20.01.02
Ore 5.50, arrivo a Ciudad Bolívar.
E' ancora scuro, fa perfino freddino fuori, ma sempre meglio
che in autobus !
Mentre decidiamo sul da farsi
e mettiamo a fuoco le idee, riesco anche a telefonare a
casa !
Telefonare dal Venezuela:
una vera avventura !!
Ci sono dappertutto i telefoni pubblici che funzionano con
le carte telefoniche ( da 3000 e 5000 b. ), "tarjetas
telefonicas" o "Cantv". Ma non pensate sia
semplice riuscire a prendere la linea e anche se la ottenete,
altri problemi possono arrivare per spegnervi ogni speranza
di parlare !!
Introduci la tarjeta nuova e aspetti: totale credito = 0
!! Ma come, è nuova di zecca e mi dice che non ho credito
? Allora tiri fuori la scheda e provi di nuovo, ora hai
i soldi, componi il numero e non senti niente ! Ma a volte
non hai ancora il credito e devi tentare da un'altra parte,
ma dove ?? E quindi sei alla ricerca di altri telefoni e
il Venezuela diventa una meta "telefonica" ? A
Ciudad Bolívar sono riuscito a trovare un telefono funzionante
e ho parlato con mio fratello in Italia; dopodiché anche
Maurizio ha provato dal medesimo telefono ma adesso non
funziona più !! Maurizio dai stai calmo, lo sai come sono
le linee qui, non preoccuparti !
Se senti occupato, non preoccuparti e riprova. Se solo potessi
riprovare !! Perchè c'è anche la possibilità che il segnale
di occupato sia eterno ! E ti potrebbe anche accadere, come
è successo a me, che dopo aver sbagliato numero e aver trovato
occupato, non ho potuto più riprovare con il numero giusto
perchè la linea è rimasta occupata per sempre !! Ma l'elenco
è lungo di incidenti e al telefono sentirai fischi, sibili,
mormorii strani, echi lontani che assomigliano a parole
in italiano, tua mamma che risponde e poi ti attacca giù,
il messaggio di "servicio non disponible" sul
display, ecc. ecc.
Aspettiamo fuori dal terminal
la buseta per il centro dopo aver abdicato alle proposte
dei numerosi tassisti senza tanto mordente all'uscita del
terminal.
Con la buseta (200 b.) arriviamo
in Paseo Orinoco dove ci sono entrambi gli hotels che ho
preso nota dalla guida: l'hotel Caracas e l'hotel Italia.
Entriamo all'hotel Caracas (
habitacion doble per 7000 b.) e il señor che ci apre la
porta a sbarre, modello prigione, ci spiega che stamattina
c'è un gruppo di turisti pronto a partire per il tour di
3 giorni e 2 notti al Salto Angel.
Anche noi siamo qui per questo
!! Sono le 6.00 di domenica e non abbiamo intenzione di
fermarci qui a Ciudad Bolívar.
Per questo, dopo che Hector
mi illustra come si svolge l'escursione, con gli spostamenti
e l'itinerario completo nel parco nazionale di Canaima,
decidiamo di aggregarci anche noi pagando la somma di 200
Us $ ( la somma comprende tutto tranne la tassa di entrata
al parco nazionale di Canaima di 8000 b.). Io e Maurizio
paghiamo con travellers cheques e anche un po' di dollari
in contanti.
Prepariamo solo lo zainetto
da portarci via, e lasceremo quello grande qui in hotel,
in una zona riservata per il deposito bagagli in cambio
di una ricevuta. Nello zainetto metto due magliette pulite,
alcuni farmaci antinfiammatori, tappi per le orecchie, un
paio di calze, spazzolino e dentifricio, sapone, impermeabile
k-way, penne e libricino e macchina fotografica. Vi consiglio
però di portarvi anche un libro oppure la guida ( io le
ho lasciate nello zaino grande...).
Per raggiungere Canaima utilizzeremo
un aereo Cessna che parte dall'aeroporto di La Paragua,
un villaggio a sud, a circa 200 km da Ciudad Bolívar.
Arriviamo a La Paragua alle
12.30 dopo quattro ore e mezzo di viaggio con una buseta
tutta cigolante. Il pueblo è piccolo e abbandonato, ma l'aeroporto
è vicino a Canaima ed il volo sarà solo di 15 minuti.
