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Idee per aiutare il
messico
Viaggio nella realtà
del Chiapas e ritorno con idee solidali nella valigia. Chi
scrive ha potuto recarsi nel Chiapas, uno degli stati più
poveri del Messico (governato da oltre 70 anni dal Partito
rivoluzionario istituzionale), dove si sta consumando un dramma
per il popolo Indio di cultura Maya. i contadini indios sono
diventati gli scomodi eredi di una terra che fa gola ai potentati
economici. Nel Chiapas, infatti, sono stati socperti giacimenti
di petrolio e uranio. Intanto prosegue il duro confronto degli
Zapatisti, capeggiati dal famoso "subcomandante Marcos",
con il governo centrale.
Come risolvere il complesso conflitto e portare pace ad un
popolo provato da 5 anni di guerriglia? Queste ed altre domande
se le sono poste anche Don Alfredo e Don Angelo, parroci di
Rodano, già coadiutori di Cormano e Ospitaletto, che
sono andati di recente in Chiapas insieme a Mario S. ed altri.
Scopo del viaggio, era quello di valutare assieme alla Caritas
del Chiapas la possibilità di avviare progetti di solidarietà
per gli Indios.
Qui è ancora vivo il ricordo della strage del 22 dicembre
1997 ad Acteal, dove i gruppi paramilitari trucidarono 45
indios inermi. E questa è solo la più eclatante
violenza nel Chiapas.
La Chiesa ed alcune associazioni per i diritti umani hanno
costruito nei villaggi i cosiddetti "campi per la pace",
in uno dei quali anche noi abbiamo passato due giorni. Con
la presenza di cittadini stranieri, infatti, i paramilitari
si sentono le mani meno libere nel commetere violenze. E'
nato così un movimento che ha visto migliaia di pacifisti
accorrere laggiù un po' da tutto il mondo.
Il problema più grave è diventato il fenomeno
dei "desplazados", oltre 15mila espulse dalle loro
terre, cacciate con le minacce, le armi, gli stupri e le violenze.
Interi villaggi sono stati distrutti, dati alle fiamme, e
con essi i piccoli appezzamenti di terrasui quali indios coltivavano
il caffè, unica loro forma di sostentamento. Che cosa
fare per sostenere questi nuovi diseredati?
La diocesi di San Cristobal de las Casas, retta dal Vescovo
monsignor Samuel Ruiz, si è schierata da subito a difesa
della pace e dei diritti umani. In questo senso i progetti
organizzati dalla chiesa del Chiapas sono due.
Il primo è organizzato dai padri Salesiani della "Casa
don Bosco" di San Cristobal, che ospita 250 "desplazados",
e punta all'acquisto di alcuni capi di bestiame (pecore) per
un villaggio indios in condizioni critiche. Il secondo è
sviluppato dalla Caritas locale edalla sorella di monsignor
Ruiz per l'accoglienza ed il sostegno delle ragazze madri
e vittime delle violenze.
Articolo scritto da un compagno di viaggio.
Enrico E.
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