Home page

Preghiere per viaggiare

Una Fede per viaggiare

Download

Pensieri viandanti

Proverbi dal mondo

Il viaggio in pillole

Filosofia di viaggio

Immaginare il viaggio

Viaggi&Musica

Libri dai viaggi

Africa

America del nord

America centrale

America del sud

Asia

Oceania

Europa

Medio oriente

Link ad altri siti di viaggi

Redazione/E-mail

Perchè Argante

Pubblicità/Recensioni

Trattamento dei dati

AMERICA DEL SUD . VENEZUELA

Diario di viaggio gennaio 2002
di Michele

Per ulteriori informazioni e foto sul viaggo visitate il sito di Michele
michelespiriticchio@inwind.it  -  http://spazioinwind.libero.it/michelespiriticchio

11 - 19 / 20 - 27 Gennaio 2002

20.01.02

Ore 5.50, arrivo a Ciudad Bolívar. E' ancora scuro, fa perfino freddino fuori, ma sempre meglio che in autobus !

Mentre decidiamo sul da farsi e mettiamo a fuoco le idee, riesco anche a telefonare a casa !

Telefonare dal Venezuela: una vera avventura !! 
Ci sono dappertutto i telefoni pubblici che funzionano con le carte telefoniche ( da 3000 e 5000 b. ), "tarjetas telefonicas" o "Cantv". Ma non pensate sia semplice riuscire a prendere la linea e anche se la ottenete, altri problemi possono arrivare per spegnervi ogni speranza di parlare !!
Introduci la tarjeta nuova e aspetti: totale credito = 0 !! Ma come, è nuova di zecca e mi dice che non ho credito ? Allora tiri fuori la scheda e provi di nuovo, ora hai i soldi, componi il numero e non senti niente ! Ma a volte non hai ancora il credito e devi tentare da un'altra parte, ma dove ?? E quindi sei alla ricerca di altri telefoni e il Venezuela diventa una meta "telefonica" ? A Ciudad Bolívar sono riuscito a trovare un telefono funzionante e ho parlato con mio fratello in Italia; dopodiché anche Maurizio ha provato dal medesimo telefono ma adesso non funziona più !! Maurizio dai stai calmo, lo sai come sono le linee qui, non preoccuparti !
Se senti occupato, non preoccuparti e riprova. Se solo potessi riprovare !! Perchè c'è anche la possibilità che il segnale di occupato sia eterno ! E ti potrebbe anche accadere, come è successo a me, che dopo aver sbagliato numero e aver trovato occupato, non ho potuto più riprovare con il numero giusto perchè la linea è rimasta occupata per sempre !! Ma l'elenco è lungo di incidenti e al telefono sentirai fischi, sibili, mormorii strani, echi lontani che assomigliano a parole in italiano, tua mamma che risponde e poi ti attacca giù, il messaggio di "servicio non disponible" sul display, ecc. ecc.

Aspettiamo fuori dal terminal la buseta per il centro dopo aver abdicato alle proposte dei numerosi tassisti senza tanto mordente all'uscita del terminal.

Con la buseta (200 b.) arriviamo in Paseo Orinoco dove ci sono entrambi gli hotels che ho preso nota dalla guida: l'hotel Caracas e l'hotel Italia.

Entriamo all'hotel Caracas ( habitacion doble per 7000 b.) e il señor che ci apre la porta a sbarre, modello prigione, ci spiega che stamattina c'è un gruppo di turisti pronto a partire per il tour di 3 giorni e 2 notti al Salto Angel.

Anche noi siamo qui per questo !! Sono le 6.00 di domenica e non abbiamo intenzione di fermarci qui a Ciudad Bolívar.

Per questo, dopo che Hector mi illustra come si svolge l'escursione, con gli spostamenti e l'itinerario completo nel parco nazionale di Canaima, decidiamo di aggregarci anche noi pagando la somma di 200 Us $ ( la somma comprende tutto tranne la tassa di entrata al parco nazionale di Canaima di 8000 b.). Io e Maurizio paghiamo con travellers cheques e anche un po' di dollari in contanti.

Prepariamo solo lo zainetto da portarci via, e lasceremo quello grande qui in hotel, in una zona riservata per il deposito bagagli in cambio di una ricevuta. Nello zainetto metto due magliette pulite, alcuni farmaci antinfiammatori, tappi per le orecchie, un paio di calze, spazzolino e dentifricio, sapone, impermeabile k-way, penne e libricino e macchina fotografica. Vi consiglio però di portarvi anche un libro oppure la guida ( io le ho lasciate nello zaino grande...).

