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HONDURAS,
GUATEMALA, BELIZE, MESSICO
di
Michele Spiriticchio
michelespiriticchio@inwind.it
- http://spazioweb.inwind/michelespiriticchio
9 agosto-9 settembre 2000
9 - 19 / 20
- 28 / 29 - 9
Un mese in Guatemala, Honduras e Messico.
Un bellissimo viaggio centroamericano !
Che non scorderò mai, perché ho visto la libertà.
Ho finalmente respirato la libertà. Ho camminato in libertà
!
09-08-00
Senza bagagli, arrabbiato, stanco e depresso e con un giorno
di ritardo per aver perso le coincidenze aeree e una notte
a Houston, siamo a Ciudad de Guatemala !! Alloggiamo all'Hotel
"Spring" avenida 8, 186 Q per 3 persone (circa 50000 lire).
La camera è grande con 3 letti, tv, un armadio, tavolo e bagno
con doccia. Tutto sommato vale la spesa...e la tv funziona
! C'è anche un bel patio con giardino e la nostra camera,
la n° 7, dà proprio sul cortile interno. Non so se piangere
o ridere, Janko non mi sembra particolarmente abbattuto, ma
io penso in continuazione al mio povero zaino, dove sarà e
come farò senza i miei vestiti, il mio walkman con le casse
portatili, i miei sandali e i costumi, i vestiti !
Guatemala city è la capitale; è molto caotica, trafficata
e ci sono tantissime bancarelle lungo le strade del centro,
sembra un enorme bazar. La città si divide in zone che sono
reticolate da avenidas e calles. Non siamo molto tranquilli
perchè i bagagli non ci sono ancora ! Soprattutto io non riesco
a dimenticarmene e non entro ancora completamente nello spirito
della vacanza...eppure sono in Guatemala !! Decidiamo però
di non rimanere fermi a Città del Guatemala e approfittare
dell'attesa di altri aerei e spendere il tempo per vedere
anche Antigua.
Nel pomeriggio partiamo per Antigua Guatemala, anche se non
abbiamo ancora i nostri bagagli, chissà dove sono ! Dalla
zona 1 di Ciudad de Guatemala partono ogni mezz'ora autobus
per Antigua. Il viaggio dura circa 1 ora ed è fatto lungo
una strada molto tortuosa con saliscendi continui. Gli autobus
sono vecchi scuolabus coloratissimi per le incredibili decorazioni
sparse lungo le fiancate..e non solo. Le immagini di Gesù
sono ovunque, come anche statuine di Madonne e di santi in
preghiera...! Speriamo bene ! Il biglietto è di 4,5 quetzales
(1 Q= 270 lire it.).
La cittadina di Antigua è deliziosa, anche se oggi è coperto
e piove a tratti. Assomiglia molto a San Cristobal de Las
Casas in Chiapas; ma San Cristobàl è più grande e più turistica...
Si vedono molti turisti però e a noi dispiace dover ripartire
nello stesso giorno per Guatemala city per aspettare i bagagli
all'aeroporto. Sarebbe stato bello rimanere almeno una notte
qui e conoscere meglio questa città. Le strade sono vecchie
come anche le case colorate coloniali spagnole. Belli i cortili
(patii) di alcune case ristrutturate che in certi casi sono
piccoli alberghi e "posadas". ma come sarebbe stato fantastico
aver dormito in questi posti !! La prossima volta !
10-08-00
Abbiamo gli zaini !! sono arrivati oggi dopo una deviazione
a Mosca !! Per fortuna adesso possiamo iniziare finalmente
il nostro viaggio tranquilli !
Partiamo subito per Chiquimula con un autobus della "Rutas
Orientales", 19 calle e 8 avenida. L'autobus parte alle 14.00
(25 Q). La strada è un su e giù continuo e il panorama è verde-grigio,
piove sempre e le nuvole sono basse fra le colline. Sull'autobus
salgono anche venditori ambulanti che propongono medicamenti
e unguenti "magici" capaci di guarire così tanti mali ! La
musica è onnipresente, ranchera, salsa e marimba...
Il bus arranca lento anche se comunque stiamo bene ! Tutto
sommato è un bel viaggiare !
