spiriti maligni e implora gli dei a raggiungerlo
nella sua danza di trance. A ogni fase del rito intervengono
la moglie e la sorella con movimenti mille volte ripetuti.
Ad un tratto lo sciamano inizia a volteggiare, il ritmo va
accelerandosi: lo sciamano è posseduto! Pochi secondi dopo
è di nuovo quieto ma la sua postura e le sue gesta non sono
più le stesse: oramai è abitato da un potente spirito. I dado
è tratto, tre persone vengono scelte nell'assemblea tra cui
il nostro amico autista che non sa se sentirsi onorato di
accompagnare lo sciamano nel suo delirio. Ci rallegriamo di
non essere stati scelti, ma non immaginavamo che presto sarebbe
venuto il nostro turno e saremmo stati flagellati con i lunghi
nastri del suo mantello blu, avremmo ricevuto in testa la
corta ma robusta bacchetta di legno che usa per suonare il
tamburo. Ci chiediamo cosa sta per succedere: lo sciamano
sembra avere una preferenza per una di noi, passa più volte
sul suo corpo la sua bacchetta dando grandi colpi al suo stomaco,
s'informa sui sintomi che sente e alla fine esegue speciali
incantesimi per liberarla dei demoni. Anch'io ho avuto lo
stesso trattamento ma in forma meno violenta, un'anziana signora
viene scaraventata a terra dallo sgabello sul quale sedeva,
il nostro autista come penitenza non dovrà bere alcool per
sette giorni, ad un bambino, che faceva i compiti invece di
stare attento alle evoluzioni magiche del gran maestro, lo
sciamano sputa nelle sue orecchie. Finalmente il tamburo si
fa di nuovo sentire con insistenza, lo spirito soddisfatto
è pronto a rientrare nel suo universo e a rendere il corpo
preso in prestito al suo legittimo proprietario. Dopo mille
giravolte sua moglie inizia a spogliarlo ad uno a uno dei
suoi vestiti da cerimonia, quando ad un tratto lo sciamano
cade a terra e solo il fumo di una brace spolverata di erbe
benefiche, riposta vicino lo farà tornare tra noi. Dividiamo
con l'assemblea la vodka e i biscotti, il resto viene distribuito
alle famiglie vicine, lo sciamano ci assicura che godiamo
tutti di un'ottima salute ma che la nostra amica deve coprirsi
bene e consultare uno stregone moderno. Ripartiamo con la
certezza di essere stati benedetti malgrado l'ira degli dei
perché la cerimonia in nostro onore si è svolta di giorno
e le divinità, si sa, preferiscono il fitto buio per esprimersi.
In una mattina che fatica a sorgere, la nostra carovana composta
da una decina di cavalli si mosse per raggiungere la tribù
dei Tsaatan. Avevo messo dei fiori nella criniera del mio
cavallo chiamato per l'occasione Gengis Khan. I nostri corpi
ballano seguendo il ritmo dei nostri destrieri, la steppa
come un film senza fine, senza orizzonte che si possa toccare
col dito passava davanti ai nostri occhi. Solo il rumore degli
zoccoli e i nitriti turbavano ad intervalli la quiete di questi
luoghi magici, poi si chiudeva il silenzio dietro di noi per
meglio cancellare le nostre tracce: la steppa deve sempre
rimanere intatta. Ebbri di libertà, inebriati di aria pura,
portata dallo zeffiro della steppa, un canto sale dalla profondità
della terra: è la nostra guida che canta l'amore per i suoi
cavalli e la sua patria. Suoni gravi si sprigionano dalla
sua gola per volare trionfanti sino al blu del cielo, mai
avevamo conosciuto una tale pienezza e nemmeno una tale armonia
con la natura. E quando la musica abbandonò all'aria leggera
i suoi ultimi accordi restammo immobili, pensando cosi di
poter fermare l'istante, prolungare questo presente all'infinito.
Qui, anche la musica riflette l'anima profonda della Mongolia,
le note comunicano totalmente con la natura. Montagne spoglie,
boschive, fiorite, rotte, sassose, nevai, torrenti, passaggi
stretti e tortuosi dove i nostri bagagli s'impigliano e le
nostra ginocchia si sbucciano, sentieri quasi invisibili dove
anche una capra tibetana esiterebbe a condurci la sua prole.