Per raggiungere Canaima utilizzeremo un aereo Cessna che parte dall'aeroporto di La Paragua, un villaggio a sud, a circa 200 km da Ciudad Bolívar.

Arriviamo a La Paragua alle 12.30 dopo quattro ore e mezzo di viaggio con una buseta tutta cigolante. Il pueblo è piccolo e abbandonato, ma l'aeroporto è vicino a Canaima ed il volo sarà solo di 15 minuti.

Quasi subito saliamo sul nostro Cessna, io, Maurizio, e altri due ragazzi. Ma è la prima volta che salgo su un trabiccolo del genere ! Fino a quando sapevo si dover salire su un Cessna ero tranquillo, ma adesso sono a bordo di questo apparecchio piccolo piccolo ! Chissà come sarà il volo, speriamo bene !

Si decolla subito e siamo già in alto. "Es como un carro " dice il pilota, e non ho niente da dire ! Sì, è come un'automobile, un motore, ma se si ferma che si fa ?

Io sono seduto a fianco, a destra, del pilota e inizio a guardare giù, scattando alcune foto del panorama che via via si fa sempre più entusiasmante.

Si vede la folta vegetazione verde, e fiumi che si snodano e assumono forme simili a un serpente marrone.

Avanti a noi si può vedere una montagna piatta, un "tepui", tipica di questa regione.

Il vento fa sbandare il Cessna, ma ormai sono in ballo e quindi " bisogna ballare " ! Il pilota fa anche lo spiritoso e per un momento lascia la cloche e.. ..si scendeee !! Poi subito dopo tira su l'aeroplanino dolcemente lasciandosi cullare dalla corrente.

Quando siamo in prossimità della laguna di Canaima, iniziamo a scendere e atterriamo sulla piccola pista asfaltata dell'aeroporto. Beh, devo ammettere che il volo è stato sicuro, divertente e perfino eccitante !!

All'uscita bisogna pagare la tassa d'entrata al Parco Nazionale di Canaima di 8000 b., dopodiché veniamo "raccolti" dalle nostre guide che ci seguiranno per i prossimi 3 giorni.

Dopo aver atteso anche gli altri nostri compagni, andiamo al campamento della Tiuna Tours dove ci aspetta il pranzo a base di pesce e riso.

Le guide ci spiegano come si svolgerà il tour, in lancia e anche a piedi, facendo attenzione alle cascate e alla corrente e sperando che l'acqua del fiume sia sempre sufficiente per la navigazione.

Avevo letto che questo tipo di escursione, attraverso il fiume con la lancia, si poteva fare solamente durante il periodo delle piogge e cioè più avanti a partire da marzo-aprile fino a ottobre-novembre. Invece, anche adesso a gennaio siamo riusciti a partire e l'escursione ci è stata venduta e proposta proprio perché era fattibile !

Il nostro gruppo è formato da 18 ragazzi e ragazze di tutto il mondo, accompagnati da due guide locali e dagli uomini che guideranno le due lance. Gli zainetti vengono messi in sacchetti di plastica e raccolti per essere imbarcati dal personale della Tiuna Tours, mentre noi partiamo con le guide a piedi. ( ci consegnano anche dei sacchetti più piccoli per le macchine fotografiche, ecc.).

Iniziamo il giro navigando nella laguna a fianco delle cascate "Ucaima", "Golondrina" e "Hacha" che sono incredibili ! Un vero spettacolo. L'acqua è rossa perchè contiene i prodotti di degradazione della vegetazione circostante, c'è molto ferro e tannino che fanno assumere al fiume un colore simile al thè !

A piedi raggiungiamo altri due salti, El Sapo ( che lo superiamo sotto ! ) e El Sapito sotto il quale facciamo il bagno. Che bello ! Ci voleva proprio, è da ieri pomeriggio che aspettavo questo momento ! L'acqua non è fredda, si sta bene e ti lascia la pelle morbida e levigata ! Sembra acqua saponosa ! I capelli sono come dopo un trattamento balsamico, che paradiso ! La guida mi spiega che loro bevono quest'acqua, ma a noi avrebbe un effetto spiacevole...

Ora iniziamo il viaggio in lancia lungo il rio Carrao, sarà un viaggio lungo e piacevole, ma non riesco a scattare molte foto, gli schizzi d'acqua possono colpirti da un momento all'altro.

