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ASIA . INDIA

L'India : il salto della speranza

Diario di viaggio - ottobre 1999
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22 Ottobre 1999

Giunta all'aeroporto, ho salutato molto calorosamente il Nepal, che, a modo suo, è riuscito a trasmettermi delle emozioni e a lasciarmi ricordi unici ed eterni. Preso l'aereo, siamo arrivati nel pomeriggio, a Varanasi ( stato dell'Uttar Pradesh), denominata anche Benares. La città sacra per eccellenza, meta di pellegrinaggio per gli induisti, paragonabile a Bodnath, in Nepal, che è invece meta di pellegrinaggio per tutti i buddisti del mondo. Incredibile ! Sull'aereo stavo pensando al lato straordinario del viaggio, del rapporto che c'è con il tempo, al progresso. Nel giro di poche ore, automaticamente, passi da uno stato all'altro, con la velocità della luce. Pazzesco ! Ho avuto la possibilità di vedere la Luna indiana e quella Nepalese : che soddisfazione dello spirito ! La sera nella mia stanza : note.book, mia penna alla mano e ... Lacrime...Lacrime...Lacrime... Bonne Nuit...

23 ottobre 1999

Sveglia alle 5.30...già ! Ciò che mi attende, però, vale anche la sveglia all'alba. Varanasi si affaccia sul fiume sacro per eccellenza indiano, il Gange e tutte le mattine, migliaia di persone svolgono dei rituali di purificazione molto particolari ( abluzioni), che servono per eliminare i peccati e ritrovare la purezza dell'anima. Prima di giungere presso i ghats, lo spettacolo è stato maestoso ed è proprio in questo momento che mi sono accorta che ormai vivevo fuori da tutto, ormai stavo esistendo senza ora, giorno, identità...I pellegrini lungo le vie erano parecchi e la gente seduta, sdraita sui marciapiedi era indescrivibile. Qui ho avuto modo di assistere alla vera povertà , alla vera miseria, alla tristezza, all'angoscia, all'ingiustizia della vita di cui si parla in occidente quando si fa riferimento all'India. Moltissimi individui che ti chiedono aiuto, la carità, che ti implorano di aiutarli. Gente senza braccia, innumerevoli lebbrosi, senza gambe, mutilati in varie parti del corpo, da brivido...da brividi ! La visita con la barca ( non a motore, fortunatamente, anche se si stanno sviluppando, perché oltre a rompere l'incantesimo di quell'atmosfera pacifica, inquina e fa un rumore fastidioso !), è stata incantevole. Appena salita, ci è stato consegnato un fiore sacro, con una candelina al centro, che ho acceso. In segno di continuità della mia vita, di speranza, di tristezza, di gioia, ho lasciato il mio puro dono del Mio Dio Universale cadere nell'acqua e l'ho guardato allontanarsi verso il mio Destino. Buona Fortuna , Vanessa che ti stai allontanando. Piccola fiammella, piccola anima, piccola vita, in mezzo a miliardi di individui in tutto il mondo, su