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L'India
: il salto della speranza
Diario di viaggio - ottobre 1999
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18 ottobre 1999
La mattina , sempre molto presto, verso le 7.00, le 8.00,
mi sono alzata. Prima tappa, nella città ancora di Agra, è
stato il Forte Rosso. Esso è molto vasto e si affaccia sul
fiume Yamuna. La costruzione fu iniziata dall'imperatore Akbar
e poi ampliata dai successivi regnanti. All'interno vi era
un vastissimo giardino e ...moltissime scimmie. Queste, a
detta degli esperti buone e non aggressive, venivano continuamente
incontro ai turisti per cercare del cibo. Molto carine, avevano
proprio trovato il loro habitat, poiché le si vedevano con
le famigliole al completo, figli,... Si pulivano, facevano
delle pause sotto gli alberi,...Osservandole bene, mi sono
proprio resa conto che noi uomini assomigliavano moltissimo
a loro : negli atteggiamenti,... Oltre a queste scimmie, ho
avuto la possibilità di vedere anche delle antilopi, dei merli
indiani e ...un'invasione di simpaticissimi scoiattoli. Dall'alto
del forte, riuscivamo a vedere, oltre il fiume Yamuna, ancora
lo splendido Taj Mahal. Sulle sponde di questo fiume, vi erano
moltissime bufale, che, un po' si allietavano al sole e, una
volta stanche, si facevano un bel bagno rigenerante. Come
ultima visita, siamo andati ad osservare da vicino un Templio
Bahai. Il tipico giardino faceva da contorno ad un monumento
tutto bianco (colore indicante la purezza) che stava al centro
ed aveva la forma di un grosso fior di loto. La religione
Bahai è a se stante ed è sviluppata in tutto il mondo, grazie
a degli discepoli che cercano di divulgare le loro credenze.
C'era moltissima gente, sia all'esterno, che all'interno del
padiglione. Ho anche avuto la possibilità di assistere ad
una cerimonia religiosa, aimè però ho potuto solo rispettare
il silenzio, perché per il resto, non capivo assolutamente
nulla. Ormai, la scoperta anche di questa splendida città
era giunta al termine. Grazie per quest'ulteriore arricchimento
culturale e sentimentale. Sempre giunta nel letto ho preso
la mia penna e il mio note.book. Lacrime...Lacrime...Lacrime...
Bonne Nuit...
19 ottobre 1999
Dopo aver fatto colazione, in albergo, abbiamo ripreso il
nostro pullman e ci siamo diretti verso l'aeroporto di Delhi.
Prossima tappa sarebbe stato il Nepal. Arrivo nella capitale,
Kathmandu e poi visite in città limitrofe. Il nostro volo
è arrivato con circa due ore di ritardo, quindi, per cercare
di far sfruttare il tempo concesso, ho telefonato a casa,
nell'altra parte del mondo. Queste telefonate sono state di
numero ridotto, primo per il costo, ma poi anche perché, nonostante
la nostalgia che prendeva il sopravvento ogni tanto, volevo
staccarmi del tutto per due settimane dal'occidente. Comunque,
sapendo che ai miei genitori avrei fatto piacere e li avrei
fatti dormire tranquilli, le ho fatte. Mia mamma era contentissima
di sentire la mia voce e mi aveva comunicato anche che alcune
persone si erano interessate sulla mia situazione, La mia
collega, Raffaella Zaniboni, la mamma di Boris, la cara signora
Ester, il mio 'nonno' signor Pierre Levergeois e la mia amicona,
Daniela Brusa. In seguito ho chiamato proprio anche Boris
e Daniela per sentire la loro voce, voglio molto bene ad entrambi.
Ovviamente la notizia mi ha reso molto felice, ma io dovevo
proseguire. Finalmente, il nostro aereo è arrivato e noi dopo
circa un'ora, siamo giunti in Nepal. ( Dagli hyppies americani
: Nepal Everybody Peace And Love). Dal punto di vista del
fuso orario, qui vi sono, rispetto all'India, 15 minuti in
più ed, automaticamente, rispetto all'Italia, 3.45 ore in
più. Il nostro arrivo è stato accolto gradevolmente da una
pioggia incessante. Siamo giunti nella notte, quindi potevamo
accorgerci solo di quella...e che pioggia ! Sembravo un pulcino...Sarà
stata ancora la coda del monsone ? Mannaggia pure a lui !
! ! Devo dire che i controlli nell'areoporto nepalese sono
più serrati e l'ambiente in sé è molto più pulito e organizzato.