Verso le 17.00 arriviamo al nostro campamento, "Aonda", dove dormiremo stanotte e poi domani in amache all'aperto, sotto un tetto. Le amache sono disposte su più file una vicina all'altra e tutte contengono una coperta che sarà preziosissima per la notte ! Ma con chi russa vicino ? Come si fa ?  Fate come me, portatevi i tappi per le orecchie !!

Ci sono i bagni, le docce, caffè 24 ore su 24 e la natura selvaggia del "mundo perdido".

La cena è tutto sommato discreta, carne, riso e patate, acqua e thè ( non è l'acqua del fiume per fortuna !! ), pane e caffè.

21-01-02

Oggi ci attende la giornata più importante. L'arrivo al Salto Angel, la cascata più alta del mondo, obiettivo principale di questo tour di 3 giorni.

Si parte presto, verso le 8.00 dopo la colazione.

Navighiamo almeno per un'ora e mezzo e alla fine ecco !! Il salto Angel, altissimo e meraviglioso, un getto d'acqua sottile e lungo che ti incanta e ti lascia sensazioni indescrivibili ! La visione della cascata mi ha fatto venire i brividi !

Lasciata la lancia, a piedi si inizia un percorso di un'ora e mezzo ancora, attraverso la jungla fino al mirador dove si può ammirare in tutto il suo splendore il salto, senza ostacoli e piante davanti. Uno spettacolo della natura, eccezionale !

E non è finita perchè, più in basso sempre seguendo il sentiero si arriva alla base della cascata, o meglio, la seconda pozza dopo che l'acqua scesa, ricade più avanti. E lì, sotto quel filo di un chilometro d'altezza, facciamo il bagno ! Il sole sembra che voglia regalarci una giornata indimenticabile, mentre le nuvole spariscono quasi del tutto. 

Non riuscirò mai a piegare ciò che ho provato sotto il salto Angel, ma una cosa è sicura: vivete anche voi queste sensazioni non smettendo nemmeno un secondo !!

Purtroppo viene il momento di tornare indietro. Prima di salire sulla lancia mangiamo su dei tavoli di legno pollo e patate, un po' di relax al sole vicino al fiume e poi si torna ai nostri letti !!

Sono le 16.00 circa, forse avremmo potuto restare un po' di più al salto, ma poi viene buio, e la sicurezza in barca non è mai al 100 %. La lancia è sicura, non si è mai sicuri delle condizioni del fiume, se l'acqua è alta e si può scendere senza problemi...

Il ritorno è più veloce perchè abbiamo la corrente a favore del rio Churùn e del rio carrao poi.

Per le fotografie di rito lungo il fiume c'è un problema: gli schizzi d'acqua che spesso si ricevono non sono prevedibili ed io mi rassegno a tenere quasi sempre la macchina fotografica chiusa nel sacchetto di plastica.

L'altipiano Auyàn-Tepui ed i suoi cañon rendono il paesaggio così suggestivo e unico che ogni angolo di questo posto meriterebbe la sua descrizione, considerando i colori, i profumi, i suoni e tutte le sensazioni che riescono a provocare.

Al campamento, cena con pasta al ragù e poi a nanna.....

22-01-02

Il programma di oggi è quello di tornare a Ciudad Bolívar. Ritorniamo in lancia fino a Canaima dove arriviamo verso le 11.00. Purtroppo l'aereo prenotato per noi due e per Lisa e Russell, nostri compagni di volo, partirà nel primo pomeriggio e quindi aspettiamo al campamento della Tiuna Tours, dopo aver mangiato qualcosa offerto dall'organizzazione stessa, fino alle 15.00 quando ci avvertono che l'aereo è arrivato e possiamo partire.

Arriviamo con il trattore ! all'aeroporto, chiamiamolo così, una striscia d'asfalto dove decollano Cessna e altri aeroplani bielica.

A sorpresa, e con grande gioia, questa volta voleremo fino a Ciudad Bolívar e non a La Paragua, un'ora e venti di tempo evitando il noioso e stancante spostamento terrestre da La Paragua in buseta ! Non dovremo ripercorrere i 250 km di strada !

Il volo rispetto all'andata è migliore, forse questo Cessna è più stabile e non si sentono le folate di vento come due giorni fa, e le nuvole all'orizzonte non riescono più a spaventarmi. Il pilota sembra anche più serio di quello dell'andata e l'atterraggio all'aeroporto di Ciudad Bolívar è perfetto, meglio di un Boeing !

