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Diario di viaggio
gennaio 2002
di Michele
Per ulteriori
informazioni e foto sul viaggo visitate il sito di Michele
michelespiriticchio@inwind.it
- http://spazioinwind.libero.it/michelespiriticchio
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Gennaio 2002
Voglio iniziare a raccontare quando è nata
l'idea di questo viaggio , già nel 2000, mi sembra a
settembre o giù di lì , dopo esser tornato dal viaggio in
Honduras, Guatemala e Messico, incontrandomi con il mio amico
Maurizio .....
Sì, è stato con Maurizio che è iniziata
a nascere la possibilità di un viaggio a dicembre 2000 o gennaio
2001.
Purtroppo non ho rispettato la "promessa"
per quel viaggio; non sempre si possono "eliminare"
impegni, doveri, promesse, e altre cose abbastanza complicate
da spiegare.
Ma ho sempre creduto in quella promessa e anche
se con un anno di ritardo finalmente è stata rispettata !
L' 11 gennaio 2002 io e Maurizio
siamo partiti alla volta del Venezuela !
A proposito di promesse, è già tempo di
altre idee e programmi per una nuova destinazione ! Non so
quando, spero presto, luglio o agosto, ma anche e ancora in
gennaio e .....
** “Vorrei ringraziare Nadia della Cit Italia
Spa (agenzia di Como) che ha contribuito fortemente alla mia
partenza di gennaio; senza il suo lavoro e la costanza nella
ricerca del volo aereo più vantaggioso e comodo non sarebbe
mai stato un viaggio così riuscito.”
11 gennaio 2002 : LA PARTENZA !
Milano Malpensa-Caracas, dieci ore e cinquanta
minuti di volo verso il Sudamerica.
Arriviamo alle 16.00 ora locale ( meno 5 ore
ripetto all'Italia con l'ora solare ) a Caracas, Aeropuerto
Internaciònal Simòn Bolívar di Maiquetia. Maiquetia è
sulla costa, sul Litoràl e dista una quindicina di chilometri
da Caracas. Il monte Avila divide Caracas dalla costa e il
paesaggio che si vede quando si atterra è impressionante:
l'aereo rasenta da una parte il mare mentre dall'altro lato
la montagna alta e verde impedisce di scorgere la capitale.
La temperatura è gradevolissima, circa 30°
C e si sta bene in maglietta !
Le formalità doganali ( la tarjeta di ingresso
già compilata sull'aereo ) sono lente per la lunga coda di
gente e pochi sportelli.
Ritiriamo infine lo zaino verso le 17.15.
Una volta pronti, dopo aver cambiato alcuni
Bolìvares in aeroporto, decidiamo di andare a Macuto e all'hotel
Santiago seguendo il consiglio di Massimo, un mio amico viaggiatore,
che per la prima notte mi spiega sia meglio evitare
Caracas.
In aeroporto acquistiamo anche il biglietto
del taxi autorizzato per Macuto ( 9000 bolivares = 27000 Lire
= 13,65 € ).
In aeroporto sono affissi alcuni manifesti
in cui si consiglia di prendere solo i taxi autorizzati, evitando
così il rischio di essere a bordo di taxi fasulli,
taxi pirata che ti conducono altrove per derubarvi....!
Col senno di poi, all'uscita a sinistra
dell'aeroporto c'è anche un autobus che va a Caracas alla
fermata del metrò "Gato Negro" ( si dice che questa
zona sia un po' pericolosa, ma noi di giorno non abbiamo notato
niente di particolare, tuttavia è meglio evitare di andarci
la sera ).
Consegniamo la ricevuta del boleto all'autista
del taxi "ghiacciato" per l'aria condizionata al
massimo e partiamo per Macuto ed il panorama è molto
desolante; il mare scuro a sinistra giù in basso dal malecòn,
come un cantiere a cielo aperto, c'è solo sporcizia e tutto
è in degrado, anche le case non sono curate ed è evidente
che ancora molto deve essere rimesso a posto dopo la terribile
alluvione in questo stato ( Vargas ) del 1999.
Una volta a Macuto, dopo circa 20 minuti, siamo
davanti all'hotel Santiago ( cat.3 stelle ). La camera doppia
( doble ) costa ben 46 dollari ( 33000 bolivares ) ! Siamo
stanchi, "nuovi" e anche senza molte alternative
e quindi accettiamo. Per fortuna accettano anche i travelers
cheques !