Quasi subito saliamo sul nostro
Cessna, io, Maurizio, e altri due ragazzi. Ma è la prima
volta che salgo su un trabiccolo del genere ! Fino a quando
sapevo si dover salire su un Cessna ero tranquillo, ma adesso
sono a bordo di questo apparecchio piccolo piccolo ! Chissà
come sarà il volo, speriamo bene !
Si decolla subito e siamo già
in alto. "Es como un carro " dice il pilota, e
non ho niente da dire ! Sì, è come un'automobile, un motore,
ma se si ferma che si fa ?
Io sono seduto a fianco, a destra,
del pilota e inizio a guardare giù, scattando alcune foto
del panorama che via via si fa sempre più entusiasmante.
Si vede la folta vegetazione
verde, e fiumi che si snodano e assumono forme simili a
un serpente marrone.
Avanti a noi si può vedere una
montagna piatta, un "tepui", tipica di questa
regione.
Il vento fa sbandare il Cessna,
ma ormai sono in ballo e quindi " bisogna ballare "
! Il pilota fa anche lo spiritoso e per un momento lascia
la cloche e.. ..si scendeee !! Poi subito dopo tira su l'aeroplanino
dolcemente lasciandosi cullare dalla corrente.
Quando siamo in prossimità della
laguna di Canaima, iniziamo a scendere e atterriamo sulla
piccola pista asfaltata dell'aeroporto. Beh, devo ammettere
che il volo è stato sicuro, divertente e perfino eccitante
!!
All'uscita bisogna pagare la
tassa d'entrata al Parco Nazionale di Canaima di 8000 b.,
dopodiché veniamo "raccolti" dalle nostre guide
che ci seguiranno per i prossimi 3 giorni.
Dopo aver atteso anche gli altri
nostri compagni, andiamo al campamento della Tiuna Tours
dove ci aspetta il pranzo a base di pesce e riso.
Le guide ci spiegano come si
svolgerà il tour, in lancia e anche a piedi, facendo attenzione
alle cascate e alla corrente e sperando che l'acqua del
fiume sia sempre sufficiente per la navigazione.
Avevo letto che questo tipo
di escursione, attraverso il fiume con la lancia, si poteva
fare solamente durante il periodo delle piogge e cioè più
avanti a partire da marzo-aprile fino a ottobre-novembre.
Invece, anche adesso a gennaio siamo riusciti a partire
e l'escursione ci è stata venduta e proposta proprio perché
era fattibile !
Il nostro gruppo è formato da
18 ragazzi e ragazze di tutto il mondo, accompagnati da
due guide locali e dagli uomini che guideranno le due lance.
Gli zainetti vengono messi in sacchetti di plastica e raccolti
per essere imbarcati dal personale della Tiuna Tours, mentre
noi partiamo con le guide a piedi. ( ci consegnano anche
dei sacchetti più piccoli per le macchine fotografiche,
ecc.).
Iniziamo il giro navigando nella
laguna a fianco delle cascate "Ucaima", "Golondrina"
e "Hacha" che sono incredibili ! Un vero spettacolo.
L'acqua è rossa perchè contiene i prodotti di degradazione
della vegetazione circostante, c'è molto ferro e tannino
che fanno assumere al fiume un colore simile al thè !
A piedi raggiungiamo altri due
salti, El Sapo ( che lo superiamo sotto ! ) e El Sapito
sotto il quale facciamo il bagno. Che bello ! Ci voleva
proprio, è da ieri pomeriggio che aspettavo questo momento
! L'acqua non è fredda, si sta bene e ti lascia la pelle
morbida e levigata ! Sembra acqua saponosa ! I capelli sono
come dopo un trattamento balsamico, che paradiso ! La guida
mi spiega che loro bevono quest'acqua, ma a noi avrebbe
un effetto spiacevole...
Ora iniziamo il viaggio in lancia
lungo il rio Carrao, sarà un viaggio lungo e piacevole,
ma non riesco a scattare molte foto, gli schizzi d'acqua
possono colpirti da un momento all'altro.
Verso le 17.00 arriviamo al
nostro campamento, "Aonda", dove dormiremo stanotte
e poi domani in amache all'aperto, sotto un tetto. Le amache
sono disposte su più file una vicina all'altra e tutte contengono
una coperta che sarà preziosissima per la notte ! Ma con
chi russa vicino ? Come si fa ? Fate come me, portatevi
i tappi per le orecchie !!
Ci sono i bagni, le docce, caffè
24 ore su 24 e la natura selvaggia del "mundo perdido".