All'aeroporto salutiamo i nostri due amici di Whashington DC, Lisa e Russell, e, dopo l'ennesimo scherzo dei telefoni venezuelani...., arriviamo all'hotel Caracas verso le 17.00 in taxi (1600 b.). Prima però riusciamo anche a "perderci" in periferia a bordo della buseta sbagliata !! ( chiedere del bus per Paseo Orinoco...!).

In hotel ritiriamo i nostri zaini e prendiamo una camera per stanotte ( 7000 b.), la n° 5, con 2 letti, bagno e doccia, ventilatore e ...scarafaggi compresi nel prezzo !! La camera è decisamente fatiscente, ma riesco ad adeguarmi e non mi lamento; tanto domattina partiamo per Puerto La Cruz.

L'impressione che ho di Ciudad Bolívar è diversa rispetto a quella che ho avuto quando sono arrivato due giorni fa, ora c'è molta gente per le strade, il paseo è un brulicare di persone e il traffico è caotico. E' molto umido, pioviggina e il caldo è abbastanza opprimente; per fortuna sale una leggera e piacevole brezza che mitiga la calura. L'Orinoco ( il terzo fiume più lungo del Sudamerica ) è lento e imponente, e l'architettura della città è "antica" per le case coloniali dall'aria abbandonata.

L'hotel Caracas ha un'attività parallela a quella di albergo e cioè la possibilità di acquistare e organizzare tours a Canaima e Salto Angel, Gran Sabana, Roraima, rio Caura, ecc. Le agenzie interessate sono la Tiuna Tours, con cui ci siamo trovati benissimo, la Canaima Tours e la Bernal Tours. Con l'Auyan-Tepui Tours invece si prenota all'Hotel Italia qui vicino, ma anche in altre agenzie della città.

Dopo il tentativo fallito di prelevare da uno sportello automatico della Uni Banca, decidiamo che è ora di cenare e lungo il paseo, dopo diversi tentativi a vuoto, entriamo in un ristorante tipico "Tasca Blohm", dove mangiamo  male e non è economico.

La notte in camera è un inferno: afosissimo, non un alito d'aria....aspettando l'assalto delle cucarachas !

23-01-02

La Banca Uniòn apre alle 8.30 e dopo mezzora di fotocopie e verifiche di carta di credito e passaporto riusciamo a prelevare i nostri sospirati bolivares ! Evviva !! Solo 30 minuti, un miracolo !

Arriviamo in buseta al terminal degli autobus, la buseta si prende di fronte all'hotel Caracas, direzione sinistra.

Il bus per Puerto La Cruz, senza aria condizionata della "Expresos La Guayanesa" parte alle 10.15 ( 5000 b. da chiedere prima..). Prima di partire però la nostra colazione è deliziosa con "pastelitos" fritti al formaggio e prosciutto ( 350 b. ).

Piove leggermente ed è afoso, lasciamo Ciudad Bolívar in direzione nord, verso il mare finalmente !

Da Puerto La Cruz vogliamo proseguire più a est fino a Santa Fé, sulla costa, nello stato di Sucre.

[Da ieri sera Maurizio è nervoso con tutti e ce l'ha con ogni cosa, sbuffa in continuazione e sembra seccato per ogni inconveniente che capita, non riesce a trovare la soluzione per districarsi bene nella quotidianità di un paese molto simile a tanti altri non solo sudamericani. Forse a questo punto del viaggio è un po' stanco e lo lascio stare, sicuro che alla fine capirà.]

"Quasi sempre e ovunque l'adattamento significa comprensione anche se non si possono giustificare atteggiamenti e modi di fare diversi dai nostri...."

Arriviamo a Puerto La Cruz, stato di Anzoategui, alle 15.47 ed il cielo è sereno; il paesaggio fin qui non è stato memorabile.

All'uscita del terminal chiediamo per Santa Fé. I "por puestos" o taxi collettivi sono furgoncini che partono quando si riempiono, noi due aspettiamo assieme ad altri passeggeri che arrivino altre due persone. Uscendo dal terminal all'angolo a ovest si trovano questi por puestos...

Il prezzo è di 1000 b. e ci impiegheremo circa 45 minuti, con un bel panorama sulla nostra sinistra sulle isolette del Parco Nazionale Mochima. La strada si alza rispetto al mare e oltrepassiamo diverse spiagge che sembrano molto carine ( Conoma, Conomita, Arapito, Playa Colorada, ecc. ).