La camera ( la n° 401 al 4° piano, con 2 letti,
bagno e doccia, aria condizionata rumorosa ) è abbastanza
buona, ma il bello dell'albergo è la sua locazione ed ha anche
il ristorante ( caro ) con tavoli sia all'interno che all'altro
lato della strada, di fronte sotto una veranda.
Passiamo la serata poco distanti dall'albergo
alla nuova Trattoria ( a 50 metri a sinistra sulla strada
) dove mangiamo le nostre prime "arepas" ( frittelle
tonde di mais , simile a polenta fritta ) (1800 bol.) farcite
con carne "mechada" ( tagliata ) e 2 cervezas Polar
(600 bol.). Tornando all'hotel un ultima polar ( 1250 b.)
al caratteristico, ma ibernato ! bar interno dell'albergo.
12-01-02 Oggi saremo a Coro !
Con un carrito ( buseta ) ( 750 b.), [se lo
sapevo la prendevo anche ieri sera, mica il taxi a 9000 b.
!!!] preso subito fuori dall'hotel Santiago ci
dirigiamo a Caracas. Partiamo presto alle 7.30 perché non
vediamo l'ora di lasciare Caracas per iniziare a vedere il
Venezuela ! La buseta ripercorre a ritroso la strada di ieri
fino all'aeroporto ma a Maiquetia svolta verso sinistra per
salire lungo la strada che attraversa il monte Avila fino
a Caracas.
La strada si inerpica su su e si vedono moltissime
casettine modestissime, fatte solo di mattoni rossi e lamiere
come tetto. Agglomerati urbani modello favela brasiliana;
si chiamano "ranchitos", con le vie sterrate e tanta
sporcizia. Bidonvilles, baracche e sistemazioni improvvisate
senza la minima cura e pretesa. La strada è fiancheggiata
costantemente fino a Caracas di queste case.
Per continuare per Coro dobbiamo prendere un
autobus che parte dalla stazione degli autobus "terminal
La Bandera". Ma il carrito non si porta fin là e noi
scendiamo fuori della stazione metropolitana "El Silencio".
Con gli zaini in spalla e diretti senza tentennamenti scendiamo
le scale verso la metrò.
La metropolitana di Caracas è tranquilla
e sicura, pulita e ordinata; non abbiamo avuto problemi con
le spiegazioni e le cartine, i segnali sono scritti chiaramente.
Il biglietto costa 350 b. per La Bandera (
a seconda delle fasce il costo varia aumentando con l'aumentare
della distanza; ci sono 3 fasce colorate ); prima però dobbiamo
percorrere "la transferencia" a piedi assieme agli
impiegati e gli studenti per giungere alla fermata "Capitolio"
dove prendiamo la metrò fino a Plaza Venezuela dove cambiamo
linea per La Bandera.
Arrivati a La Bandera, uscendo, verso sinistra
seguiamo la gente che si presume vada al terminal. Ed è così,
dopo 5 minuti a piedi e su una via che sale leggemente arriviamo
al Terminal degli autobus "La Bandera". C'è molta
gente anche perchè oggi è sabato, ma penso che qui sia sempre
così...
Entrando si sale lungo una rampa esterna che
porta fino al piano superiore dove ci sono le biglietterie
(taquillas) con scritte le destinazioni. Acquistiamo il biglietto
(boleto) per Coro a 14000 b. dell'autobus ejecutivo ( di prima
classe, con aria condizionata, tv, pedane per le gambe e toilette
) che parte dall'uscita (salida) 8.
Con la consegna e la sistemazione degli zaini
nel bagagliaio ci rilasciano il talloncino corrispondente
a quello applicato sullo stesso zaino che consegneremo all'arrivo
al momento del ritiro.
Prima di partire riesco a prelevare da un
cajero automatico all'ultimo piano (della Uni Banca), con
la carta Cirrus ( sarà l'unica volta in tutto il viaggio !!).
Alle 10.20 partiamo; l'autobus è semivuoto
e inizia a far freschetto qua dentro !!
La strada è buona, con continui saliscendi,
la vegetazione è rigogliosa e maestosa e ci sono continuamente
ranchitos...
Passiamo da maracay, Valencia, Tucacas. L'ultima
parte della strada è pianeggiante, verde, solo leggermente
ondulata ( il paesaggio mi ricorda un po' lo Yucatàn.....).
Alle 17.45 arriviamo a Coro. Prendiamo un taxi (1500
b.) che ci conduce alla Posada "El Gallo" ( ci si
può anche andare a piedi in 15 minuti ). Purtroppo la posada
è al completo, sembrava deliziosa dall'esterno e la segnalazione
avuta dalla mia guida Lonely Planet era proprio azzeccata.