La cena è tutto sommato discreta,
carne, riso e patate, acqua e thè ( non è l'acqua del fiume
per fortuna !! ), pane e caffè.
21-01-02
Oggi ci attende la giornata
più importante. L'arrivo al Salto Angel, la cascata più
alta del mondo, obiettivo principale di questo tour di 3
giorni.
Si parte presto, verso le 8.00
dopo la colazione.
Navighiamo almeno per un'ora
e mezzo e alla fine ecco !! Il salto Angel, altissimo e
meraviglioso, un getto d'acqua sottile e lungo che ti incanta
e ti lascia sensazioni indescrivibili ! La visione della
cascata mi ha fatto venire i brividi !
Lasciata la lancia, a piedi
si inizia un percorso di un'ora e mezzo ancora, attraverso
la jungla fino al mirador dove si può ammirare in
tutto il suo splendore il salto, senza ostacoli e piante
davanti. Uno spettacolo della natura, eccezionale !
E non è finita perchè, più in
basso sempre seguendo il sentiero si arriva alla base della
cascata, o meglio, la seconda pozza dopo che l'acqua scesa,
ricade più avanti. E lì, sotto quel filo di un chilometro
d'altezza, facciamo il bagno ! Il sole sembra che voglia
regalarci una giornata indimenticabile, mentre le nuvole
spariscono quasi del tutto.
Non riuscirò mai a piegare ciò
che ho provato sotto il salto Angel, ma una cosa è sicura:
vivete anche voi queste sensazioni non smettendo nemmeno
un secondo !!
Purtroppo viene il momento di
tornare indietro. Prima di salire sulla lancia mangiamo
su dei tavoli di legno pollo e patate, un po' di relax al
sole vicino al fiume e poi si torna ai nostri letti !!
Sono le 16.00 circa, forse avremmo
potuto restare un po' di più al salto, ma poi viene buio,
e la sicurezza in barca non è mai al 100 %. La lancia è
sicura, non si è mai sicuri delle condizioni del fiume,
se l'acqua è alta e si può scendere senza problemi...
Il ritorno è più veloce perchè
abbiamo la corrente a favore del rio Churùn e del rio carrao
poi.
Per le fotografie di rito lungo
il fiume c'è un problema: gli schizzi d'acqua che spesso
si ricevono non sono prevedibili ed io mi rassegno a tenere
quasi sempre la macchina fotografica chiusa nel sacchetto
di plastica.
L'altipiano Auyàn-Tepui ed i
suoi cañon rendono il paesaggio così suggestivo e unico
che ogni angolo di questo posto meriterebbe la sua descrizione,
considerando i colori, i profumi, i suoni e tutte le sensazioni
che riescono a provocare.
Al campamento, cena con pasta
al ragù e poi a nanna.....
22-01-02
Il programma di oggi è quello
di tornare a Ciudad Bolívar. Ritorniamo in lancia fino a
Canaima dove arriviamo verso le 11.00. Purtroppo l'aereo
prenotato per noi due e per Lisa e Russell, nostri compagni
di volo, partirà nel primo pomeriggio e quindi aspettiamo
al campamento della Tiuna Tours, dopo aver mangiato qualcosa
offerto dall'organizzazione stessa, fino alle 15.00 quando
ci avvertono che l'aereo è arrivato e possiamo partire.
Arriviamo con il trattore !
all'aeroporto, chiamiamolo così, una striscia d'asfalto
dove decollano Cessna e altri aeroplani bielica.
A sorpresa, e con grande gioia,
questa volta voleremo fino a Ciudad Bolívar e non a La Paragua,
un'ora e venti di tempo evitando il noioso e stancante spostamento
terrestre da La Paragua in buseta ! Non dovremo ripercorrere
i 250 km di strada !
Il volo rispetto all'andata
è migliore, forse questo Cessna è più stabile e non si sentono
le folate di vento come due giorni fa, e le nuvole all'orizzonte
non riescono più a spaventarmi. Il pilota sembra anche più
serio di quello dell'andata e l'atterraggio all'aeroporto
di Ciudad Bolívar è perfetto, meglio di un Boeing !
All'aeroporto salutiamo i nostri
due amici di Whashington DC, Lisa e Russell, e, dopo l'ennesimo
scherzo dei telefoni venezuelani...., arriviamo all'hotel
Caracas verso le 17.00 in taxi (1600 b.). Prima però riusciamo
anche a "perderci" in periferia a bordo della
buseta sbagliata !! ( chiedere del bus per Paseo Orinoco...!).