Quando arriviamo a Santa Fé, scendiamo al capolinea assieme a una signora che ci consiglia l'hotel dove lavora: il Café del mar. Vabbè, la camera non è un granchè ma è economica ( 8000 b.) e siamo proprio sulla spiaggia, e c'è anche il ristorante.

La stanza con bagno e doccia è abbastanza pulita ma anonima e "chiusa", tuttavia decidiamo che per questa notte va bene ma domattina andrò a vedere se il Bahia del Mar è migliore...

Il cafè del mar si trova all'inizio ( est ) della spiaggia ad ha il ristorante proprio vicino al bagnasciuga dove mangeremo nei prossimi giorni.

L'Hotel Posada "Bahia del Mar" più in là, a sinistra camminando sulla spiaggia, è gestita da una giovane signora francese, ha un ambiente più simpatico anche grazie al cortile di entrata dove si può usufruire della cucina a disposizione degli ospiti.

Visitando la posada, mi viene fatta vedere una camera per due persone molto carina e luminosa, pulita e fresca. Il prezzo è di 10000 b. Rimango d'accordo per domattina.

La spiaggia di Santa Fé non è proprio così bella, tuttavia c'è molta tranquillità ed il tramonto è stupendo !

Alla mattina ci sono diverse escursioni organizzate che fanno alcuni giri verso le isole del Parco Nazionale Mochima: il giro inizia alle 10.00 e si ritorna alle 17.00, tutto per 5000 b. a testa. Per esempio dal Café del mar parte una barca per 3 isole ( islas Caracas pequeña e grande e isla Venado ), mentre altre barche sulla spiaggia possono portarti all'isola Arapo e alla "piscina", sempre per 5000 b., ma contratta sempre !

La sera ceniamo al Café del Mar, mangiando benissimo: calamares al ajillo deliziosi ( 3000 b.), pescado "sierra" a la plancha (3500 b.) buono, simile al tonno e al pesce spada, contorno di insalata e patatine fritte e 3 cervezas ( 400 b.)

Certo che cenare in spiaggia in maglietta e calzoncini corti, i piedi immersi nella sabbia e lo stupendo panorama che ho davanti rendono questo momento indimenticabile !

24.01.02

Stamattina siamo d'accordo di spostarci alla Posada Bahia del Mar e così facciamo. Traslochiamo nella camera che avevo visto ieri sera e siamo soddisfatti nonostante paghiamo 2000 b. di più.

Siamo anche intenzionati a partecipare all'escursione in barca per le isole Caracas e Venado dal Cafè del Mar ( bisogna portarsi il bere e da mangiare in quanto non ci sono strutture su queste isolette ).

Alle 10.00 siamo pronti giusto fuori dal cafè del Mar per l'uscita in barca ma ancora non c'è nessuno, sembra che non si parte oggi ! Aspettiamo ancora ma niente, stamattina non si parte, forse perchè non ci sono altri che con noi vogliono partecipare a questo giro.

Intanto io faccio conoscenza con Sandro, un ragazzo argentino simpaticissimo, che sta visitando il Venezuela in solitario, appena arrivato qui a Santa Fé. Con lui andiamo a mangiare qualcosa al mercato.

Il mercato di Santa Fé è appena dietro il Cafè del Mar, come tutti i mercati del paese è molto caotico e sporco anche perchè vicino c'è il porticciolo con le barche ferme dei pescatori e i pellicani a fare da spettatori. Frutta e verdura, carne, pollame, pesce, semi e dolci, sono i prodotti venduti.

Il pomeriggio lo passiamo in spiaggia al sole, mentre la sera è piacevolissima in tutto relax a godere del tramonto in spiaggia. Il tramonto è veramente speciale, non dimenticherò questi momenti !

Al baretto del "siete delfines" conosciamo Paola e Giuseppe dell'isola D'Elba. Entrambi vorrebbero esplorare anche le spiaggette vicine a Mochima, una delle quali sembra sia la più bella, Playa Blanca. Per andare a Mochima però non ci sono collegamenti diretti da Santa Fé e quindi bisogna prendere una buseta o por puesto in direzione di Cumanà e scendere al crucero dove inizia la carretera che scende fino a Mochima. Dal crucero si può prendere un por puesto ( molto pochi...), fare l'autostop oppure un taxi. Infine a Mochima bisogna arrangiare coni pescatori locali l'uscita in barca e scegliere le spiagge o le isole più belle.