Ripieghiamo allora per l'hotel Roma ma la camera doppia al
pian terreno, nonostante sia molto economica (8000 b.), è
squallida, senza finestre e sembra sporca.
Decidiamo allora di continuare la ricerca
con le segnalazioni avute sempre dalla guida Lonely Planet
e della Footprint "South American Handbook 2001".
Dopo aver girovagato un po' cercando senza risultato l'hotel
Capri, decidiamo infine di provare all'hotel che abbiamo di
fronte: Hotel "Intercaribe", (ex Hotel Venezia)
un 3 stelle stile motel, con parcheggio all'interno, piscina,
dove la doppia con air condizionata, tv e bagno costa 25000
b. Paghiamo con la carta di credito anche perché non ci accettano
i travelers cheques.
Coro è una cittadina carina con le casette
coloniali colorate. Le strade sono abbastanza pulite e le
chiese in centro hanno dei piazzali alberati davanti.
Lo schema della città è quello classico a
griglia con al centro la cattedrale.
L'impressione però è di troppa tranquillità,
e dopo una certa ora le vie si svuotano di persone e tutto
rimane deserto.
Dopo una doccia ristoratrice e dopo aver capito
che non c'è molto da scegliere dove mangiare, non ci rimane
che entrare nel fast food venezuelano proprio di fronte all'Intercaribe
in av. Manaure Il vigilante "sceriffo" con la pistola
a canne mozze che sta all'entrata e che controlla ai tavoli
non è che mi metta a mio agio e finisco la fetta di pasticho
(1800 b.) guardandomi spesso intorno aspettandomi da un momento
all'altro l'assalto dei banditi al locale !!
13-01-02 Domenica al mare.
Oggi passeremo la prima giornata in relax della
vacanza. Leggendo le guide, scegliamo di vedere Adícora, sulla
penisola di Paraguanà.
Vamos ad Adícora con una buseta che parte alle
9.20 circa. Raggiungiamo il terminal a piedi dall'albergo
seguendo calle Falcòn e poi svoltando a destra all'incrocio
grande.
Partiti con l'autobus la strada si dirige verso
la penisola di Paraguanà passando lungo l'istmo che unisce
la penisola stessa alla terraferma. La prima parte di questo
istmo è "occupato" dal Parque Nacional Los Mèdanos
de Coro, un angolo si Sahara in Venezuela con dune di sabbia
alte fino a 30-40 metri !!
Verso le 10.20 arriviamo ad Adícora. La buseta
ferma vicino alla spiaggia. (paghiamo 1000 b. quando scendiamo,
richiedendo il resto al muchacho che faceva finta di niente...).
( In Venezuela, chiedete sempre prima il
prezzo delle cosa, anche del biglietto dell'autobus, e poi
pagate se pensate sia il prezzo giusto. A volte è meglio chiedere
anche a qualche vicino quanto ha pagato il boleto !)
Purtroppo non è la spiaggia che ci aspettavamo
ma siamo pur sempre in vacanza e allora vamos !
C'è molta gente locale, non vediamo turisti
e gli ombrelloni sono occupati da famiglie con frigobar e
tutto il necessario per una domenica completamente a riposo.
Per tutto il necessario si intende almeno una cassa di "Polarcitas"
e magari anche una bottiglia di ron !! e coca cola.
Tutto sommato si sta bene in spiaggia, ma attenzione
al sole che qui picchia forte !
La piccola baia ha un'aria tranquilla ed il
mare non è così particolare. Ma le casettine colorate di origine
olandese con i tetti di tegole rosse e rosa sono la cosa più
bella di questo paesello.
Verso le 14.00 cerchiamo un ristorantino ed
entriamo alla Posada Carantoña che ha anche un ristornate.
Sembra piacevole e magari anche il soggiorno non sarebbe stato
male qui.
In pratica mangiamo nel refettorio della posada.
Mangiamo un pescado intero, un "pargo" con patate
e insalata e Polar ( 4500 b.). Il pargo è un pesce molto buono,
gustosissima la carne !
La penisola di Paraguanà si affaccia sul mar
dei caraibi ed a poca distanza dalla costa nord orientale
ci sono le isole ex colonie olandesi di Aruba, Cura çao e
Bonaire.