tutto il Gange. L'acqua del fiume era alquanto torbida e, ogni tanto, apparivano resti di vacche. Comunque mi è stato detto, che tutte le ceneri delle varie cremazioni effettuate, sono immerse in queste acque sacre. Straordinaria l'importanza che possa avere un fiume, veramente allucinante ! All'orizzonte il sole stava sorgendo e migliaia di persone pregavano, si purificavano nell'acqua, facevano esercizi yoga. Le donne ovviamente dovevano immergersi con il sari, invece gli uomini potevano permettersi di tenere anche dei calzoncini. Sono proprio fuori dal Tempo nostro, vivono una vita del tutto magica e difficile da comprendere. E' straordinario : veramente ! In questa cittadina si respira una carica di spiritualità, di pace interiore, di magia che sono incredibili. La guida, ad esempio, nata a Varanasi, era visibilmente innamorata nel senso vero e profondo del termine, un amore immenso che prendeva tutta la sua persona, i sensi, i pensieri, le azioni : la Vita intera. Lungo i ghats vi erano anche due crematori pubblici. Ho voluto, fin dove sono riuscita, poiché il calore e l'odore erano intensissimi, avvicinarmi per respirare le emozioni uniche che avevo la possibilità di percepire. Straordinario, magnifico. Un profumo, la gente, gli odori, il Gange, il sacro, la religione, ormai ero nell'ottica indiana. La stessa guida ci diceva che Benares, è il centro del tantrismo e che fare l'Amore, del sesso, in maniera libera, senza tabù, senza preoccupazioni o pensieri vari, è una medicina contro tantissimi mali psico.somatici. Se si fa bene l'amore, in tranquillità con il proprio corpo e con il corpo dell'altra persona che ti sta a fianco, si è raggiunto l'apice. Lo so, capisco molto bene queste parole, perché è proprio quello che penso anch'io e quello che vivo, pienamente, pure io. Dopo aver visitato un frammento di Gange, ci siamo diretti a Sarnath, luogo archeologico dove pare che il Buddha, esattamente sotto un enorme albero che c'è tutt'ora, avesse predicato per la prima volta. Questo è una sorta di parco, dove vi sono resti di costruzioni passate e un museo che contiene una statua del Buddha enorme, utilizzata per le offerte e le donazioni dei credenti. Nel parco, ogni tanto, vedevo buddisti, con la classica tunica arancione, in posizione di fior di loto, con i capelli rasati, che pregavano. Molto affascinante e suggestivo questo luogo, anche per chi di buddismo non conosce molto. Tornata nella mia stanza, dopo aver preso il mio note.book e la mia penna, ho annotato la seguente frase, che la guida, o meglio il discepolo di Varanasi, ci aveva detto poche ore prima e che mi era rimasta molto impressa : "VOI VE NE ANDRETE DA VARANASI, MA QUESTA NON VI ABBANDONERA' MAI : RESTERA' SEMPRE NEL VOSTRO CUORE !"... Lacrime...Lacrime...Lacrime... Bonne Nuit...