Dopo una doccia veloce, qualche cerveza con un pescatore vicino al mercato ( che mi dice che qui la polizia ( vicino a me !!) non si occupa degli abitanti, non protegge la gente come dovrebbe, "non tiene cuidado para nosotros, con los turistas sì, pero con nosotros no !". Io devo far finta di non capire purtroppo, anche se ho capito tutto, nego e cerco di cambiare discorso !

Anche se il pescatore ha sicuramente bevuto un po' troppo, penso che dica la verità ed io non posso lasciarmi andare perchè i poliziotti ascoltano tutto ( anche se hanno anche loro scolato diverse polar...). Tuttavia inizio a conoscere questo paese meglio, almeno credo.

Come al solito cena al Cafè del mar con filete di "dorado" ( 3600 b.) insalata e patate fritte. Sono le 21.40 e già si chiude !

Il ristorante accanto è più caro e non rimane che il cafè del Mar dove mangiamo assieme a Paola e Giuseppe.

In precedenza in spiaggia mi accordo con William, un ragazzo che dispone di una barca e che può portarmi all'isola Arapo e "la piscina"; decidiamo per 3500 b. per persona e gli spiego che domattina saremo in sette a prendere parte al giro ( due americani di Boulder-Colorado, due francesi, noi due e Sandro ). Forse faremo una sosta anche a Playa Colorada che sta quasi di fronte all'isola e dove penso che incontreremo Paola e Giuseppe che vogliono andarci con un por puesto.

25-01-02

Escursione a Isla Arapo e "la piscina". Verso le 10.00 partiamo in barca. Siamo in nove, io, Maurizio, Ely e Catarina, Valerio ed Erica, Morten e due francesi. Paghiamo 3500 b. come concordato.

Il viaggio in barca è bello, il panorama è stupendo allontanandoci da Santa Fé e ci spingendoci verso nord ovest si possono vedere alcune spiagge sulla costa, playa Colorada, Playa de los pescadores e playa Arapito che è proprio di fronte a isla Arapo. A un certo punto vediamo pure i delfini e allora William rallenta e inizia a seguirli ! Incredibile, pare che anche i delfini ci seguano e lo spettacolo a cui assistiamo è meraviglioso !! Che belli, siamo tutti sulla prua incantati dalla danza dei delfini che ondeggiano davanti a noi: sembra che vogliono giocare !

Prima di Arapo ci fermiamo qualche minuto per una nuotata alla "piscina", un'isoletta piccola piccola dove sorge una casa abbandonata e le cui acque sono trasparenti e interessanti per fare snorkeling. A me non è piaccia così tanto, ma comunque a una nuotata non dico di no.

All'isola Arapo William ci lascia in una bella e solitaria spiaggia e rimaniamo d'accordo per farci venire a riprendere verso le 15.30. Paghiamo subito i 3500 b. anche se io vorrei averlo fatto al ritorno.

La spiaggia ha un'aria molto rilassante e ci sistemiamo tutti sulla sabbia a prendere il sole. Alcune grosse iguanas sono appena dietro, e iniziano ad osservarci sperando nella generosità di qualcuno di noi.

Portatevi l'acqua e un po' di frutta, sulla spiaggia non c'è niente.

Si sta bene al sole e ormai non devo più stare attento ai forti raggi.

Il Venezuela, anche se non è completamente attrezzato al turismo e ogni giorno ti riserva qualche imprevisto, ha il pregio di offrire paesaggi ancora "vergini" e momenti indimenticabili in pieno relax e "disfrutar" ogni attimo.

Il clima è eccezionale in gennaio, fa caldo e il sole è forte ma non è umido ( solo a Ciudad Bolívar abbiamo sofferto un po'...) e la sera c'è sempre una piacevole brezza.

Santa Fé, ma ce ne sono tanti di posti così, è un villaggio senza tante regole, dove si va in giro scalzi e a torso nudo e assaggiare un po' di vita di Venezuela....

Una volta tornati a Santa Fé decidiamo di andare, come da consiglio del barista sulla spiaggia, a comprare il ron al crucero sulla strada costiera. A piedi ci incamminiamo lungo la strada fino all'incrocio dove partono gli autobus i taxi e i por puestos. Lì c'è una "licoreria" dove acquistiamo il ron "Pampero Aniversario" ( 5000 b.) e il "Cacique" ( 3500 b. ). Torniamo passando per la strada che taglia in due il pueblito fino alla spiaggia; la gente è cordiale e sorridente, non abbiamo avuto problemi camminando dalla spiaggia fino al crucero e da lì ancora fino al centro....