Lasciamo infine Adícora dopo aver respirato
finalmente un po' dell'atmosfera caraibica di questa terra;
oggi è domenica e pare ci sia una festa. Tanta gente si gode
questo giorno di riposo davanti al mare e scolandosi una birra
dietro l'altra tutto il tempo, mentre i bambini si divertono
in acqua.
Arrivati a Coro e poi, grazie alla buseta
con scritto "Carabobo" davanti ( 150 b. ), arriviamo
all'incrocio da dove, a piedi, raggiungiamo l'entrata gratuita
al Parco Nazionale "Los Mèdanos de Coro".
E' come stare nel deserto del Sahara, sopra
dune alte alte, insomma un deserto di sabbia qua a Coro !
Pare che le dune si siano formate col tempo unendo l'isola
di Paraguanà alla terraferma.
Purtroppo la sera non c'è un granchè qui a
Coro e noi non facciamo niente per scoprire il "divertimento"
di Coro. E come ieri sera ci rifugiamo ancora una volta al
fast food vicino all'hotel. Ed io intanto inizio a non stare
bene....lo stomaco !?
14-01-02
Oggi partiamo per Chichiriviche, ma prima
dobbiamo prelevare denaro locale !
Dopo aver tentato in due banche l'operazione
di cambio dei travelers cheques, alla Corp Banca ne vediamo
di tutti i colori !!
Iniziamo a fare la coda rispettosamente
e dopo almeno 30 minuti di attesa inizia l'avventura
! Sì perché le fotocopie si sprecano, le telefonate anche
e ogni biglietto viene esaminato minuziosamente con firme
e numeri di passaporto sul retro. Ma non è finita, ora tocca
al controllo fotografico, fermi e...in posa davanti a un obiettivo
piccolo piccolo; "para tu seguridad" c'è scritto
vicino alla macchina fotografica ! Non vedo la mia foto ma
è certo che sono sbiancato un attimo prima, un collasso e
tutto il peso mi tira giù. E in mano cosa abbiamo, la ricevuta
per prelevare i nostri sospirati bolivares che ci verranno
dati allo sportello più in là. Aspettiamo che ci chiami l'impiegato
e nell'attesa io sto male, sono bianco come un cadavere ed
esco un momento da questo frigorifero impazzito !! Ma Maurizio
mi chiama, non ci credo forse avrò i miei soldi, ma non sto
più in piedi, quasi cado ancora quando per terminare questa
odissea manca ancora una cosa: l'impronta digitale col pollice
!! Resto un momento a cercare di capire, ma poi timbro e ritiro
i soldi, non vedo l'ora di uscire da qui !
[a Coro non ci sono le biglietterie e
si accede alle partenze inserendo 100 b. a un cancelletto
e quindi si chiede a uno dei tanti "addetti" agli
autobus ]
Partiamo da Coro al terminal con un bus de
paso ( di passaggio ) che paghiamo 5000 b.( non chiediamo
prima quanto costa e allora siamo fregati; che serva di lezione
!! Sarebbe dovuto costare 3000-3500 b.). Scenderemo
a Sanare, prima di Tucacas, da dove raggiungeremo Chichiriviche
con una buseta sempre di passaggio ( 800 b. altra lezione
!, ma chiedete prima !!!). Si vedono molti fenicotteri rosa
nella laguna, bellissimi !
Alle 14.00 arriviamo a Chichiriviche (23 chilometri
da Sanare). Seguendo le indicazioni sulla guida, dopo aver
incassato un todo lleno in una posada, sbattiamo il naso contro
l'Hotel Caribana, un piacevole albergo, abbastanza grande
dall'entrata ospitale e nuovo, con un'aria tipicamente tropicale,
un patio centrale e i piani superiori (2) con dei lavori in
corso...
La nostra camera n° 18 è pulita, con bagno
e doccia, tv ( c'è anche la rai international !) e aria cond.
Peccato sia un po' "chiusa" ma comunque vale i 20000
b.
Andiamo a vedere il mare e ci accorgiamo che
la spiaggia non c'è ma abbiamo di fronte uno, due , tre cayos,
isolotti piccoli coperti da palme ! Sono alcuni dei cayos
che fanno parte del Parco Nazionale Morrocoy, fino a sud,
di fronte a Tucacas è un susseguirsi di isolette disabitate
dove si può anche campeggiare se si ha il permesso !