Dobbiamo però proseguire in quel universo minerale e vegetale
verso la salita cosi irta, il terreno cosi scivoloso, inzuppato
e fangoso che fatichiamo assieme ai nostri cavalli che a volte
sprofondano sino a metà coscia. Impressione di vertigine.
E se il tempo non esistesse? E se questa vita lontana da tutto
ma cosi vicina alla natura fosse la verità? E se questi nomadi
(e uomini renna) avessero trovato la chiave per vivere fuori
dal tempo nel presente? Delle nuvole bianche come la neve
scherzano col sole disegnando forme arabesche su questo mare
d'erba o di sassi, ci avviciniamo in silenzio per non intimidire
gli uomini renna e finalmente come ricompensa dietro l'ennesima
montagna ecco i primi urt simili alle tende dei Pellirossa
con le loro fumate blu si offrono alla nostra visione, i nostri
sensi si mettono in allerta: quale accoglienza I Tsaatan ci
faranno? Il nostro timore viene presto dimenticato , subito
si preoccupano di servirci cibi caldi per riscaldare i nostri
muscoli indolenziti, ci portano della legna e ci aiutano a
montare le nostre tende moderne nei quali geliamo durante
la notte. La nostra salita si conclude dopo dieci ore di lunghi
sforzi nel reame dei cervi delle nevi; qui le renne hanno
soppiantato la più nobile conquista dell'uomo (il cavallo)
nel cuore di questa tribù: la vita si organizza e dipende
totalmente dalle renne. Figli di una natura grandiosa ma ostile,
il piccolo popolo dei Tsaatan sta scomparendo e silenziosamente
chiedono aiuto. Ad ovest del lago Kövsgöl, là dove la steppa
cede il posto alla taiga, in una terra solcata da innumerevoli
fiumi, dove l'inverno è rigidissimo, abita un piccolo e antichissimo
popolo nomade. Questa tribù di circa 200 anime in totale simbiosi
con i loro animali, tanto che i mongoli li hanno chiamati
uomini renna, dalle parole tsaa buga, cervo delle nevi e tsang,
popolo. La loro sopravvivenza dipende, infatti, interamente
dalle renne: la loro carne e il loro latte quattro volte più
ricco del latte vaccino rappresentano quasi gli unici prodotti
dei quali si cibano. La pelle viene utilizzata per fabbricare
calzature e copricapi, le corne tagliate direttamente sull'
animale vivo, molto apprezzate come afrodisiatico nella farmacopea
cinese, sono utilizzate come merce di scambio per procurarsi
prodotti indispensabili come il riso, la farina, il tè e il
sale. I Tsaatan hanno conservato le loro tradizioni ancestrali
e praticano lo sciamanismo. Venerano e temono gli spiriti
del cielo e della terra e rispettano gli antichi riti funebri.
I bambini imparano tutto per imitazione osservando gli adulti
compiere il loro lavoro, anche i più piccoli sanno badare
alle mandrie, e si preparano così ad affrontare la dura vita
della tribù e le migrazioni annuali. Come per tutti i popoli
dell'Asia centrale il nomadismo non è causato dalla necessità
di trovare nuovi pascoli, in queste terre sconfinate l'erba
non manca, ma il nomadismo ha un profondo significato spirituale
legato ai cicli della vita che permette la relazione tra terra
e cielo, fra visibile ed invisibile. I Tsaatan hanno rinunciato
a una vita più facile al villaggio di Tsagan Nur, al comfort
hanno preferito vivere senza catena la loro cultura e spiritualità,
hanno scelto la libertà. Ma la lotta è impari, ora che a loro
è stato vietato far pascolare le mandrie nella vicina Siberia,
la brucellosi decima uomini e bestie e se nulla verrà attuato
fra pochi anni questo popolo dalle lontane radici sarà soltanto
un ricordo.
.E sul cammino del ritorno ripartendo verso nuovi sublimi
paesaggi e indimenticabili incontri pensiamo a lungo agli
uomini renna laggiù nascosti nelle foreste confinanti con
la Siberia.che ci hanno dato una formidabile lezione d'umiltà,
loro che lottano ogni giorno per una precaria sopravvivenza
conservando con tenacità il valore della libertà.