In hotel ritiriamo i nostri
zaini e prendiamo una camera per stanotte ( 7000 b.), la
n° 5, con 2 letti, bagno e doccia, ventilatore e ...scarafaggi
compresi nel prezzo !! La camera è decisamente fatiscente,
ma riesco ad adeguarmi e non mi lamento; tanto domattina
partiamo per Puerto La Cruz.
L'impressione che ho di Ciudad
Bolívar è diversa rispetto a quella che ho avuto quando
sono arrivato due giorni fa, ora c'è molta gente per le
strade, il paseo è un brulicare di persone e il traffico
è caotico. E' molto umido, pioviggina e il caldo è abbastanza
opprimente; per fortuna sale una leggera e piacevole brezza
che mitiga la calura. L'Orinoco ( il terzo fiume più lungo
del Sudamerica ) è lento e imponente, e l'architettura della
città è "antica" per le case coloniali dall'aria
abbandonata.
L'hotel Caracas ha un'attività
parallela a quella di albergo e cioè la possibilità di acquistare
e organizzare tours a Canaima e Salto Angel, Gran Sabana,
Roraima, rio Caura, ecc. Le agenzie interessate sono la
Tiuna Tours, con cui ci siamo trovati benissimo, la Canaima
Tours e la Bernal Tours. Con l'Auyan-Tepui Tours invece
si prenota all'Hotel Italia qui vicino, ma anche in altre
agenzie della città.
Dopo il tentativo fallito di
prelevare da uno sportello automatico della Uni Banca, decidiamo
che è ora di cenare e lungo il paseo, dopo diversi tentativi
a vuoto, entriamo in un ristorante tipico "Tasca Blohm",
dove mangiamo male e non è economico.
La notte in camera è un inferno:
afosissimo, non un alito d'aria....aspettando l'assalto
delle cucarachas !
23-01-02
La Banca Uniòn apre alle 8.30
e dopo mezzora di fotocopie e verifiche di carta di credito
e passaporto riusciamo a prelevare i nostri sospirati bolivares
! Evviva !! Solo 30 minuti, un miracolo !
Arriviamo in buseta al terminal
degli autobus, la buseta si prende di fronte all'hotel Caracas,
direzione sinistra.
Il bus per Puerto La Cruz, senza
aria condizionata della "Expresos La Guayanesa"
parte alle 10.15 ( 5000 b. da chiedere prima..). Prima di
partire però la nostra colazione è deliziosa con "pastelitos"
fritti al formaggio e prosciutto ( 350 b. ).
Piove leggermente ed è afoso,
lasciamo Ciudad Bolívar in direzione nord, verso il mare
finalmente !
Da Puerto La Cruz vogliamo proseguire
più a est fino a Santa Fé, sulla costa, nello stato di Sucre.
[Da ieri sera Maurizio è
nervoso con tutti e ce l'ha con ogni cosa, sbuffa in continuazione
e sembra seccato per ogni inconveniente che capita, non
riesce a trovare la soluzione per districarsi bene nella
quotidianità di un paese molto simile a tanti altri non
solo sudamericani. Forse a questo punto del viaggio è un
po' stanco e lo lascio stare, sicuro che alla fine capirà.]
"Quasi sempre e ovunque
l'adattamento significa comprensione anche se non si possono
giustificare atteggiamenti e modi di fare diversi dai nostri...."
Arriviamo a Puerto La Cruz,
stato di Anzoategui, alle 15.47 ed il cielo è sereno; il
paesaggio fin qui non è stato memorabile.
All'uscita del terminal chiediamo
per Santa Fé. I "por puestos" o taxi collettivi
sono furgoncini che partono quando si riempiono, noi due
aspettiamo assieme ad altri passeggeri che arrivino altre
due persone. Uscendo dal terminal all'angolo a ovest si
trovano questi por puestos...
Il prezzo è di 1000 b. e ci
impiegheremo circa 45 minuti, con un bel panorama sulla
nostra sinistra sulle isolette del Parco Nazionale Mochima.
La strada si alza rispetto al mare e oltrepassiamo diverse
spiagge che sembrano molto carine ( Conoma, Conomita, Arapito,
Playa Colorada, ecc. ).
Quando arriviamo a Santa Fé,
scendiamo al capolinea assieme a una signora che ci consiglia
l'hotel dove lavora: il Café del mar. Vabbè, la camera non
è un granchè ma è economica ( 8000 b.) e siamo proprio sulla
spiaggia, e c'è anche il ristorante.
