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HONDURAS,
GUATEMALA, BELIZE, MESSICO
di
Michele Spiriticchio
michelespiriticchio@inwind.it
- http://spazioweb.inwind/michelespiriticchio
9 agosto-9 settembre 2000
9
- 19 / 20 - 28
/ 29 - 9
20-08-00
Partiamo alle 5.00, ...sì anche questo è vacanza !! Ci vengono
a svegliare in camera bussando ripetutamente a noi e alle
altre camere prenotate ! Servizio di sveglia in camera !
Dopo un'oretta di viaggio passando a raccogliere altri turisti,
arriviamo all'entrata di Tikal alle 6.00, e dopo aver pagato
il biglietto ( 50 Q )
andiamo a fare la colazione al comedor " Corazon de Jesus
"proprio davanti l'entrata.
Il tempo è strano, nebbioso, le nuvole coprono tutta la boscaglia.
A quest'ora ovviamente non ci sono molti turisti in giro.
I sentieri sono immersi nella selva e si sentono i versi di
uccelli e forse anche di scimmie. Le segnalazioni per le rovine
sono quasi assenti e non abbiamo dei riferimenti sicuri. Non
si vede niente, solo alberi altissimi, liane, piante di ogni
genere, ma di rovine neanche una traccia.
Ma ora ecco che ci appare finalmente la sagoma alta del tempio
I, la piramide. Il momento è emozionante per l'attesa e perchè
è emerso dal nulla, semi nascosto dalla nebbia fitta, ci appare
questo magnifico tempio, alto piramidale.
Nella grande plaza ora non ci sono tante persone, la sensazione
è surreale piacevolmente trasparente. Cammino sull'erba bagnata,
di fronte al tempio I si staglia, contrapposto, sfidandolo
il tempio II, più basso a cui si può accedere e salire sulla
ripida scalinata. Il tempio I non si può invece scalare, è
vietato.
Dall'alto del tempio II la vista è stupenda, è un momento
impareggiabile, sono emozionato di stare qui perchè mi sento
bene semplicemente...!
La nebbiolina gradualmente si dissolve per l'avvicinarsi dei
caldi raggi solari...L'aria è umida e fa più caldo. Sulla
plaza ci sono anche una dozzina di stele ( mi sembra..) che
rendono più sacra la spianata stessa. Fino alle 14.00 vedremo
templi e rovine, acropoli, ecc. ( Mundo perdido ).
Ciò che rende Tikal diversa dagli altri siti Maya che ho già
visto ( Palenque, Copàn, Chichen Itzà, Uxmal, Tulum, ecc.
) è che qui tutto è nascosto dalla jungla. Quando si cammina
non si ha mai l'impressione di trovarsi in una città antica,
Tikal che aveva grandissima importanza e dimensione. I templi
sono incastonati nella natura, "protetti" da Madre Natura
! Gli animali che si sentono sono gli unici abitanti rimasti.
Siamo riusciti a vedere una scimmia che si lasciava dondolare
da un albero all'altro ed anche un grosso roditore simile
a un tapiro che era intento a scovare cibo fra le foglie,
forse era un tapazcuintle ?
Tikal adesso è illuminata dal sole. I turisti la invadono
e se ne impossessano ripopolandola. Solo la sera resteranno
gli animali che finalmente godranno tutta per sè Tikal.
Dopo le fantastiche emozioni che abbiamo avuto a Tikal, una
città così "sperduta", ritorniamo in albergo con il minibus
dell'andata, che ci aspetta all'uscita.
Passiamo la serata a Flores che raggiungiamo a piedi passando
sul ponte che taglia il lago.
Dopo aver saltato da un locale all'altro, uno sulle sponde
del lago aveva una bella vista..., mentre in un altro su una
terrazza abbiamo cenato e ascoltato buena musica ( womens
voices world...), siamo stanchi e domani dovremo svegliarci
ancora presto ! Dobbiamo essere pronti per le 5.00 ora di
partenza del bus per Chetumal, Mexico !
21-08-01
Alle 5.00 siamo già ad aspettare il bus per Chetumal sotto,
all'entrata del nostro hotel.