NB: l'autista può essere contattato a: rbilegt@hotmail.com
Gli Tsaatan: gli uomini
renna
Questa tribù vive in una delle regione più remote della Mongolia
settentrionale, fra le foreste montane della taiga inaccessibili
ai mezzi meccanici: l'unico modo per raggiungere gli Tsaatan
è il cavallo. Sono allevatori nomadi di renne e vivono in
tende (urt) sostenute da pali e ricoperte da teli molto simili
ai tepee dei pellerossa nordamericani. Per gli Tsaatan la
renna è tutto: cibo, indumenti e trasporto. Il loro regime
alimentare si basa quasi esclusivamente sul latte ed i suoi
derivati. La loro comunità è composta di circa 40 famiglie
e 800 renna, ora grazie ad una associazione italiana le renne
stanno meglio, la brucellosi ha danneggiato la salute delle
mandrie e degli uomini perché non possono più avere rapporti
e andare a fare pascolare le loro bestie dai loro fratelli
nella vicina repubblica Tuva in Siberia.
Da metà giugno a metà agosto la tribù dei Tsaatan vive a 1
o 2 giornate a cavallo da Tsaagan Nur Sun. Prima e dopo gli
accampamenti sono più lontani e nascosti nella foresta. Composta
di non oltre 40 famiglie, questa tribù vive quasi esclusivamente
dall'allevamento delle renne e abita in campanne simili a
quelle degli Indiani d'America. Queste famiglie molto povere
lottano ogni giorno per la loro sopravivenza e se decidete
di incontrale si consiglia vivamente di apportare qualche
generi alimentari alfine di migliorare la loro vita. Potete
comperare il tutto a U.B. prima della partenza o completare
i vostri acquisti a Mörön e Tsaagan Nur Sun. Si consiglia
di comperare quantità equa per le famiglie che s'intende visitare
(da 5 a 10 seconda la vostra permanenza)
Lista acquisti (chiedere consigli al vostro autista): w Riso,
farina w Tè, sale w Tabacco e carta per fare le sigarette
w Articoli per la toilette: sapone, dentifricio, spazzolini,
pettine. w Tessuto per fare dei dell, dei vestiti per bambini.
w Candele, accendini, fiammiferi, penne, quaderni, carta da
gioco, giochi per i bambini, magliette. filo e aghi da cucire
w Giornali utilizzati per asciugare i piatti, come carta per
le sigarette.
NELLE STEPPE DI GENGIS KHAN
"Oceano di steppe desolate e
deserti di venti,
Foreste secolari e alte montagne innevate,
La Mongolia si offre incontaminata all'occhio del viaggiatore
Su questa terra di orrizonti
senza confini,
Il vento delle pianure si mescola col blu del cielo
Per creare delle pitture impressionistiche
Fuggitivo come la luce
è il passaggio del cavaliere sulla pista,
Effimera è la stabilità della iurta nel cuore
della collina
La Mongolia si merita... e lascia scoprire il suo splendore...
Piano piano...passo dopo passo
Secondo gli incontri e i capricci del suo clima"
LA PRIMA NOTTE NELLE
STEPPE DI GENGIS KHAN
Tramite indirizzi trovati da
ABM (www.abm.fr),
associazione di viaggiatori indipendenti dalla quale siamo
membri, avevamo deciso di nollegiare una jeep già dalla
Svizzera, perchè l'arrivo a Ulaan Bataar previsto per
il primo giorno del Nadaan, non ci avrebbe consentito di fare
ricerche sul posto.
Dopo avere goduto i tre giorni del Nadan (i Mongoli si ritrovano
in occasione della festa nazionale per assistere ai loro tre
giochi virili e preferiti : tiro all'arco, lotta, corse a
cavallo) era scoccata l'ora della partenza per la steppa sulle
orme di Gengis Khan.
La proprieteria della guest house, che tra l'altro ci aveva
dato il proprio appartamento per mancanza di posto, aveva
raccomandato di essere pronti per le ore 7.00. Alle 6.00 già
dalla finestra spiavamo l'arrivo della jeep, ma tutto era
silenzioso in quel quartiere di Ulaan Bataar. Verso le 7.30
vennero ad avvertirci di problemi riscontrati alla jeep ,
quindi la partenza era posticipata di alcune ore. Il tempo
scorreva, si erano fatte le 16.00 e rischiavamo di fare tardi
all' appuntamento con Gengis Khan... Nell'aspettare, decidemmo
di riconfermare i voli di ritorno, visitare ancora la capitale,
e conversare con i viaggiatori della guest house, alcuni reduci
di lunghi viaggi inbicicletta in provenienza dalla Francia.