24 ottobre 1999

Preso l'aereo : destinazione Khajuraho (stato del Madhya Pradesh). Khajuraho, già, proprio Khajuraho. In sé un paesino, molto piccolo, fra le montagne, fuori dal mondo, insignificante, pensavo io. Ovvio ! Mannaggia come mi sbagliavo, ma, andiamo per gradi, altrimenti, cari miei lettori, non capite più nulla. Arrivo al piccolissimo aeroporto. Mi guardo un po' in giro, controllo la mia valigia e...vedo, in maniera molto confusa e disinteressata, un ragazzo che presumo sarà per noi la guida. Nessun pensiero, assolutamente. Salgo sul pullman e sento le ragazze del gruppo sghignazzare, essendo molto contente della presenza di quel bel giovane. Effettivamente era proprio un gran bel ragazzo e, la cosa che più di altre mi aveva colpito, era stato il suo splendido sorriso. Che sorriso...Ma non volevo assolutamente pensare ai ragazzi, avevo fatto una promessa a me stessa, prima della partenza e volevo a tutti i costi mantenerla, avevo bisogno di tranquillità e serenità. Sono andata in camera mia (115), ho preso la chiave da Antonio, accanto a lui vi era la guida indiana. L'ho visto già da lì. Non volevo però ammetterlo, non volevo pensarci : mi stava guardando, l'avevo già stregato, era affascinato dalla mia persona. No, no, basta, ti prego ! Abbiamo visitato i templi orientali jainisti e quelli occidentali, in particolare il tempio Lakshmana e il tempio Khandharya Mahadeva, famosissimi in tutto il mondo per le loro sculture erotiche. Camminando per le strade, infatti, a proposito di erotico, i venditori ci propinavano continuamente ogni tipo di volume del Kamasutra e statuette varie rappresentanti varie posizioni dell'Amore. I templi sono situati in un vasto parco. Le rappresentazioni sono bellissime, particolarissime, lavorate nel dettaglio e perfette. Raffigurano tutte le posizioni, animali compresi ed orgie, che potenzialmente si possono assumere nell'arte dell'Amore. Ovviamente, ci dicevano che ci sono voluti decenni per ultimare questi capolavori e, questi, furono commissionati nel periodo florido della vita di Khajuraho. Non vi erano problemi e, non si poteva far altro che pensare alla lussuria in generale, all'Amore e al sesso. Straordinario ! Al centro del tempio, al quale si accedeva grazie a delle scale, vi erano degli altari, utilizzati per pregare. Mentre stavo esplorando il parco, mi si avvicina una guida indiana ed in inglese mi dice : "I like you ! it's possible this afternoon or this evening , meet you ? " Eh, mannaggia, pure qui. E' pazzesco, ma ovunque andassi, avevo gli sguardi continui, di donne, uomini, ...i ragazzi mi baciavano la mano, mi chiedevano se ero sposata, mi facevano proposte continue. Il mio destino, in tutto il mondo, è questo, ma penso molto più qui in India perché mi sento una di loro, è pazzesco, forse folle da parte mia, ma è così, mi sento a casa mia. Nel pomeriggio andiamo a fare una gita all'interno del paesino, per vedere le caratteristiche cascate, con una jeep. In mezzo alla natura. Avendo delle penne BIC da liquidare prima del mio rientro, ad ogni villaggio che incontravo, lanciavo queste penne. Dio che emozione, i bambini erano contentissimi e si avvicinavano ,ci rincorrevano, urlavano, ci imploravano. Le cascate erano bellissime, in mezzo a tutta quella natura incontaminata : che pace, che tranquillità. Il ragazzo indiano, nel mentre, mi guardava, mi osservava, si era pure messo vicino a me sulla jeep. Si vedeva : aveva bisogno di conoscermi, rideva con me, mi descriveva tutto ciò che stavano osservando. Ho fatto di tutto per non lasciarmi influenzare dal suo fascino, dalla sua bellezza, dalla sua dolcezza, dal suo sorriso, ma, non è servito a nulla. Al ritorno, ci siamo fermati presso un'abitazione. Vi era un nucleo familiare al completo : anziani, figli e nipoti. Capre,...Povertà assoluta ed estrema, ma : sorrisi, felicità,... Sono sereni senza avere un soldo. Sono sereni senza avere soddisfazioni culturali o lavorative. Sono sereni ! Un'angoscia ha invaso i miei sensi, la mia anima, il mio cuore : tremendo. Un senso di impotenza assoluta. Tantissime lacrime che volevano uscire dai miei occhi, alla visione di un bambino che pensavo dormisse ma che invece era cieco. Gli occhi chiusi, continuava a ripetere : "Hello, Hello, Hello, ...", mi risuona ancora nelle orecchie quella