Abbiamo acquistato il biglietto il giorno prima in un'agenzia
di Flores per 25 US $, anche se sul ticket la signora scrive
35 US $. A Tikal c'è il business. Tutti ti propongono tickets
per ogni dove a prezzi che cambiano rapidamente. In albergo
avevamo avuto la proposta per un autobus per Chetumal a 35
US $ e poi l'abbiamo trovato a 25 dollari.
Alle 6.00 siamo già fuori Flores e ci stiamo dirigendo verso
la frontiera con il Belize a Melchor de Mencos.
Arriviamo a Melchor de Mencos alle 7.30, scendiamo per le
formalità di frontiera e paghiamo la tassa di uscita alla
migraciòn guatemalteca 10 Quetzales. Poi, sempre a piedi e
con lo zaino in spalle, andiamo all'ufficio doganale belizano
di Benque Viejo, dove ci timbrano il passaporto per il transito
in Belize.
Ripartiamo con lo stesso autobus, che nel frattempo era avanzato
nel lato belizano, alle 8.15.
..le dolci note di Cesaria Evora accompagnano il mio viaggio
in Belize, attraverso campi verdi, casette coloniali inglesi
e il cielo che rimane sempre coperto....
Arriviamo alla frontiera con il Messico alle 13.00 e ripartiamo
solo alle 14.00 perchè a una coppia di italiani non viene
rilasciato il visto belizano di uscita ( 10 $ ) i quanto sprovvisti
di quello di entrata !
E' probabile che i due non abbiano controllato se a Benque
Viejo fosse stato apposto il timbro di entrata, oppure abbiano
"saltato" il controllo belizano anche se erano nel nostro
stesso bus ! Quindi, controllate sempre che vi timbrino il
passaporto altrimenti, come è successo a loro, dovrete ritornare
al posto di frontiera che avete fatto e ripetere la procedura
!! Così è stato per i due italiani, tornare indietro, con
un costoso taxi fino a Benque Viejo !!!
SIAMO IN MEXICO !!
Arrivamo a Chetumal alle 14.00 circa e come al solito siamo
stanchi morti per il lungo viaggio.
Alla stazione degli autobus non c'è un cajero automatico che
però troviamo in un vicinissimo supermercado uscendo dalla
stazione subito a sinistra ( 1 minuto ).
La stazione serve sia bus di prima che di seconda classe e
riusciamo a prendere quasi al volo l'autobus con destinazione
finale Xcalak anche se la nostra scelta e termine del viaggio
odierno sarà Mahahual. Il biglietto lo faremo in bus ( 32
pesos ).
Sono circa 131 km fino a Mahahual e la strada alla fine non
dovrebbe essere asfaltata.
L'arrivo di oggi in Messico è stato positivo, come un ritorno
a casa ci sono risultate familiari già tante cose ( per es.
il tempo che qui è più soleggiato e caldo ).
Abbiamo passato 3 frontiere solo in questa giornata e la grana
capitata alla coppia di italiani ci ha fatto riflettere.
Arriviamo a Limones che è il crucero dove svolteremo a destra
verso il mare. In realtà, il bus ferma prima a Limones saltando
il bivio per Mahahual per poi tornare sui suoi passi fino
al bivio stesso e imboccare la strada giusta. Sono le 16.05
e imbocchiamo una strada dritta e un po' stretta ma in buone
condizioni. Siamo consapevoli che il mare si avvicina sempre
più.
Siamo sulla costa finalmente ! Questo è il mar dei Caraibi
messicano ! Siamo tornati ancora una volta ! Le palme stanno
a guardare e le sfumature dell'acqua sono sensazionali.
Il paese di Mahahual è piccolo, cioè, se paese si può dire
è solo un riferimento lungo la costa con alcune case e baracche.
C'è un supermercado piccolo a mo' di spaccio alla sinistra
della strada che porta al crucero, un hotel "Mahahual" e 2
o 3 piccoli comedores.
L'autobus lascia alcuni passeggeri e inizia a scendere verso
sud lungo la costa con direzione Xcalak. Ci viene chiesto
dove vogliamo scendere ma io rispondo che non lo so !! Non
ho la più minima idea dove scendere, siamo arrivati ? Ma qual'è
il centro ? E' proprio Mahahual questo povero insediamento
?
Allora, visto che ormai Mahahual è alle spalle decidiamo di
scendere qui, quasi in spiaggia sulla strada sabbiosa e che
si stringe ancora.
L'autobus ci lascia soli rombando e alzando una nuvola di
polvere alle sue spalle....