Ad un tratto, l'autista appare e senza avere il tempo di realizzare
lasciammo la capitale; già dopo pochi kilometri la
steppa si estende all'infinito con paessagi mozzafiato e splendidi,
il tutto quasi all'imbrunire dava una nota ancora più
misteriosa alla steppa.
Mejet, l'autista, parlava poco la lingua di Shakespeare, e
sapendosi in ritardo non osavamo chiedere di fermarsi ad ogni
passo per scattare fotografie. I nostri occhi tentavano di
registrare ogni paesaggio, ogni volto incontrato, ogni animale
che pascolava... La bellezza della steppa ci aveva già
conquistati , faceva battere più forte i nostri cuori
e metteva in allerta tutti i nostri sensi.
Ad una fermata per osservare e fotografare un ovoo ( gli ovoo,
simboli di buona fortuna sono dei tumoli votivi a cui i viaggiatori
legano strisce di stoffe blu o soldi oppure depongono un sasso
o altri oggetti per richiedere protezione; la pratica di erigere
gli ovoo era proibita durante il comunismo e oggi sta rinascendo)
chiesi dove avremmo dormito e alla risposta sotto una iurta
capii di avere trovato l'autista adatto alle nostre esigenze,
al nostro desiderio di condividere la vita locale; di fatto
viaggiatori incontrati ci hanno riferito di mai avere avuto
l'opportunità di dormire nelle ger, solo nei tourist
camp.
Verso le 21.00 all'improviso Mejet cambio direzione, e in
quell' oceano dove l'erba rasa è sola regina ci chiedevamo
dove fossimo diretti... Circa dieci minuti dopo davanti a
noi apparve una iurta , unica forma vivente in quella deserto
incommensurabile. I Mongoli hanno un senso dell'orientamento
eccezionale, si guidano osservando le varie forme delle montagne,
dune, pianure e rii incontrati.
Fummo accolti da una gentile e giovane famiglia con due bambini
in tenera età. Ci offrirono in segno di benvenuto una
grande ciotola di latte di cavalla fermentato, il famoso airak
dal quale si nutrono prevalentemente i Mongoli, possono berne
sino a dieci litri al giorno. Dopo una cena mongola a base
di formaggi e della loro eccelente zuppa , la padrona di casa
ci mostrò dove potevamo sistemarci per la notte, ossia
al lato opposto all'ingresso, posto d'onore per le visite
gradite. Un pò smarriti, vestiti ci sdraiammo sui nostri
sacchi a pelo, sopra la mia testa un vassoio pieno di formaggi
vari messi a asciugare per costituire le provviste invernale.
Piano piano, la vita nella iurta iniziò a quietarsi,
i bambini si addormentarono nei letti posti ad Est e Ovest
della ger, la padrona di casa si occupava dell'ultima mungitura
delle cavalle per poi trasformare il latte in airak. Più
tardi arrivò il marito dalla steppa e stanco buttò
la sella in un angolo della iurta, come noi le chiavi della
macchina, baciò la sua Signora e si accorse di noi,
ci salutò con gli occhi dal tutto non stupito di trovarci
lÌ, nella sua dimora. Questa è l'ospitalità
mongola...
Qualche istante dopo iniziò a piovere, e attraverso
l'apertura nella cima della iurta, che serve da finestra,
s'intravvedevano le zebrature dei lampi nel cielo, lo scintillare
delle stelle e la pioggia cadere, senza che una sola goccia
entrasse nella ger... magia mongola...
e mano nella mano , la mente riempita di magici e fantastici
ricordi e emozioni, sognando al nostro futuro incontro con
Gengis Khan, il sonno ci colse fra le sue braccia...
(l'autista può essere contattato a: www.mongoliatours.itgo.com
E-mail: rbilegt@hotmail.com Per circa 90US$ al giono il vostro
viaggio alla scoperta della Mongolia
diventerà un sogno)
Graziella
angy8@bluewin.ch
|