vocina, indifesa. Dio che voglia di portarmelo a casa e di dargli la possibilità di vedere la bellezza del paese in cui ha avuto la fortuna di nascere ! Mannaggia, che impotenza. Che fastidio, volere e non potere! E' terribile, devastante. Dopo che avevo conosciuto il ragazzo albanese, Alfredo, mi chiedevo continuamente : "Perché alcune persone sono nate in situazioni positive, abbienti ed altre invece devono lottare ed elemosinare tutta la vita ? Perché questa diversità di origine e di destino ?" L'unica risposta che riuscivo a trovare era : è la vita. Un'altra angoscia mi è venuta quando, lì vicino, ho notato un cane, tutto ferito. Cercava disperatamente di leccarsi, di disinfettarsi e di scacciare le mosche che gli si avvicinavano, ma, i suoi sforzi, erano assolutamente vani. Ovviamente ho subito pensato alla mia Blanche, lei : carina, felice, viziata, lui : solo, triste,...Perché ? Comunque, finchè stavo lì in India, non volevo assolutamente fermarmi a riflettere, sarebbe stata per me la fine. Dovevo proseguire facendomi forza e agendo solo per inerzia. Avrei poi avuto tutto il tempo di pensare, una volta giunta in Italia. Intanto il mio solo aiuto, era quello di distribuire penne a tutti, sperando che, almeno per un po', avevo reso felici quei cari bimbi. Sulla jeep, un tizio del nostro gruppo, ho sentito che ha detto a un indiano, riferendosi alla sottoscritta : "She is my friend. It's a very nice italian girl !", non posso fare altro che ringraziare. Tornati in albergo, dopo esserci rinfrescati, siamo andati nel centro del paese, per assistere ad una cerimonia religiosa. Vi era moltissima gente riunita nel tempio che cantava, urlava, suonava le campane. E' stato bellissimo. Sono entrata completamente nella festa ed è stato tremendo. Tutti i sensi vengono messi in discussione, con il cuore e i sentimenti. Avevo sempre Asif Khan, è così che si chiama la guida indiana, che mi seguiva con lo sguardo, mi pedinava, mi scrutava. In mezzo a tutta quella gente, il profumo di incenso, il puntino rosso che mi hanno messo al centro della fronte, in segno di buona fortuna...sensazionale. Dopo aver parlato con Asif, mi è stato offerto da lui di recarmi insieme la sera stessa al tempio, così avrei potuto avere la possibilità di gustarmelo meglio. Non ci ho pensato due volte. Da una parte, ovviamente, avevo paura, ma dovevo vivere. Insieme, abbiamo preso un risciò a pedali e siamo andati al tempio. E' stato stupendo andare con lui, mi ha parlato della sua vita, del fatto che è già stato in Italia, nel Veneto, precisamente a San Donà del Piave. È nato il 15 ottobre, è del segno della bilancia ed è un pittore, disegnatore, originariamente ; poi ovviamente il bisogno di denaro l'ha obbligato a dedicarsi ad altre attività. Era molto attratto da me e mi ha confessato che appena mi ha visto all'aeroporto l'ho colpito perché me ne stavo per conto mio, non cantavo sul pullman con le altre persone. Era una splendida serata, calda. La strada verso l'albergo l'abbiamo percorsa a piedi. C'erano le stelle e una luna bellissima. Al rientro, gli altri stavano ballando in discoteca. Antonio è stato contentissimo di rivedermi, poiché era molto preoccupato, riferendosi alla promessa che aveva fatto a mia mamma prima della partenza. Abbiamo ballato. Asif era straordinario, balla in maniera eccelsa. Io mi soffermavo soprattutto sulle luci della disco. Mi ricordavo quando, prima di partire, nella discoteca che frequentavo più spesso, guardandole, sognavo di essere in India e ora...lo ero. Che soddisfazione enorme, stavo sognando una sogno che coincideva invece con la mia vita e la mia realtà di quel momento. Dopo aver ballato, ho salutato Asif e sono andata in camera mia. Mi sono sdraiata sul letto e ho fumato, molto intensamente, parecchi bidi. Ho preso appunti sul mio note.book, con la mia penna, avevo molto da scrivere. Questa era l'ultima notte che trascorrevo in India, il paese della mia speranza. Ricordo bene una frase che ho scritto :"GRAZIE DI TUTTO E ALLA PROSSIMA VOLTA, INDIA, CHE MI HAI RUBATO IL CUORE". Mi sono persa nelle luci indiane, mi sono persa negli occhi e nel sorriso di Asif, mi sono persa nei colori, negli sguardi, nelle malattie, nella cultura, nella sporcizia...l'India mi rivedrà sicuramente ! Lacrime...Lacrime...Lacrime... Bonne Nuit...