E noi tre ci guardiamo in faccia: "ma dove diavolo siamo capitati
? Qui non c'è un bel niente !"
Appoggiati per terra sui nostri zaini, stanchi ancora una
volta e abbastanza depressi per questa "sorpresa".
Mi incammino per la stradetta un momento, alla ricerca di
qualcuno o qualcosa e un señor sui gradini di legno della
sua baracca mi informa che più avanti ci sono alcune cabañas,
le prime più economiche delle seguenti.
Con Gino arrivo alle Cabañas Coco Ha, sulla spiaggia. Sono
5 cabañas ben fatte ( 100 pesos a cabaña ) , tonde, con le
pareti di cemento e bambù, con letti matrimoniali e zanzariere.
Unica nota negativa è il mare davanti che è un po' paludoso
e basso, non proprio ideale dove fare il bagno.
Grazie al passaggio su una camionetta torniamo alle cabañas
con gli zaini. Nelle cabañas c'è un letto doppio con materasso,
zanzariera, pavimento in cemento e zanzariere lungo le aperture
in alto lungo tutta la circonferenza della capanna. C'è anche
un tavolinetto con una candela. Proprio così una candela,
che è l'unico sistema di illuminazione ! A Mahahual non c'è
ancora l'elettricità ! Ci si arrangia, proviamoci.
Beatriz, la proprietaria, è una giovane e gentile signora
che gestisce questa sistemazione "Coco Ha". Il bagno è naturalmente
in comune e per la doccia bisogna arrangiarsi con un secchio
che va riempito d'acqua tirata su da un pozzo. Come una volta
!
Ceniamo molto bene al comedor in "centro" dove si mangia alla
buona, pesce e pollo ( poste de pescado e cerveza grande 50
pesos...) Alla cameriera chiediamo informazioni sulle voci
che danno Mahahual come la nuova prossima Cancùn. C'è un progetto
di sviluppare questo posto, a dicembre arriverà la luce e
stanno costruendo un molo più a nord per le navi da crociera.
Gino appare interessato e il discorso scivola via, parlando
di soldi e di terreni, ......
...sembra che già qualche italiano abbia comprato un terreno...
Dopo cena torniamo alla base e scrocchiamo un passaggio a
una coppia di italiani che hanno la macchina a nolo.
Il dopocena davanti alle cabañas sulla spiaggia e con solo
le stelle che illuminano il cielo è da mille e una notte.
La stellata è incredibile, si vedono vie lattee e agglomerati
di puntini che scintillano lontani e tutto ciò in silenzio
solo il fruscio delle palme al vento. La barriera corallina
è a circa 250 metri dalla riva e si odono le onde più fragorose
che si infrangono lontane in quel punto.
La notte nella cabaña è un po' tormentata per il caldo è i
mosquitos ( io sono solo in una capanna, mentre Gino e Janko
sono in un'altra capanna; non ci sono capanne libere per tre
persone), ma alla fine dormo bene, sicuramente aiutato dall'avventura
a Chachaguate.
Alle 5.30, per la terza volta consecutiva sveglia all'alba,
Gino e Giancarlo si svegliano, ed io anche, perchè oggi ci
separeremo !
Ho deciso che li raggiungerò domani a Isla Mujeres, voglio
riposarmi un'intera giornata qui, nel dolce far niente di
Mahahual. Non ci sono turisti, solo 4 spagnoli che alloggiano
qui nelle cabañas, e perfino i messicani sono pochi.
L'autobus per Limones che doveva passare sulla strada alle
6.30 arriva solo alle 7.05. Gino e Giancarlo non hanno dormito
quasi niente e questa è la terza mattina consecutiva che si
svegliano prestissimo.
La señora Beatriz ci dice che l'autobus non arriva mai "ante
la seis y media" anzi può arrivare anche despuès ! Io rido
quando Beatriz si stupisce nel vedere Gino e Giancarlo svegli
e pronti di tutto punto per partire, o meglio, "scappare",
alle 5.30 e con l'autobus che passerà proprio a un metro dai
nostri letti !!
Quando arriva il bus i mosquitos ormai si sono divorati gran
parte delle braccia e delle gambe di Gino e Giancarlo che
saluto e che mi aspettereanno domani a Isla Mujeres.