Il cayo di fronte a "Chichi" si
chiama cayo Muerto, sulla sinistra c'è cayo Sal, a destra
cayo Peraza e cayo Pelòn fatto solo di sabbia. Per raggiungerli
bisogna affidarsi a una delle tante lance parcheggiate e guidate
dai pescatori locali. I prezzi esposti alla taquilla sul molo
variano da 10000 b. per cayo Muerto fino a 35000-40000 b.
per cayo Sombrero.
passiamo il pomeriggio seduti al ristorante
marisqueria "El Caney del mar".a sinistra di av.
principàl arrivando guardando il mare. Conosciamo così Wilmer
Guerrero il mesorero (cameriere) ed Enrique "queto"
martinez. Parliamo di Chichiriviche che si sta espandendo
in fretta e del Venezuela. mangiamo la pizza e restiamo a
goderci la brezza serale che sale dal mare, con cayo Muerto
davanti a noi. ceniamo con solo un'arepa e una sopa de pescado
in un ristorantino in avenida principal.
15-01-02 Cayo Sombrero in lancia !
Speriamo di scegliere bene ! E' questo il
pensiero che ho in testa, sono sempre in ansia, per il pescatore
che ci porterà a un cayo ! Incamminandoci verso il molo veniamo
a conoscere Henri che ci chiede dove andiamo. rispondo che
vorrei vedere cayo Sombrero e il passaggio ida y vuelta ci
costerà 23000 b. Va bene, accettiamo !
Ma Henri prima deve preparare la sua lancia,
agganciare il motore e caricare la gasolina a bordo. Non partiamo
dal molo principale ma più a sinistra. Alle 10.00 siamo in
viaggio e subito ci accorgiamo che non sarà un trasferimento
tranquillo. le onde sono alte e tutti e tre siamo già bagnati
! la barca di Henri è una lancia di otto metri di lunghezza
con il motore a 40 cavalli. Dopo aver lasciato cayo Muerto
e cayo Pelòn (solo un banco sabbioso), siamo puntati verso
il nostro cayo Sombrero che pare sia il più bello di tutto
il parco Morrocoy. Ormai sono bagnato fradicio e riesco a
trovare un riparo al mio zainetto con la camera fotografica.
Quando riesco a vedere cayo Sombrero il
motore si spegne !
Lo sapevo, non dovevo fidarmi del primo che
capita ! Con tutti i pescatori che c'erano al porto avrei
dovuto sceglierne uno esperto, chiedendo magari in albergo
per un consiglio ! Avrei speso di più però sarei stato sicuro
di arrivare al mio cayo.
Il motore pare inceppato, non "tira"
bene ed Henri non è contento, e non voglio raccontarvi che
cosa sto pensando !!
E ora che facciamo ? Non abbiamo la radio
e nemmeno dei remi. Inizio a credere che qualcuno ci dovrà
rimorchiare !
E a nuoto è troppo lontano ! Sto diventando
sempre più nervoso, PANICO !!
Brum brum, brum dai, dai Henri che ce
la fai ! Vuoi aiuto, devo fare qualcosa ? Ma dai che riparte,
sìì !! BRUM, SI RIPARTE !!!
Dopo diversi tentativi di messa in moto ripartiamo
e tiro un grosso sospiro di sollievo !
Siamo vicinissimi a cayo Sombrero, spettacolo
! Bellissimo, da cartolina veramente ! Un vero paradiso caraibico
!
A dire il vero sembra che oggi il tempo non
sia eccezionale, le nuvole coprono quasi interamente il cielo
ma quando il sole appare i colori si accendono regalandoci
un panorama mozzafiato !
Passiamo tutta la giornata oziando e facendo
il bagno in un'acqua chiarissima e limpida, ricca di pesciolini
vicino a riva e pezzetti di corallo sul fondo. Le solite foto
ricordo e la consapevolezza di stare in un luogo magnifico,
esattamente ciò che immaginavo per isola tropicale.
Quando arrivate a cayo Sombrero ci sono due
pontili o passerelle di legno e a sinistra c'è l'angolo migliore
dell'isola secondo me s'intende, dove ho scattato gran parte
delle fotografie di quest'isolotto. Se invece continuate attraversando
l'isola fino all'altro lato, solo 2 minuti a piedi arrivate
alla spiaggia più grande con servizi pubblici e diverse palme
dove legare la propria amaca.
Quando sono le 16.30, ora concordata per il
ritorno, Henri è puntuale che ci aspetta al pontile.
Arriviamo senza problemi questa volta a Chichiriviche
alle 17.00 e paghiamo i 23000 b. come avevamo già pattuito.
Rimaniamo anche d'accordo sulla possibile
escursione per domattina per cayo Muerto per 6000 b.