A Chiquimula, verso le 17.20 scendendo riusciamo al pelo a
prendere il bus che è l'ultimo della giornata per Jocotàn.
Scegliamo di fermarci a Jocotàn e non a El Florido, perchè
vista l'ora tarda, a El Florido non troveremmo molte possibilità
di alloggio (almeno così scrive la mia guida "Footprint books").
Il bus della "Vilma" per Jocotàn (costa 15 Q) va in direzione
Esquipulas mentre a vado Hondo, svolta a sinistra verso la
frontera con l'Honduras. La strada è pessima e più piccola
di prima. Il panorama è sempre il solito, verdissimo e grigio
e ...piove sempre accidenti. Si vedono anche isolate casette
povere lungo le colline, poche le macchine che incrociamo.
A Jocotàn andiamo all'Hotel "Ramirez" che è molto spartano
con un cortile all'aperto su cui si affacciano le abitazioni.
Noi prendiamo alla fine 2 camere, una con 2 letti e bagno
privato (50 Q) e un'altra con solo il letto (15 Q !!) dove
dormo io. C'è anche il ristorante. Di fronte al nostro albergo
ci sediamo a un piccolo bar casalingo dove per 19 Q ci danno
da bere e tortillas ripiene.
11-08-00
Lasciamo Jocotàn in Guatemala alle 6.38 quando partiamo con
un bus malridotto della "Vilma" ( costo 4 quetzales) con le
panche di legno rivestite. Il bus è semivuoto, ci sono altri
ragazzi stranieri con noi (spagnoli). Piove sempre e l'atmosfera
è tipicamente tropicale ...In giro per il paese di buon mattino
alcune persone preparano il mercado lungo le strade fradicie
e sporche. In autobus l'immagine di Gesù è ben fissa davanti
al conducente e ci rassicura !
Gli zaini li portiamo con noi su direttamente vicino ai nostri
posti, meglio così ! Siamo curiosi della frontiera a El Florido
con l'Honduras...Ci saranno formalità complicate ? In mattinata
dovremo essere a Copàn !
Non fa molto caldo ma comunque si sta bene.Si vendono banane
alle bancarelle del paese, verdura e tortillas...
Gino "il fotografo ispirato" scatta in continuazione foto
del tutto inutili !? (vedi...).
Finalmente il bus parte alle 6.55. Il paesaggio è collinare,
verdissimo e molto dolce, piacevolmente immerso nelle basse
nuvole umide.
Arriviamo a El Florido alle 8.30, a piedi ci dirigiamo al
vicino posto di frontiera dove c'è l'ufficio immigrazione
Guatemalteco. Lì sbrighiamo tutto velocemente pagando una
tassa di 10 Q per l'uscita dal paese, mentre subito dopo all'ufficio
immigrazione hondureña accanto, compiliamo la cedola del visto
turistico "normale" (si intende quello valevole 1 mese e non
quello "breve" di 3 giorni per vedere solo Copàn) per l'entrata
in Honduras con una tassa di 10 Lempiras (1 L= 140 lire it.).
Tutto si è rivelato semplice e veloce, anche perchè pochi
erano i turisti che passavano quel giorno.
Finite le pratiche doganali dobbiamo dirigerci a Copàn Ruinas
che dista circa 15 km. Con dei pick-up che aspettano alla
frontiera e per 20 Q a testa (caro, ma essendo stanchi lasciamo
perdere) veniamo portati con altri Hondureños a Copàn lungo
una strada tutto salite e discese non asfaltata e con tratti
infangati. In un punto il nostro pick-up si blocca per una
ruota completamente nel fango, ma usciamo presto per fortuna
! Siamo almeno in 15 stipati sul cassonetto del furgone assieme
a contadini e braccianti della zona. Gli zaini si sporcano
col fango portato dai passeggeri che continuamente vengono
caricati.
Arriviamo a Copàn ruinas verso le 9.45 dopo aver lasciato
la frontiera con il Guatemala a El Florido. Le prime impressioni
del paesino sono buone visto che le dimensioni del paese sono
molto piccole e c'è molta quiete. Le strade sono ciottolate
e si vedono contadini a cavallo per le piccole stradine. E'
un paese proprio carino, tipicamente campesiño !