Ci sono voci che raccontano che Santa Fé sia pericolosa, soprattutto di notte, che circoli molta droga e la delinquenza sia sempre in agguato; non so se tutto ciò sia vero, sicuramente ho avvertito in certi momenti sensazioni non proprio piacevoli, ma non si può generalizzare. A Santa Fé sono stato bene nonostante certi discorsi, non sono andato in giro la notte ovviamente, però la mia impressione della gente è molto positiva.

Ceniamo ancora al Cafè del Mar con parrilla de pescado (4000 b.) e i buonissimi calamares al ajillo, assieme a Morten e Sandro, dei veri amici !

Ma dopo che si fa ? Nada, non c'è niente altro che ammirare le stelle e sorseggiare una polar in compagnia !

Io passo un po' di tempo alla bodega vicino al mercato, appena dietro il ristorante, dove incontro ancora il pescatore dell'altra sera, Rafael Pantojo Oronò, forse campione olimpico di pugilato pesi super mosca che mi ricorda i begli anni che furono e la sua vita sregolata che trascorre qui a Santa Fé.

Ma che dire ancora; a Santa Fé si può vivere bene, in pace e conoscere la libertà, riuscire a cogliere un po' della simpatia degli abitanti e godere dell'atmosfera caribeña del pueblo costiero. Non c'è molto da fare, tomar una cerveza, un trago de ron e parlare con gli amici che ti spiegano la differenza di sapore della cerveza Brahma "di ritorno" e quella "di non ritorno", di pugilato, di conoscenze italiane e di ron, di petrolio, di musica llanera e joropo, delle mujeres che non sono fedeli..........asì es Venezuela !!

26-01-02

Ultimo giorno a Santa Fé ! 

Dopo il solito frittellone al formaggio di cui non conosco il nome ma che ormai non possiamo più scordarci a colazione incontriamo Morten con cui andiamo a Playa Colorada con un por puesto (500 b.) preso sulla strada di uscita dal paese.

Playa Colorada si trova a circa sette chilometri da Santa Fé verso Puerto La Cruz ed il suo nome deriva dal colore rosa-arancione della sabbia.

La spiaggia è molto coreografica, tipica con le alte palme che fanno da contorno e alcune barche ferme a poca distanza dalla riva. Offre proprio un bel colpo d'occhio !

Oggi è sabato e la spiaggia dovrebbe riempirsi di gente, soprattutto venezuelani. Via via arriva gente che mangia, ride insomma si diverte al mare.

Incontriamo anche Giuseppe e Paola e assieme a Morten passiamo proprio una bella giornata !

Al chiosco di Luìs Enrique beviamo una cerveza e mangiamo "tostones" che sono delle simil-frittelle di platano fritto ( 2500 b. ). Luìs è appassionato di calcio, molto informato dell'Italia e con lui parliamo anche del Venezuela, del turismo che è sacrificato, non considerato a dovere....

E indovinate dove passiamo l'ultima sera a Santa Fé ? Claro, al Cafè del Mar, a cenare con Sandro, Paola e Giuseppe. Sandro è il massimo per simpatia; me voy temprano a Argentina !! Seguro ! A Patagonia, a San Martin de los Andes !

E dopo cena fiesta !

Con sandro, Morten, e altri turisti vado a una discoteca locale ( io sono scalzo !!! ), accompagnati da un ragazzo del luogo, una piccola ma carina discoteca con tanti giovani che ballano al ritmo delle musiche moderne, purtroppo non latinoamericane come piacciono a me. All'entrata non si paga, i turisti non pagano niente !

Vicino alla discoteca, accanto c'è una sala all'aperto dove si balla merengue !

Tornando indietro in albergo saluto prima Sandro e gli altri e sempre scalzo ritorno passando per la spiaggia. Addosso non ho molti soldi, solo alcuni spiccioli, è per questo che non temo pericoli, e poi sono pure scalzo...!

27-01-02

E' il giorno della partenza !

Alle 17.40 parte il nostro volo di ritorno per l'Italia. Dobbiamo arrivare a Caracas in tempo e con un ampio margine di anticipo ! Non si sa mai, bisogna sempre considerare la possibilità di contrattempi e ritardi, quindi non vogliamo rischiare, partiremo presto !

Sveglia alle 5.30 !!