A Chichiriviche il "movimento" serale
è scarso, è martedì e non c'è gente per le strade, i turisti
sono scarsissimi, penso ci siamo solo noi !
Ceniamo in un ristorante pizzeria "Marina"
sul malecòn tutto a destra rispetto l'avenida principal. La
pizza è cotta nel forno a legna ed è buona ( anche con la
mozzarella di bufala !! ).
Alle 21.00 siamo già a letto stanchi e pieni
di sonno ed inizio ad accusare una leggera sofferenza della
mia povera pelle scottata dall'intenso sole venezuelano...
Attenzione al sole che è fortissimo e qui
non scherza per niente. Io me ne sono stato sempre all'ombra
e vi giuro, sono tornato a casa nero che sembravo un africano
!! Utilizzate la crema protettiva almeno con filtro 10 se
state sempre al sole, ma evitate lunghe esposizioni ! Altra
tattica: mettete una maglietta bianca in spiaggia quando vi
sentite scottare...
16-01-02
Sveglia alle 8.00 ! Henri ci porta a cayo
Sal ! Abbiamo cambiato idea rispetto a ieri e decidiamo di
comune accordo, anche con Henri e sempre per 6000 b., di saltare
cayo Muerto per cayo Sal che è leggermente spostato a ovest
e dista qualche centinaio di metri in più.
In 5 minuti si arriva a questo delizioso isolotto
con alte palme che dispensano la preziosissima ombra che mi
salverà la vita !
Quando scendiamo siamo solo noi e pochi altri
mentre più tardi arriverà più gente rispetto all'escursione
di ieri.
L'acqua non è bella come a cayo Sombrero però
quest'isola ha un suo fascino, mi colpisce lo stesso e l'atmosfera
è molto rilassante !
Chichiriviche è di fronte a noi e si vedono
i segni dell'urbanizzazione che avanza.
Con il passare delle ore apprezzo sempre più
cayo Sal, soprattutto dopo aver mangiato in spiaggia e sotto
le palme sul telo e ben disteso un piatto a base di pesce
: mero enpanado e contorno di insalata e "patacones"
( platano fritto= tajada. Sono una verdura il cui gusto è
molto simile alla patata ). Buono il "mero" la carne
è saporita e cotta bene. Costo 4000 b. ma ne voleva 6000 il
ragazzo che parla italiano ( ho verificato che non avevo 12000
b. ma solo 8000 e allora abbiamo capito che avremmo mangiato
lo stesso.....per cui siete voi a fare il prezzo !!).
Alle 17.30 ritorniamo a Chichi.
Dopo alcune faccende risolte via internet
( a lato dell'hotel Caribana ), mangiamo un pescado intero
( pargo ) a testa con riso e patacones ( 6900 b. ) al risorante
"El Caney del mar".
Ricordate che nei ristoranti al conto viene
addizionato il 10 % per il servizio.
Salutiamo i nostri amici del ristorante ringraziandoli
per le informazioni e la simpatia con cui ci hanno accolto.
17-01-02
Dopo aver prelevato in banca con la carta
di credito allo sportello, e questa volta sono bastati solo
5 minuti !, e pagato la camera d'albergo, saliamo su una buseta
per Valencia (2500 b.) verso le 9.30. Passando per Tucacas,
Moròn e Puerto Cabello si costeggia il mare e la strada è
fiancheggiata da bellissime palme che caratterizzano il paesaggio
fino a quando la strada devia internamente in direzione di
Valencia.
A Valencia alle 12.20 circa entriamo nel terminal
( 200 b. per accedervi ) e subito risaliamo su un'altra buseta
per Maracay (1000 b.).
A Maracay ancora prendiamo il bus colorato
( 1900 b. ) che ha come destinazione finale Puerto Colombia
( subito dopo Choroní ). Partiamo alle 13.30.
Maracay è caotica e il traffico rallenta l'uscita
del bus dalla città. Prima di salire sul bus per Maracay riusciamo
anche a controllare gli orari dei bus per Ciudad Bolívar dove
andremo tra qualche giorno; gli ultimi bus partono alle 21.15
e alle 23.30 e costano 14000 b. ).
Il viaggio che facciamo in autobus fino a
Puerto Colombia è stupendo, attraverso il parco nazionale
Henri Pittier, immersi in una vegetazione ricca e imponente,
con la strada che prima sale e poi scende fino al mare dei
caraibi.
Arriviamo alle 16.10 a Puerto Colombia e le
prime impressioni sono molto positive...