La stanza con bagno e doccia
è abbastanza pulita ma anonima e "chiusa", tuttavia
decidiamo che per questa notte va bene ma domattina andrò
a vedere se il Bahia del Mar è migliore...
Il cafè del mar si trova all'inizio
( est ) della spiaggia ad ha il ristorante proprio vicino
al bagnasciuga dove mangeremo nei prossimi giorni.
L'Hotel Posada "Bahia del
Mar" più in là, a sinistra camminando sulla spiaggia,
è gestita da una giovane signora francese, ha un ambiente
più simpatico anche grazie al cortile di entrata dove si
può usufruire della cucina a disposizione degli ospiti.
Visitando la posada, mi viene
fatta vedere una camera per due persone molto carina e luminosa,
pulita e fresca. Il prezzo è di 10000 b. Rimango d'accordo
per domattina.
La spiaggia di Santa Fé non
è proprio così bella, tuttavia c'è molta tranquillità ed
il tramonto è stupendo !
Alla mattina ci sono diverse
escursioni organizzate che fanno alcuni giri verso le isole
del Parco Nazionale Mochima: il giro inizia alle 10.00 e
si ritorna alle 17.00, tutto per 5000 b. a testa. Per esempio
dal Café del mar parte una barca per 3 isole ( islas Caracas
pequeña e grande e isla Venado ), mentre altre barche sulla
spiaggia possono portarti all'isola Arapo e alla "piscina",
sempre per 5000 b., ma contratta sempre !
La sera ceniamo al Café del
Mar, mangiando benissimo: calamares al ajillo deliziosi
( 3000 b.), pescado "sierra" a la plancha (3500
b.) buono, simile al tonno e al pesce spada, contorno di
insalata e patatine fritte e 3 cervezas ( 400 b.)
Certo che cenare in spiaggia
in maglietta e calzoncini corti, i piedi immersi nella sabbia
e lo stupendo panorama che ho davanti rendono questo momento
indimenticabile !
24.01.02
Stamattina siamo d'accordo di
spostarci alla Posada Bahia del Mar e così facciamo. Traslochiamo
nella camera che avevo visto ieri sera e siamo soddisfatti
nonostante paghiamo 2000 b. di più.
Siamo anche intenzionati a partecipare
all'escursione in barca per le isole Caracas e Venado dal
Cafè del Mar ( bisogna portarsi il bere e da mangiare in
quanto non ci sono strutture su queste isolette ).
Alle 10.00 siamo pronti giusto
fuori dal cafè del Mar per l'uscita in barca ma ancora non
c'è nessuno, sembra che non si parte oggi ! Aspettiamo ancora
ma niente, stamattina non si parte, forse perchè non ci
sono altri che con noi vogliono partecipare a questo giro.
Intanto io faccio conoscenza
con Sandro, un ragazzo argentino simpaticissimo, che sta
visitando il Venezuela in solitario, appena arrivato qui
a Santa Fé. Con lui andiamo a mangiare qualcosa al mercato.
Il mercato di Santa Fé è appena
dietro il Cafè del Mar, come tutti i mercati del paese è
molto caotico e sporco anche perchè vicino c'è il porticciolo
con le barche ferme dei pescatori e i pellicani a fare da
spettatori. Frutta e verdura, carne, pollame, pesce, semi
e dolci, sono i prodotti venduti.
Il pomeriggio lo passiamo in
spiaggia al sole, mentre la sera è piacevolissima in tutto
relax a godere del tramonto in spiaggia. Il tramonto è veramente
speciale, non dimenticherò questi momenti !
Al baretto del "siete delfines"
conosciamo Paola e Giuseppe dell'isola D'Elba. Entrambi
vorrebbero esplorare anche le spiaggette vicine a Mochima,
una delle quali sembra sia la più bella, Playa Blanca. Per
andare a Mochima però non ci sono collegamenti diretti da
Santa Fé e quindi bisogna prendere una buseta o por puesto
in direzione di Cumanà e scendere al crucero dove inizia
la carretera che scende fino a Mochima. Dal crucero si può
prendere un por puesto ( molto pochi...), fare l'autostop
oppure un taxi. Infine a Mochima bisogna arrangiare coni
pescatori locali l'uscita in barca e scegliere le spiagge
o le isole più belle.