Qui a Mahahual non c'è molto da fare. Ci sono ottime proposte
per oziare davanti al mare ma anche per le immersioni nei
dintorni o al Banco Chinchorro. Questo banco ha una serie
di isolette fra cui Cayo Grande al centro che è abitato e
ha cabañas. La barriera corallina circonda tutto il banco
e sui fondali dovrebbero esserci relitti di navi nuove e forse
anche di un galeone.
Passo la mattina in spiaggia a cuocermi al sole che è forte
ma il vento mi aiuta a resistere anche se inizia a farmi male
la testa.
Nelle "cabañas Coco-ha" ci sono altri 4 giovani, tre ragazze
e un ragazzo tutti spagnoli ( di Barcelona e una ragazza di
Pamplona ). Parlo per un po' con Rubén, di Barcelona, che
mi spiega perchè è qui a Mahahual. Decidiamo anche di fare
un po' di snorkeling, anche se io posseggo solo un paio di
occhialini. Rubén prende in noleggio (20 pesos) da Beatriz
pinne e maschera e partiamo.
Bisogna fare attenzione a nuotare vicino a certi coralli taglienti
quando l'acqua è bassa bassa.
Non sono allenato e ho poca resistenza e quando sono in alto
mare, vicino al molo, decido che è il momento di uscire prima
che mi stanchi e non riesca più ad andare avanti; ho bisogno
di essere aiutato e chiamo Rubén che nel frattempo è impegnato
con lo snorkeling. Poi, mentre Rubén capisce la mia angoscia
e intenzione vedo una lancia avvicinarsi a me, chiamo subito
aiuto e mi faccio portare vicino al molo dove riesco finalmente
a uscire sano e salvo, stanco e un poco impaurito.
Il pomeriggio è stato molto bello perché ho fatto amicizia
con il gruppo spagnolo: Rubén, Ana, Mara e Yaizba ?
Sono tutti simpatici e per i gusti nel viaggiare simili a
me. A loro gusta mucho viajar !
Abbiamo mangiato anche coco y piña sulla spiaggia e abbiamo
parlato tranquillamente dei nostri programmi e dei posti che
abbiamo visitato.
Alle 18.30 circa arriva il solito bus da Chetumal e ricompaiono
qui da Beatriz i due italiani che erano stati "rispediti"
indietro alle frontiere con il Belize. Nadia e Walter, di
Torino, simpatici e viaggiatori incalliti, non si sono tirati
indietro nell'accettare la sistemazione da Beatriz.
Ormai il gruppo è ben definito e tutti e sette andiamo assieme
a mangiare. Io consiglio loro di provare la caracol che ho
mangiato proprio a mezzogiorno. Marta sicuramente la proverà
e alla fine l'assaggeranno un po' tutti. Quando torniamo verso
le 22 alla coco-Ha, rimaniamo ancora a parlare assieme nella
cabaña degli spagnoli. C'è tutto, anche la musica che suona
"Uncle Tupelo"....
In spiaggia è magnifico, le palme che coprono il cielo illuminato
da così tante stelle, il mare sembra parli in continuazione
con noi e l'aria che ci accarezza delicatamente. Sull'amaca
si sta così bene che il tempo pare si fermi.
Non capisco tante cose, forse è stato solo un sogno, ho visto
i miei amici stare bene e ciò mi basta.
Sono stato bene in loro compagnia in un luogo che non dimenticherò
mai. Adesso sono così felice che rimpiango di essere partito
presto da Mahahual. Ho lasciato i miei amici mentre dormivano
e ho preso il bus delle 7.00.
23-08-01
In direzione Limones ( 25 pesos ) dove cambierò autobus (
di seconda classe ) per proseguire fino a Cancùn ( 89 pesos
, fermerà a Felipe Carrillo Puerto, Tulum, Playa del Carmen
) dove in traghetto raggiungerò Isla Mujeres
Ripenso a ieri sera, non mi scorderò mai di ieri sera !! Ho
finalmente visto tutta la bellezza del mare, della spiaggia,
della brezza marina e ora non mi dò pace.
Vado alla ricerca di questi posti. E li troverò !
A Cancùn, di fronte al teminal degli autobus, prendo un bus
pubblico (3 pesos) che va a Puerto Juarez dove ci sono i Ferry
Boats per Isla Mujeres ( Express a 35 pesos ).