25 Ottobre 1999


Mi sono alzata, consapevole che avrei dovuto dire addio ad Asif. Che difficile. Ci siamo scambiati i numeri di telefono, gli indirizzi. Una forte stretta di mano, un bacio. Addio. Un ultimo sguardo attraverso il finestrino del pullman e " Quel che Dio vorrà !", frase di Asif, che mi è rimasta nel cuore. Chissà se ci sentiremo ancora ? Chissà se rivedrò ancora il suo splendido sorriso, i suoi occhi ? Ce lo dirà il nostro Karma ! Partenza per Orcha, cittadina , che si trova nello stato del Madhya Pradesh, un tempo capitale della dinastia dei Bundela. Essa presenta una serie di incantevoli palazzi e templi. Il periodo di massimo splendore lo raggiunse nella prima metà del XVII secolo. Dopo aver visitato il palazzo Jehangir Mahal, fatto costruire nel 1606, in decadenza, ormai, ci siamo rinfrescati e ci siamo diretti verso la stazione per prendere il treno "Shatabdi Express" che ci avrebbe condotto fino a Delhi. Sinceramente questa cittadina non ha suscitato in me alcun tipo di interesse, non aveva nulla di coinvolgente e che potesse attrarre. L'unico momento che mi ha incuriosito è stato vedere alcuni indiani gettare in un fiume una bambola, rappresentante una dea, insieme a dei fiori, per onorarla. Antonio, vedendo questa scena, mi dice : "Fortunatamente, non siamo arrivati prima, altrimenti l'avrebbero gettata nelle acque di questo fiume !". Grazie per il complimento indiretto. Giunti alla stazione, ho visto anche in questa occasione la vera India. Migliaia di persone che dormivano sui marciapiedi, bambini, donne, che chiedevano l'elemosina. Voci, urla,...da perdersi sia fisicamente che psicologicamente. La stazione è molto antiquata, sporca e i binari sono obsoleti, circondati da toponi che circolavano liberamente. Il treno in sé era molto spazioso e, devo dire, accogliente. Molto frequentemente venivano dei signori ad offrirci del chai, che ho bevuto molto volentieri e a portarci alcuni pasti. Razionalmente mi rendevo conto che stavo per abbandonare la mia India, la nostalgia, la malinconia e la tristezza cominciavano già a farsi sentire, ma, la stanchezza aveva il sopravvento, era inevitabile. Gli occhi mi si chiudevano continuamente e forse era meglio così, altrimenti non sarei più riuscita a staccarmi definitivamente. Ho la certezza assoluta che l 'India mi ha rubato il Cuore ! In treno siamo stati circa 6 ore. All'arrivo all'aeroporto abbiamo preso il volo per l'Italia. Prima di staccare i piedi dal suolo indiano, mi sono voltata per l'ultima volta, le lacrime hanno avuto il sopravvento...ma mi sono fatta forza, non potevo fare altrimenti. La durata del volo è stata di quasi 9 ore. L'aereo era immenso, centinaia di persone : indiani, tedeschi, inglesi,... Io sono capitata accanto a un giovane Sikh, con turbante e braccialetto. Prevalentemente ho sempre dormito, tranne le pause dovute ai pasti ed alle bevande. Non avevo più forze. Mi sono presa il raffreddore, causato dall'aria condizionata, degli alberghi e dell'aereo. Ogni tanto riuscivo a vedere alcuni dati tecnici che apparivano sul monitor. In un punto abbiamo raggiunto i 9.000 m di altezza e i - 50 °C. Ero sfinita, ma molto soddisfatta, in me vi era una pienezza infinita. All'arrivo a Zurigo, con alcuni individui del gruppo ci siamo salutati. Le lacrime stavano per avere, anche in questa occasione, il sopravvento, ma non potevo far si che uscissero. Io sono forte, non devo far vedere che provo sentimenti agli altri : mai ! Quindi, cercavo di scappare dagli occhi degli altri e mi sforzavo di fare l'indifferente, intanto sono persone che non avrei mai più rivisto e, nei viaggi, funziona così, nessun tipo di coinvolgimento sentimentale. All'arrivo in Svizzera, sono rimasta scioccata. Turbata da tanto ordine, da tanta pulizia, precisione, ricchezza, da tanta perfezione. Nessun odore, nessun coinvolgimento emotivo... nulla. Preso l'aereo per Milano, dopo circa un'ora sono giunta a destinazione : verso le 10.00 del mattino ero in Italia. Ero stanchissima, non capivo più nulla. Appena, in lontananza, ho visto i miei genitori, ma soprattutto, la mia cagnolina, le lacrime hanno avuto la meglio. Mi sono sforzata, ma è stato impossibile. Ho visto davanti ai miei occhi una situazione molto fortunata, felice e serena. Mi sono resa conto di essere circondata da molto amore e, questa, è una fortuna immensa, da non sottovalutare mai. Ogni cosa che vedevo la paragonavo all'India : le strade, la gente, i profumi,...ma ero troppo stanca, avrei avuto tanto tempo per riflettere su tutto. Giunta a casa, ho preso un altro note.book, un'altra penna e... Lacrime...Lacrime...Lacrime... Bonne Nuit... ·


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