Questo è segno di tutta una realtà che vedrò in seguito. Comunque,
subito, mi sono diretta verso la mia stanza (604) e...ho provato
a prendere la mia penna e il mio note.book, ma la stanchezza
ha avuto il sopravvento... Non ricordo nemmeno se sono scese
delle lacrime ! Bonne Nuit...
20 ottobre 1999
Dopo essermi svegliata, mi sono diretta verso la finestra
e...pioggia, pioggia incessante, battente. Mi pareva di vedere
lo stesso scenario che mi si presentava davanti agli occhi
quando me ne stavo a casa in Italia, durante l'autunno, attraverso
la finestra della mia camera, nel piccolo paesino di Oggebbio,
sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Comunque, non mi
interessava. Mi sono ben vestita e, senza alcun ombrello,
ho indossato solo un coloratissimo impermeabile. Abbiamo visitato
tutta la città di Kathmandu, la capitale del Nepal. Prima
di tutto ci siamo diretti verso la piazza principale : Durbar,
con la porta dorata che conduce al Palazzo Reale e un edificio
che si trova a sua volta all'interno , chiamato delle 55 finestre
che venne costruito nel 1700. Inoltre, sparsi ovunque, vi
erano templi, quali il Batsala, il Bhairav,...che circondavano
tutta la piazza principale. Devo dire che al primo impatto
ho subito preferito la realtà indiana, rispetto a quella nepalese.
Nella sua particolarità, quest'ultima è veramente bellissima,
ma mi ha dato il senso di uno stato cuscinetto, quindi non
ben definito, con caratteristiche proprie. Mi è parso di notare,
soprattutto nei caratteri somatici delle persone, di vedere
una miscela fra indiani e cinesi. La struttura della città
è molto occidentale, pulita, assolutamente non si vede gente
che fa elemosina, che dorme sui marciapiedi. E' una realtà
molto ben organizzata, che segue leggi precise, senza, dunque,
cadere nell'anarchia. Interessante, è stato visitare il tempio
della 'Dea Bambina' , la Kumari Bahal, l'edificio più antico
della città, fatto edificare nel XII secolo. Si dice che,
in questo palazzo, ci abiti la bambina più bella del Nepal,
bellezza intesa come perfezione fisica : assolutamente nessun
difetto. Questa, dopo esser stata scelta fra tante bambine
del luogo, viene tolta dalla famiglia e portata all'interno
delle mura di questo edificio. Qui non le mancherà nulla,
verrà trattata come una regina : istruzione, cibo,... Una
volta cresciuta, lei viene riconsegnata ai genitori e un'altra
bambina verrà scelta per ricoprire di nuovo la carica. Ogni
tanto la bambina dovrebbe affacciarsi dalle finestre verso
la piazzetta, ma...per noi non è stato possibile vederla.
Durante la visita abbiamo avuto la possibilità di notare continuamente
Guru falsi, che volevano solo rupie in cambio di foto. Le
sole venditrici che abbiamo trovato lungo il nostro cammino,
sono state delle donne che ci vendevano delle borsettine ricamate
da loro. Abbiamo visitato anche il mercato, ovvero degli oggetti
d'antiquariato e altri di legno di tek e altri fabbricati
con qualche parte del corpo dello yak, animale molto diffuso
in questa zona, posizionati sul terreno della piazza. Una
precisazione : la moneta del Nepal è la rupia nepalese, comunque
anche quella indiana è accettata dai commercianti. In molti
negozietti veniva venduto il classico thè nepalese salato
: il Cia. Molto diffusi sono anche dei dipinti, chiamati Tanka,
progettati su tela, i quali venivano dipinti direttamente
dai pittori che si trovavano lungo le vie della cittadina.