Qui ci sono turisti sia locali che internazionali;
molti hoteles e posadas.
Dopo qualche tentativo a vuoto troviamo la
nostra posada: "El Paisano". Posada "El
Paisano" , Puerto Colombia ( Aragua ) Choroní: calle
Josè Antonio Maitín N° 4- Puerto Colombia - Telefono: 9911168.
La camera doppia con bagno in comune e ventilatore
costa 12000 b. Non è il massimo ma risparmieremo ! E l'ambiente
è familiare e amichevole. Rolando, il giovane gestore si dà
un gran da fare nel cucinare nella cucina proprio davanti
a noi, nel cortile della posada. E il nonno "el Paisano",
a torso nudo, ha sempre piccoli lavoretti da terminare...
In realtà la posada ha più l'aria di una casa
che affitta le camere, entrando si passa nel cortile davanti
alla cucina dove Rolando prepara empanadas (500 b.), arepas
(1500 b.), pescados (3500 b.) e desayunos creollos ( colazioni
creole: arepitas, caraotas=fagioli neri, queso e huevos ).
La posada non è male, soprattutto perchè si
ha l'opportunità di vedere almeno un po' come si vive qui,
ma sarebbe senz'altro meglio se non ci fosse quell'odore acre
e sgradevole di pesce. Veniamo poi a sapere che l'odore deriva
dall'olio di fegato (higado) di tiburon (squalo) che il nonno
di Rolando estrae e imbottiglia qui in casa. Il nonno ci spiega
che l'olio è venduto come medicinale buono per chi soffre
di asma; vediamo tante bottiglie pronte ma non ne comprerò
neanche una: che puzza !
Maurizio intanto ha già montato la sua zanzariera
che appende sopra il suo letto matrimoniale, mentre io dormirò
sul letto singolo.
La spiaggia di Puerto Colombia si chiama Playa
Grande e ci si arriva camminando per 4-5 minuti oltrepassando
un ponticello sul fiume. Quando arriviamo a playa Grande resto
senza parole perchè lo scenario è meraviglioso !
Una spiaggia lunga e arcuata delineata da
stupende palme alte che fanno da sentinella a questa baia
protetta ai lati da due promontori. Playa Grande è lunga circa
500-600 metri ed è abbastanza larga, non affollata (ma veniamo
a sapere che nei fine settimana si riempie di gente) ed il
mare è vivo con fragorose onde che in fondo possono essere
anche pericolose.
E' proprio una visione stupenda, camminare
sulla sabbia con a un lato il mare e dall'altro le altissime
palme che danno ombra e refrigerio a chi campeggia.
La sera, dopo aver mangiato alla posada grazie
a Rolando che prepara un'empanada (fritta) con chipi chipi
(vongole o almejas) e un'arepa rellena di calamares (1500
b.) e cervezas (350 b.) andiamo un po' a spasso per il paese,
ma oltre che bar e baretti non c'è molto altro.
18-01-02
Prendere il sole e abbronzarci: questa è l'idea
di oggi e faremo di tutto per rispettarla ! Purtroppo però
la giornata inizia male, perché ci sono le nuvole e quindi
decidiamo di fare un po' di fotografie in paese, salendo anche
sul promontorio dove c'è una statua di Cristo in croce (per
salire si oltrepassa il ponticello e subito si gira a sinistra
per un sentiero a destra del fiume e poi si sale per una scalinata
in cemento). Da lassù si può vedere tutta Puerto Colombia
e le barche dei pescatori ferme nel fiume.
Visto che di sole non ce n'è, andiamo a piedi
a Choroní. La passeggiata è molto bella perchè la strada e
panoramica e si passa per borghi con una foresta davvero bella.
La strada è circondata da grossi alberi e da mazzi di canne
di bambù così grossi che vorrei fotografarli tutti ma non
riesco a farli stare nel mio obiettivo !
Choroní è molto carina e "isolata"
rispetto a Puerto Colombia, anche se ci sono alcune belle
posadas in case tipiche coloniali.
Le case hanno le finestre sporgenti chiuse
da un balconcino e sono tutte colorate di blu, rosa, giallo,
verde, celeste, viola, arancio, zafferano, ecc. I tetti di
tegole danno all'insieme l'aspetto tra il campagnolo e l'antico
ed io scatto una foto dietro l'altra.
Anche Puerto Colombia ha belle case coloniali
ma non come Choroní.
Il pomeriggio finalmente in spiaggia !