Dopo una doccia veloce, qualche
cerveza con un pescatore vicino al mercato ( che mi dice
che qui la polizia ( vicino a me !!) non si occupa degli
abitanti, non protegge la gente come dovrebbe, "non
tiene cuidado para nosotros, con los turistas sì, pero con
nosotros no !". Io devo far finta di non capire purtroppo,
anche se ho capito tutto, nego e cerco di cambiare discorso
!
Anche se il pescatore ha sicuramente
bevuto un po' troppo, penso che dica la verità ed io non
posso lasciarmi andare perchè i poliziotti ascoltano tutto
( anche se hanno anche loro scolato diverse polar...). Tuttavia
inizio a conoscere questo paese meglio, almeno credo.
Come al solito cena al Cafè
del mar con filete di "dorado" ( 3600 b.) insalata
e patate fritte. Sono le 21.40 e già si chiude !
Il ristorante accanto è più
caro e non rimane che il cafè del Mar dove mangiamo assieme
a Paola e Giuseppe.
In precedenza in spiaggia mi
accordo con William, un ragazzo che dispone di una barca
e che può portarmi all'isola Arapo e "la piscina";
decidiamo per 3500 b. per persona e gli spiego che domattina
saremo in sette a prendere parte al giro ( due americani
di Boulder-Colorado, due francesi, noi due e Sandro ). Forse
faremo una sosta anche a Playa Colorada che sta quasi di
fronte all'isola e dove penso che incontreremo Paola e Giuseppe
che vogliono andarci con un por puesto.
25-01-02
Escursione a Isla Arapo e "la
piscina". Verso le 10.00 partiamo in barca. Siamo in
nove, io, Maurizio, Ely e Catarina, Valerio ed Erica, Morten
e due francesi. Paghiamo 3500 b. come concordato.
Il viaggio in barca è bello,
il panorama è stupendo allontanandoci da Santa Fé e ci spingendoci
verso nord ovest si possono vedere alcune spiagge sulla
costa, playa Colorada, Playa de los pescadores e playa Arapito
che è proprio di fronte a isla Arapo. A un certo punto vediamo
pure i delfini e allora William rallenta e inizia a seguirli
! Incredibile, pare che anche i delfini ci seguano e lo
spettacolo a cui assistiamo è meraviglioso !! Che belli,
siamo tutti sulla prua incantati dalla danza dei delfini
che ondeggiano davanti a noi: sembra che vogliono giocare
!
Prima di Arapo ci fermiamo qualche
minuto per una nuotata alla "piscina", un'isoletta
piccola piccola dove sorge una casa abbandonata e le cui
acque sono trasparenti e interessanti per fare snorkeling.
A me non è piaccia così tanto, ma comunque a una nuotata
non dico di no.
All'isola Arapo William ci lascia
in una bella e solitaria spiaggia e rimaniamo d'accordo
per farci venire a riprendere verso le 15.30. Paghiamo subito
i 3500 b. anche se io vorrei averlo fatto al ritorno.
La spiaggia ha un'aria molto
rilassante e ci sistemiamo tutti sulla sabbia a prendere
il sole. Alcune grosse iguanas sono appena dietro, e iniziano
ad osservarci sperando nella generosità di qualcuno di noi.
Portatevi l'acqua e un po' di
frutta, sulla spiaggia non c'è niente.
Si sta bene al sole e ormai
non devo più stare attento ai forti raggi.
Il Venezuela, anche se non
è completamente attrezzato al turismo e ogni giorno ti riserva
qualche imprevisto, ha il pregio di offrire paesaggi ancora
"vergini" e momenti indimenticabili in pieno relax
e "disfrutar" ogni attimo.
Il clima è eccezionale in
gennaio, fa caldo e il sole è forte ma non è umido ( solo
a Ciudad Bolívar abbiamo sofferto un po'...) e la sera c'è
sempre una piacevole brezza.
Santa Fé, ma ce ne sono tanti
di posti così, è un villaggio senza tante regole, dove si
va in giro scalzi e a torso nudo e assaggiare un po' di
vita di Venezuela....
Una volta tornati a Santa Fé
decidiamo di andare, come da consiglio del barista sulla
spiaggia, a comprare il ron al crucero sulla strada costiera.
A piedi ci incamminiamo lungo la strada fino all'incrocio
dove partono gli autobus i taxi e i por puestos. Lì c'è
una "licoreria" dove acquistiamo il ron "Pampero
Aniversario" ( 5000 b.) e il "Cacique" (
3500 b. ). Torniamo passando per la strada che taglia in
due il pueblito fino alla spiaggia; la gente è cordiale
e sorridente, non abbiamo avuto problemi camminando dalla
spiaggia fino al crucero e da lì ancora fino al centro....