Per le strade, a differenza dei grandi centri indiani, non
vi era molta gente, anzi...e comunque tutti erano molto riservati,
composti, diligenti. Ecco, posso dire che il Nepal, non ha
suscitato in me forti emozioni, né per quanto riguarda le
persone viste, né per le realtà del paesaggio. A parte per
qualche cosa, che illustrerò successivamente, il cuore non
è stato nemmeno sfiorato e nessuna lacrima è mai scesa dai
miei occhi. Giunti in albergo, abbiamo cenato. Le critiche
da parte di alcune donne del nostro gruppo erano continue,
per il servizio lento, poco efficiente, per la pulizia nelle
camere e per il tipo di cibo, che, aimè, non era abbondante,
né tanto meno occidentale. Che noia Mio Dio Universale, quante
chiacchiere inutili e che perdita di tempo. Effettivamente
il servizio non era paragonabile a quello che abbiamo ricevuto
nei grossi alberghi di Delhi o che appartenevano alle compagnie
più sviluppate. Com'è risaputo è da pochi anni che il Nepal
si è gettato nel turismo occidentale e non avrà nemmeno avuto
molto spesso la possibilità di mandare persone ad istruirsi
in occidente per capire cosa amano gli europei e gli americani
: questa è la realtà. Fra qualche anno la situazione sarà
molto più efficiente, ma questa rappresenterà la realtà e
la frenesia occidentale, non quella orientale. Certo, alcuni
turisti ricchi dei paesi abbienti saranno soddisfatti, ma
la tradizione nepalese dove sarà andata a finire ? E' un'arma
a doppio taglio, non vi è alcun dubbio. Anche in questo altro
stato, gli sguardi dei nepalesi nei miei confronti, siano
essi donne che uomini, erano continui ed assillanti. Non posso
farci niente, è il mio Destino. Ovviamente questo non può
farmi altro che piacere, certo è che non mi monto la testa,
fondamentalmente resto sempre la Vanessa di sempre. Un grazie
al Mio Dio Universale. Soprattutto, comunque, mi ero ripromessa
di tenere lontano da me, durante questo viaggio, qualsiasi
ragazzo, avevo un estremo bisogno di disintossicarmi. Una
volta giunta nella mia camera, prima di addormentarmi, ho
fatto una riflessione sulla pioggia. Si, potrà sembrare strano,
ma il tema è proprio stato quello della pioggia. E' risaputo
che la pioggia da quando sono ragazzina mi ha sempre rattristito
parecchio, poiché mi arricciava i capelli ed, essendoci questa,
quando vi è la nebbia, il tempo freddo e triste, io, all'epoca
non vedente perfettamente, mi richiudevo in me stessa e soffrivo
molto, anche se non davo a vedere a nessuno questa mia situazione,
come sempre, soffrivo in me e per me. Ora, devo dire che questa
pioggia nepalese non mi ha per nulla rattristito, anzi l'ho
apprezzata moltissimo, nel suo unico fascino. Questo perché
ormai non ho più problemi sia di capelli che di vista...E'
strana la vita, prima ti toglie, poi ti da. Se uno ci crede
veramente e non si lascia andare al suo destino negativo,
tutto è possibile, ogni tipo di cambiamento. Ormai la paura
della pioggia non esiste, dunque, più, se non nei miei ricordi
da adolescente. Un'altra cosa che ho apprezzato molto è stata
la doccia serale. Tutta l'umidità è penetrata in me, non ce
la facevo più...sono arrivata in albergo e ...una doccia così,
giuro, non l'ho mai fatta ! O meglio, ne ho fatte aiosa, ma
mai con questo spirito e con questo significato. Un'acqua
calda, generatrice...ho capito che a casa do molte cose per
scontate, perché le ho senza fare sacrifici, fra queste c'è
proprio anche quella di una straordinaria doccia calda. Dopo
quest'ultima riflessione...senza lacrime, però,... Bonne Nuit...
21 Ottobre 1999
Questa mattina mi sono svegliata e...pensate un po' ! Ebbene
si : il sole ricopriva tutto il Nepal, riscaldandolo, avendo
alle proprie spalle un cielo che più azzurro e terso era impossibile
vedere. Insomma, una giornata quasi estiva, con le relative
temperature. Prima tappa è stata la cittadina di Pashupatinath,
che si trova a 5 km a Est della capitale. Questa è dedicata
al Dio Shiva ed è situata sulle rive del fiume Bagmati. Devo
ammettere che, nonostante in me non ci sia stato nessun trasporto
sentimentale, la realtà di questo luogo era da attribuirsi
ad un'altra epoca e la carica di fascino che emanava era notevole.
Dunque, in mezzo vi era un fiume, il Bagmati, ai lati vi erano
case, templi. Per accedere alle acque, vi erano dei ghats
( o anche dharamsalas) cioè dei comuni gradini sui quali la
gente o faceva seccare il grano, i sementi, o portava delle
offerte alle statue di forma fallica, posizionate lungo il
fiume oppure ancora...cremava le persone. Già...già...proprio
così ! Ho avuto la possibilità di vedere, andando a posizionarmi
su un terrazzo, un corpo umano che stava bruciando sotto della
legna. I parenti erano collocati dietro, rinchiusi nella loro
sofferenza e tristezza. Devo dire che è stata molto suggestiva
come visione ed esperienza, indiretta ! Fra i numerosi guru,
ho anche conosciuto una pittrice italiana, che per passione,
ogni anno andava in questo luogo, proprio solo ed esclusivamente
per passione per la pittura. Dipingeva vari personaggi sulle
pareti dei vari templi, circondata da curiosi turisti e nepalesi.