Arrivo a Isla verso le 16.00 e mi dirigo all'hotel Las Palmas
che conosco già perchè ci sono stato nel 1999; so che Gino
e Giancarlo mi aspettano là. La camera dei miei due amici
è sufficiente per tutti e tre, ha due letti matrimoniali,
il bagno ma la notte fa un caldo torrido !
Vado in spiaggia e conosco altri amici di Gino e Giancarlo
con cui andranno alla vicina Isla Contoy domattina. L'escursione
costa 150 pesos e comprende anche il pesce pescato.
24-08-00
Oggi è giorno di abbronzatura, spiaggia e mare, relax totale.
La spiaggia principale di isla Mujeres è a due passi dal nostro
albergo e alle 10.00 sono già steso sulla bianca sabbia (
fatta di minuscoli coralli ).
Le prime impressioni di Isla Mujeres sono meno belle rispetto
all'anno scorso. L'isola si sta "attrezzando" sempre di più
per ricevere ancora più turisti e visitatori tutto l'anno,
sono aumentati i negozi e i ristoranti e quindi si sta perdendo
la vera identità di questo luogo. Ho l'impressione che "isla"
si stia imbruttendo sacrificando il suo fascino particolare
che aveva la sera quando rimanevano aperti solo pochi locali
e dopo che la folla turistica proveniente da Cancùn fosse
tornata sulla costa.
Dopo una bella giornata al mare, e che mare !!, decido che
domattina partirò !!! Voglio tornare sulla costa messicana
del Pacifico, per vedere Mazunte o Zipolite e ancora Puerto
Escondido.
Purtroppo devo lasciare i miei compagni di viaggio che partono
per l'Italia tra una settimana mentre io dispongo ancora di
due settimane.
25-08-00
Parto alle 6.30 da "isla" con un traghetto, mentre a Cancùn
salgo su un bus di prima classe per Mérida ( 130 pesos ) al
terminal degli autobus.
Mérida la conosco già, lascio lo zaino al terminal nel deposito
bagagli e inizio a passare un po' di tempo gironzolando per
la plaza major e dintorni in attesa di ripartire, questa volta
con destinazione San Cristobal de Las Casas; l'autobus parte
alle 19.15 ( 270 pesos ).
Non amo particolarmente Mérida, carino il centro e alcune
vie vicine, ma tutto sommato non mi appassiona. E mi chiedo
anche perchè Campeche venga "saltata" sempre a favore di Mérida.....
Alle 19.15 parto per San Cristobal, passerò la notte in viaggio
e inizio già a pensare che sto facendo proprio un bel salto,
dallo Yucatan fino alla costa del pacifico in 48 ore !
26-08-00
Al terminal degli autobus di San Cristobal, appena arrivato
acquisto il biglietto per Pochutla delle 18.15 ( 230 pesos
).
Pochutla è il paese da cui partono altri autobus per la costa,
come Mazunte, Puerto Angel, Zipolite, Puerto Escondido, ecc.
Qui a San Cristobal cerco comunque una sistemazione veloce,
dove posso riposarmi almeno un po' e recuperare dalla stanchezza
accumulata dopo l'ultima nottata in autobus: immaginate come
posso aver dormito....
Non voglio spendere molto, mi accontento di qualcosa di semplice,
anche di un letto e basta !
Leggendo la guida che ho mi incammino fino a calle Panaguia,
subito dopo la Posada Jovel ( dove sono stato gli anni scorsi
) e mi sistemo alla "Posadita". La camera costa 50 pesos,
è un po' chiusa ma i due letti sono più che sufficienti e
c'è anche il bagno con la doccia.
Dormo fino alle 12.00, una doccia e poi inizio a passeggiare
per le stradine tranquille di San Cristobal. Vado verso il
mercatino a nord dello zocalo e poi a sud lungo le calles
più belle.
Sono stanco, non vedo l'ora di arrivare al mare e poter riposare
come si deve....
27-08-00
Arrivo a Pochutla alle 8.00 circa e con un ragazzo francese
e una ragazza austriaca aspetto un colectivo per Mazunte (5
pesos). Il colectivo è in realtà un pick-up con panche di
legno e la cerata anti-pioggia. Il percorso lungo la C200
dura circa 40 minuti e a San Antonio si svolta a sinistra
scendendo verso il mare.