Alle 6.00 siamo già al crucero di Santa Fé per salire su un por puestos diretti a Puerto La Cruz.

Da Santa Fé a Puerto La Cruz rivedo le spiagge che si susseguono lungo la costa e di fronte le isolette del Parco nazionale Mochima. L'alba di questa domenica è meravigliosa e penso già alla prossima vacanza, dove sarò la prossima volta, dove vedrò un'alba ancora così bella ? Ritornerò ancora a Santa Fè ?

Disgustati dall'aria "al gasolio" del furgoncino del por puestos, scendiamo finalmente al terminal di Puerto La Cruz pronti per il prossimo viaggio in autobus per Caracas.

Compriamo il biglietto del bus ejecutivo che parte alle 7.30, con aria condizionata, tv, bagno e poltrone letto a 8000 b., ma c'è anche un bus più economico (ma più lento) a 6000-5000 b. ?

Partiamo verso le 7.40, dovrebbero essere 4-5 ore per Caracas, alle 10.00 sostiamo lungo la strada per un caffè o un panino; ricordate che i prezzi sono quasi il doppio e un arepa al formaggio vi può costare 2000 b.

Caracas inizia con sobborghi che anticipano la città vera e propria. E' impressionante questa città, sparpagliata e "protetta" dal monte Avila.

Arriviamo a Caracas alle 12.30 al terminal "La Bandera".

Dal terminal ci dirigiamo a piedi, uscendo si scende lungo la strada a sinistra, alla fermata metro "La Bandera" dove prendiamo la corsa diretti alla stazione "Gato Negro" ( direzione "Propatria" ) dove dovrebbero partire le busetas per l'aeroporto. E così è, all'uscita chiedo e trovo subito la buseta giusta con le fiancate colorate a bande orizzontali blu, grigio, celeste e bianco con la scritta " Aeropuerto Internaciònal S.B." in piccolo e in corsivo. Il costo del biglietto, che si fa a bordo, e di 2500 B.

Arriviamo all'aeroporto alle 14.30 ! 

Siamo in anticipo, meglio così !

La buseta ferma prima davanti le partenze dei voli nazionali e poi a quelle internazionali. La fermata è proprio fuori il terminal.

Al check in paghiamo anche la tassa di uscita dal Venezuela di 11000 b. ( circa 14 $ ) ma è una tassa ridotta in quanto parzialmente è gia stata pagata con il biglietto stesso del volo aereo.

In aeroporto non c'è molto, non ci sono tante possibilità per spendere gli ultimi bolivares bene, il duty free non è così economico ( il ron Pampero aniversario costa 15 $, cioè 10000, a fronte dei 5000 b. che ho pagato io a Santa Fé...).

Adesso la vacanza è davvero finita, siamo in attesa di imbarcarci e dopo il decollo verso le 18.00 ammiriamo l'ultimo stupendo tramonto su questo fantastico paese !

[Il Venezuela ha parecchio da recuperare, è una terra ricchissima, non solo di petrolio, caratterizzata da un'ampia varietà di paesaggi che vanno dal mare ( caraibi e isole ) alle pianure "los llanos", alla montagna delle Ande, all'Amazzonia e alla Sabana. La gente è un miscuglio di razze, indios, spagnoli-europei, africani e creoli "creollos".

Le strutture turistiche sono molto approssimative e i disagi all'ordine del giorno ( telefoni, computer, acqua, fognatura, delinquenza, sporcizia...). E' sempre costante ed evidente ( griglie metalliche antifurto alle finestre e ai balconi e nei negozi, vigilantes armati fuori e dentro i negozi..!!) una malfidenza fra la gente e la paura dovuta a scippi e rapine.

Essenzialmente credo che i venezuelani siano persone allegre e affabili, che si sanno divertire in ogni occasione e godere la vita. Con lo sviluppo del turismo ho la sensazione che il Venezuela possa risorgere e guadagnarsi diversi primati a livello internazionale. Spero che la gente spinga verso la direzione giusta e costruisca una base sicura e duratura.]

Michele

Il VENEZUELA :  "non siete pratici di libertà ? Beh, è ora di scappare..."

Per ulteriori informazioni e foto sul viaggo visitate il sito di Michele
michelespiriticchio@inwind.it  -  http://spazioinwind.libero.it/michelespiriticchio

 


©2001-03 Argante.com. Tutti i diritti riservti.
Per ogni informazione sui contenuti o informazioni tecniche rivolgersi al webmaster
Sito realizzato da CorradoFacchi