Ci sono voci che raccontano
che Santa Fé sia pericolosa, soprattutto di notte, che circoli
molta droga e la delinquenza sia sempre in agguato; non
so se tutto ciò sia vero, sicuramente ho avvertito in certi
momenti sensazioni non proprio piacevoli, ma non si può
generalizzare. A Santa Fé sono stato bene nonostante certi
discorsi, non sono andato in giro la notte ovviamente, però
la mia impressione della gente è molto positiva.
Ceniamo ancora al Cafè del Mar
con parrilla de pescado (4000 b.) e i buonissimi calamares
al ajillo, assieme a Morten e Sandro, dei veri amici !
Ma dopo che si fa ? Nada, non
c'è niente altro che ammirare le stelle e sorseggiare una
polar in compagnia !
Io passo un po' di tempo alla
bodega vicino al mercato, appena dietro il ristorante, dove
incontro ancora il pescatore dell'altra sera, Rafael Pantojo
Oronò, forse campione olimpico di pugilato pesi super mosca
che mi ricorda i begli anni che furono e la sua vita sregolata
che trascorre qui a Santa Fé.
Ma che dire ancora; a Santa
Fé si può vivere bene, in pace e conoscere la libertà, riuscire
a cogliere un po' della simpatia degli abitanti e godere
dell'atmosfera caribeña del pueblo costiero. Non c'è molto
da fare, tomar una cerveza, un trago de ron e parlare con
gli amici che ti spiegano la differenza di sapore della
cerveza Brahma "di ritorno" e quella "di
non ritorno", di pugilato, di conoscenze italiane e
di ron, di petrolio, di musica llanera e joropo, delle mujeres
che non sono fedeli..........asì es Venezuela !!
26-01-02
Ultimo giorno a Santa Fé !
Dopo il solito frittellone al
formaggio di cui non conosco il nome ma che ormai non possiamo
più scordarci a colazione incontriamo Morten con cui andiamo
a Playa Colorada con un por puesto (500 b.) preso sulla
strada di uscita dal paese.
Playa Colorada si trova a circa
sette chilometri da Santa Fé verso Puerto La Cruz ed il
suo nome deriva dal colore rosa-arancione della sabbia.
La spiaggia è molto coreografica,
tipica con le alte palme che fanno da contorno e alcune
barche ferme a poca distanza dalla riva. Offre proprio un
bel colpo d'occhio !
Oggi è sabato e la spiaggia
dovrebbe riempirsi di gente, soprattutto venezuelani. Via
via arriva gente che mangia, ride insomma si diverte al
mare.
Incontriamo anche Giuseppe e
Paola e assieme a Morten passiamo proprio una bella giornata
!
Al chiosco di Luìs Enrique beviamo
una cerveza e mangiamo "tostones" che sono delle
simil-frittelle di platano fritto ( 2500 b. ). Luìs è appassionato
di calcio, molto informato dell'Italia e con lui parliamo
anche del Venezuela, del turismo che è sacrificato, non
considerato a dovere....
E indovinate dove passiamo l'ultima
sera a Santa Fé ? Claro, al Cafè del Mar, a cenare con Sandro,
Paola e Giuseppe. Sandro è il massimo per simpatia; me voy
temprano a Argentina !! Seguro ! A Patagonia, a San Martin
de los Andes !
E dopo cena fiesta !
Con sandro, Morten, e altri
turisti vado a una discoteca locale ( io sono scalzo !!!
), accompagnati da un ragazzo del luogo, una piccola ma
carina discoteca con tanti giovani che ballano al ritmo
delle musiche moderne, purtroppo non latinoamericane come
piacciono a me. All'entrata non si paga, i turisti non pagano
niente !
Vicino alla discoteca, accanto
c'è una sala all'aperto dove si balla merengue !
Tornando indietro in albergo
saluto prima Sandro e gli altri e sempre scalzo ritorno
passando per la spiaggia. Addosso non ho molti soldi, solo
alcuni spiccioli, è per questo che non temo pericoli, e
poi sono pure scalzo...!
27-01-02
E' il giorno della partenza
!
Alle 17.40 parte il nostro volo
di ritorno per l'Italia. Dobbiamo arrivare a Caracas in
tempo e con un ampio margine di anticipo ! Non si sa mai,
bisogna sempre considerare la possibilità di contrattempi
e ritardi, quindi non vogliamo rischiare, partiremo presto
!