Vedo solo palme e qualche casa qua e là ma praticamente non
c'è nulla, solo sentieri e una strada asfaltata parallela
alla spiaggia. Voglio anche raccontare che tra i passeggeri
sul colectivo c'erano anche dei contadini messicani con cappello
e machete bene in vista !!
Arriviamo a Mazunte, una strada asfaltata e un sentiero sterrato
che porta alla spiaggia. Ci si arriva presto e quando il mare
è lì davanti a me, la vista sulla baia è sensazionale; mi
godo questo momento anche se sono stanchissimo e il panorama
mi libera di ogni peso !
Le ondi forti tuonano continuamente, sulle colline ai lati
sbucano alcune cabañas nuove e altre ancora in costruzione.
La sensazione è di un luogo molto selvaggio !
Io e i miei due amici scegliamo di fermarci in una "posada"
che può concederci amache e un tetto, ma niente di più; il
bagno è veramente spartano. Si pagano 30 pesos per l'amaca
ma per lo zaino non ci sono sicurezze. Questa sistemazione
si trova a destra arrivando in spiaggia, sulla collina proprio
di fronte al mare. Ho l'impressione di dormire in un cantiere
!
Ci sono anche dei baschi che hanno issato la loro bandiera.
La vista da quassù è splendida, si vede la spiaggia di Mazuente
che si ingrandisce sempre più a sud e alcuni faraglioni si
alzano al largo.
Qui a Mazunte faccio conoscenza con due italiani di Milano,
Marco e Marta, con cui passo dei bei momenti in spiaggia.
Grazie a loro risolvo il problema di "insicurezza" che avevo
per lo zaino. Deposito lo zaino nella loro capanna e così
stanotte dormirò più tranquillo. Marcoe Marta alloggiano in
una capanna (100 pesos) di Guido, un italiano di Brescia che
vive qua con la moglie messicana.
Guido mi tiene in deposito i soldi e il passaporto e mi suggerisce
di fare attenzione qui a Mazunte. Si sono verificati già furti
nelle cabañas !
A cena mangio con Marco e Marta al bar-comedor sulla spiaggia,
pulpo all'ajillo (50 p.) molto buono e piccante.
La notte passa ed io sono steso sull'amaca; inizialmente i
moschini mi tengono sveglio per un bel po', non sono preparato
per dormire all'aperto e non ho nemmeno una coperta, verso
mattino mi addormento un po' ma che fatica !! Quando sono
le 8.00 mi sveglio ancora stanco e addormentato....
28-08-00
Oggi lascerò Mazunte, voglio andare a Puerto Escondido.
Dopo la mattina passata con Marco e Marta in spiaggia, attenzione
alle onde che sono un po' alte...., parto con un colectivo
( 3 pesos) alle 15.40 circa che mi conduce al crucero di S.
Antonio. Da lì prendo una pasajera (bus pubblico) (10 pesos)
che va a Puerto Escondido. Il viaggio dura circa un'ora e
un quarto anche se i chilometri che separano Mazunte e Puerto
Escondido non sono più di trenta.
Alle 17.00 sono a Puerto Escondido per la terza volta in tre
anni. Scelgo di sistemarmi alle cabañas Aldea Marinero, sulla
stradina sterrata che porta a playa Marinero, subito dopo
l'hotel Flor de Maria.
Le cabañas sono abbastanza ben tenute e la mia ( 40 pesos
trattabili...) (n° 9) ha due letti di cui uno grande, che
poggiano su una base di cemento; ci sono le zanzariere e la
luce. Però per chiudere la porta di legno c'è solo un lucchetto
che non chiude con sicurezza; gli anelli di chiusura non corrispondono
e sono costretto a usare il lucchetto in modo diverso, agganciandolo
a un anello e a una legatura rigida di plastica !
In spiaggia è tutto come al solito con le stesse persone che
affittano le tavolette da surf.
La famiglia che affitta le tavole è lì da tanto e conosco
Max, Carlito e Teresa.
Vado a mangiare qualcosa per cena sull'andador turistico da
"Alicia", pescado a la mexicana con riso e patatine, pane
8 25 p. ) e una dos equis ( 9 p. ).
Passo bene la notte in cabaña e il sonno non tarda ad arrivare.
Gioco un po' coi pensieri e i rumori che si sentono fuori.
Sono protetto dalla zanzariera felice di essere tornato a
Puerto.
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