Ormai penso sia diventata per lei, una missione. Buona fortuna.
La sensazione era particolare anche per l'olfatto. La pelle
bruciata di quell'individuo, emanava uno strano profumo, che
si andava a miscelare con le varie spezie ed incensi che vi
erano : indimenticabile ! Tappa successiva è stata la cittadina
di Bodnath ( che significa : Signore Della Conoscenza) particolarissima
e d'altri tempi anche questa. Al centro un coloratissimo stupa
(monumento grandissimo, di forma fallica, utilizzato dai buddisti,
per pregare). Su questo, vi erano dipinti due occhi, che stavano
a rappresentare lo sguardo del Buddha. Vi è una preghiera
classica, chiamata MANTRA, che vorrei ricordare : OM ( cerchio
della vita) MANI ( gioiello) PATME (fior di loto) UM (etc,
etc,...). I buddisti possono pregare in varie maniere, ci
è stato spiegato : o stanno seduti, con davanti il libro dei
mantra e ripetono continuamente le preghiere ad alta voce,
o camminano, sempre in senso orario, intorno allo stupa, pregando,
sedendosi per terra, strisciandosi sul suolo, ...Intorno a
questo enorme stupa, ci sono dei negozi che vendono oggetti
per i turisti. Ho avuto anche la possibilità di vedere dei
buddisti occidentali, immersi nei loro mantra. Molto affascinante
e carica di suggestione anche perché proprio in questa cittadina,
risiede la più grande comunità di rifugiati tibetani del Nepal
intero. Le cittadine erano tranquille, pulite, organizzate,
vi erano molti risciò a motore e i vestiti erano molto particolari,
diversi assai da quelli indiani, anche se pure questi erano
coloratissimi. Tappa successiva ed ultima della mattinata
è stata Patan. Qui proprio pareva di essere finita in un altro
mondo, completamente. Essa si trova a sud di Kathmandu ed
è chiamata anche Lalitpur, cioè città bella. Pare sia stata
fondata nel III secolo a.C. dall'imperatore Ashoka. Particolarità,
che però avevo notato anche nello stato indiano, è che come
sostegno nella costruzione di case o altri fabbricati, utilizzano
le canne di bambù. Sinceramente essendo flessibili, sembrano
poco stabili e affidabili, ma in realtà, pare che funzionino
molto bene !Molto suggestivo è il Palazzo Reale, di architettura
newar e nelle persone, i cappellini tipici nepalesi, che quasi
tutti gli uomini portano, coloratissimi. D'altri tempi, veramente,
è stato vedere i bambini giocare con gli aquiloni, la loro
semplicità, ma al tempo stesso la loro felicità e soddisfazione.
Tutto ciò fra bellissime caprette, donne che battevano sul
suolo il grano, altre che lavavano i panni al lavatoio, altre
che si toglievano dai capelli i pidocchi una con l'altra,
venditori di simpaticissimi flauti, galline sparse qua e la,
in un'atmosfera ormai giunta al tramonto, con i rispettivi
colori e vedendo, all'orizzonte, la splendida catena hymalayana.
Che suggestione indimenticabile per la mia mente e i miei
occhi. Nel pomeriggio, però , ho fatto qualcosa che a 23 anni,
è veramente incredibile ! ! ! Abbiamo preso un piccolo charter
e ...ci siamo diretti verso la catena hymalayana, per giungere,
come tappa finale, al Monte Everest, altezza 8848 metri...incredibile...
il tetto del mondo, il picco più alto, a mia esclusiva disposizione
: straordinario. Mi sono sentita piena di me, soddisfatta
all'infinito, in pace con me stessa . Cumuli di nuvole, sembrava
mi salutassero...che emozione, unica, veramente, da sola...sul
picco del mondo. Dentro ti senti qualche cosa di indescrivibile,
fossi morta in quel momento, sarei stata felicissima della
vita fin lì avuta ! Grazie Mio Dio Universale...Grazie ! Il
ricordo è ancora in me e lo sarà per Sempre...A tu per tu,
a contatto diretto con la potenza suprema della natura. Beh...devo
dire che, giunta nella mia stanza, talmente mi sentivo viva,
nonostante avessi preso la mia penna e il note.book, non c'erano
parole per descrivere tutto ciò che avevo dentro. Non mi restava
altro che chiudere gli occhi a questa giornata della mia vita,
a questa pagina di libro e...ringraziare il Mio Dio Universale.
Bonne Nuit...
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