Sveglia alle 5.30 !!
Alle 6.00 siamo già al crucero
di Santa Fé per salire su un por puestos diretti a Puerto
La Cruz.
Da Santa Fé a Puerto La Cruz
rivedo le spiagge che si susseguono lungo la costa e di
fronte le isolette del Parco nazionale Mochima. L'alba di
questa domenica è meravigliosa e penso già alla prossima
vacanza, dove sarò la prossima volta, dove vedrò un'alba
ancora così bella ? Ritornerò ancora a Santa Fè ?
Disgustati dall'aria "al
gasolio" del furgoncino del por puestos, scendiamo
finalmente al terminal di Puerto La Cruz pronti per il prossimo
viaggio in autobus per Caracas.
Compriamo il biglietto del bus
ejecutivo che parte alle 7.30, con aria condizionata, tv,
bagno e poltrone letto a 8000 b., ma c'è anche un bus più
economico (ma più lento) a 6000-5000 b. ?
Partiamo verso le 7.40, dovrebbero
essere 4-5 ore per Caracas, alle 10.00 sostiamo lungo la
strada per un caffè o un panino; ricordate che i prezzi
sono quasi il doppio e un arepa al formaggio vi può costare
2000 b.
Caracas inizia con sobborghi
che anticipano la città vera e propria. E' impressionante
questa città, sparpagliata e "protetta" dal monte
Avila.
Arriviamo a Caracas alle 12.30
al terminal "La Bandera".
Dal terminal ci dirigiamo a
piedi, uscendo si scende lungo la strada a sinistra, alla
fermata metro "La Bandera" dove prendiamo la corsa
diretti alla stazione "Gato Negro" ( direzione
"Propatria" ) dove dovrebbero partire le busetas
per l'aeroporto. E così è, all'uscita chiedo e trovo subito
la buseta giusta con le fiancate colorate a bande orizzontali
blu, grigio, celeste e bianco con la scritta " Aeropuerto
Internaciònal S.B." in piccolo e in corsivo. Il costo
del biglietto, che si fa a bordo, e di 2500 B.
Arriviamo all'aeroporto alle
14.30 !
Siamo in anticipo, meglio così
!
La buseta ferma prima davanti
le partenze dei voli nazionali e poi a quelle internazionali.
La fermata è proprio fuori il terminal.
Al check in paghiamo anche la
tassa di uscita dal Venezuela di 11000 b. ( circa 14 $ )
ma è una tassa ridotta in quanto parzialmente è gia stata
pagata con il biglietto stesso del volo aereo.
In aeroporto non c'è molto,
non ci sono tante possibilità per spendere gli ultimi bolivares
bene, il duty free non è così economico ( il ron Pampero
aniversario costa 15 $, cioè 10000, a fronte dei 5000 b.
che ho pagato io a Santa Fé...).
Adesso la vacanza è davvero
finita, siamo in attesa di imbarcarci e dopo il decollo
verso le 18.00 ammiriamo l'ultimo stupendo tramonto su questo
fantastico paese !
[Il Venezuela ha parecchio da
recuperare, è una terra ricchissima, non solo di petrolio,
caratterizzata da un'ampia varietà di paesaggi che vanno
dal mare ( caraibi e isole ) alle pianure "los llanos",
alla montagna delle Ande, all'Amazzonia e alla Sabana. La
gente è un miscuglio di razze, indios, spagnoli-europei,
africani e creoli "creollos".
Le strutture turistiche sono
molto approssimative e i disagi all'ordine del giorno (
telefoni, computer, acqua, fognatura, delinquenza, sporcizia...).
E' sempre costante ed evidente ( griglie metalliche antifurto
alle finestre e ai balconi e nei negozi, vigilantes armati
fuori e dentro i negozi..!!) una malfidenza fra la gente
e la paura dovuta a scippi e rapine.
Essenzialmente credo che i venezuelani
siano persone allegre e affabili, che si sanno divertire
in ogni occasione e godere la vita. Con lo sviluppo del
turismo ho la sensazione che il Venezuela possa risorgere
e guadagnarsi diversi primati a livello internazionale.
Spero che la gente spinga verso la direzione giusta e costruisca
una base sicura e duratura.]
Michele
Il VENEZUELA
: "non siete pratici di libertà ? Beh, è ora
di scappare..."