La sera invece i tambores sul Malecòn e noi
lì a comprare pulseras e collanine dai venditori ambulanti.
Ci sono anche perline di cartilagine di cazòn
(tiburòn giovane) prese dalla spina vertebrale !
L'atmosfera che si respira è piacevolissima
perchè siamo in una comunità viva e allegra, prevalentemente
di origine africana e anche noi assorbiamo per un momento
le sensazioni che si possono godere a Puerto Colombia.
19.01.02 Sole e mare, todo lleno
!!!
E' sabato e arriva la gente, tanta gente qui
a Puerto Colombia ! La spiaggia, playa grande, si riempie
quasi fino in fondo sin dal mattino ed è un via vai di persone
che vengono da Maracay e Caracas per godersi il giorno di
riposo: "el fine de semana"..
Gli ombrelloni aperti e le famiglie con i loro
grandi frigo portatili e mucho relax !
Io mi immagino come possa essere Puerto Colombia
la sera e nei giorni delle vacanze scolastiche.....
Siamo in partenza per Maracay e ci godiamo
ancora un po' di sole e di spiaggia fino al pomeriggio quando
lasceremo Puerto Colombia per Maracay dove prenderemo il bus
che di notte ci porterà fino a Ciudad Bolívar domattina.
L'ultima buseta parte alle 17.30 perchè oggi
è sabato e allora, con grande anticipo ( non si sa mai ...),
lasciamo con dispiacere la spiaggia e alla posada facciamo
una doccia ristoratrice, che ci rinfresca un po'. Il sole
è forte, ma inizio a stare bene, inizio ad abbronzarmi senza
patemi, e sento che d'ora in avanti non dovrò più stare attento.
Salutiamo Rolando e ci incamminiamo fino al
punto dove partirà l'ultima buseta. Partiamo alle 17.50 con
ritardo, ma tanto non abbiamo fretta noi !
Noi no, non ci interessa arrivare presto a
Maracay, perché trascorreremo la notte sull'autobus !
Il viaggio fino a Maracay è ancora una volta
favoloso ! Come all'andata ma adesso è buio fuori, e merengue,
salsa, vallenato impazzano a tutto volume !! Immersi nella
jungla della montagna, fra curve e tornanti, salite e discese,
i freni che stridono, odore di bruciato... ed il burrone che
è lì a pochi centimetri !
Quando sono le 19.30 siamo al terminal degli
autobus di Maracay. Scendiamo, zaino in spalla e ...e subito
arrivano gli "addetti" ai biglietti delle compagnie
nazionali e statali, addetti e impiegati che ti fanno il boleto
"al volo", senza passare dalla biglietteria. A me
puzza un po' il sistema, chi ci garantisce che i biglietti
siano regolari ? Quando il nostro di questi "addetti"
autorizzati ci vuole vendere il suo per Ciudad Bolívar ma
vede che sono perplesso, ci conduce alla biglietteria per
farci vedere che tutto è in regola, esiste veramente la compagnia
"Llanos express" e ci indica la foto del busscama
( bus letto ), e poi il prezzo è quello indicato sulla vetrina
! Ok , due biglietti por favor. Precio 14000 b. cadauno. Il
bus partirà alle 21.30. Ovviamente munitevi di maglione, cappello,
coperta e quant'altro avete perché là dentro fa freddo, molto
freddo ! Non riuscirete a dormire senza coprirvi bene, non
fate come me che ho "dimenticato" il pullover nello
zaino rimanendo con la sola t-shirt addosso mentre tentavo
di accoccolarmi tutto, stringendomi e coprendomi le nude braccia
infilandole nella maglietta !!
Aria condizionata significa benessere per i
venezuelani, significa: ho pagato l'autobus ejecutivo e allora
fatemi sentire tutto il freddo che potete, voglio ciò che
ho pagato e quindi... Quindi bisogna "morire" di
freddo, ehh sì, avete pagato tanto ? Beh, beccatevi il frigorifero
! (E questa lezione l'avevo già imparata in Messico...)
E se i vostri posti riservati sono occupati,
non c'è problema, ci si siede più dietro, vicino alla toilette
s'intende !
I sedili sono reclinabili e diventano quasi
un letto. Coperta e tappi per le orecchie e siete a posto
!
Per ulteriori
informazioni e foto sul viaggo visitate il sito di Michele
michelespiriticchio@inwind.it
- http://spazioinwind.libero.it/michelespiriticchio
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- 19 / 20 - 27 Gennaio 2002
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