Scegliamo di alloggiare all'Hotel "Paty" in una camera al
primo piano buona ma non entusiasmante, con 3 letti e bagno
privato (250 L). Il vantaggio di questo hotel è la posizione
in paese, vicino alla fermata degli autobus per San Pedro
Sula e all'inizio della strada che conduce alle rovine. A
piedi ci vogliono solo 10 minuti per il km che ci separa dal
sito archeologico.
L'entrata alle rovine costa 10 dollari USD (150 L). Non c'è
molta gente a quest'ora (10.15) nel sito, ma via via le persone
aumentano.
Inizialmente si passa nella plaza major dove sono disposte
le magnifiche e famose stele. Quest'ultime sono lapidi alte
circa 3 metri riccamente scolpite e intarsiate con motivi
sia ornamentali che di tipo storico, con scritture geroglifiche.
Rappresentano figure d'alto rango con le insegne del loro
status. Quasi tutte sono disposte nella grande plaza e gran
parte di esse raccontano le imprese di Coniglio 18.Vi sono
figure umane (re Coniglio 18 e Yax-Pac), animali ecc.Vi sono
anche riprodotte date di nascite, matrimoni e morti. L'ultima
data incisa dagli scalpellini sulla scalinata dei geroglifici,
che sono 1250, è il 10 febbraio 822, anno in cui Copàn fu
abbandonata.
A sud si accede al campo della pelota, il secondo per estensione
di tutta la mesoamerica. Vicino ecco la piramide conosciuta
come struttura 26 o scalinata dei geroglifici 8coperta per
protezione da un enorme telone) con 63 gradini e migliaia
di glifi. Questi non sono stati ancora tradotti. Collegata
con la scalinata dei geroglifici c'è l'area dell'acropoli
dove si eleva il Tempio delle Iscrizioni con molti geroglifici
lungo le pareti.
La sera mangiamo da "Carnitas Nia-Lola" per 120 Lempiras(3
cervezas y un asado de carne). Bueno !
Domani partiremo per S.Pedro Sula alle 6.00.
12-08-00
Prendiamo il bus delle 6.00 diretto per San Pedro Sula "Gama
Express", che parte proprio all'angolo di fronte al nostro
hotel ! Ci svegliamo alle 5.30 e siamo già a bordo. Oggi il
tempo è manco a dirlo ancora più brutto di ieri. Il bus è
semivuoto. Il biglietto costa 60 L.
Lungo il percorsoci fermiamo a La Florida e a La Entrada dove
salgono altri passeggeri.
Il paesaggio è dominato dal verde intenso, banani, palme,
colline immerse nelle basse nuvole umide, la strada è in buono
stato (asfaltata). Spesso lungo i bordi ci sono case basse,
molte con cortili e giardini. Il tempo non cambia e l'aria
è pesante e umida. Si vedono anche mucche al pascolo, galline
e cani quando passiamo attraverso gruppi di case. Gli uomini
quasi sempre col cappello a falde larghe e jeans. Qui la gente
sembra ospitale e allegra nonostante la loro condizione. Le
donne sono molto belle.
Arriviamo a S.Pedro Sula verso le 9.10 e ci dirigiamo a piedi
al terminal degli autobus della "Catisa" e "Tupsa" dove ci
sono i bus per La Ceiba.
Passiamo per strade di mercato molto affollate, dove bisogna
fare attenzione. Dicono che San Pedro Sula sia una città "pericolosa",
gli scippi sono frequenti...
Acquistiamo i biglietti per La Ceiba a 46,5 L, l'autobus parte
alle 9.30.
La strada per La Ceiba è tenuta bene e la vegetazione si arricchisce
avvicinandoci al mare. Incredibili palme giganti occupano
ampiamente il panorama e si avverte la vicinanza del mare.
Per fortuna il tempo migliora ed esce finalmente il sole !
Arriviamo alle 13.00 al terminal di La Ceiba. Alcuni turisti
vanno al porto in taxi per prendere il traghetto per Utila,
ma noi decidiamo di dormire qui a La Ceiba per ripartire domattina
direzione Cayo Cochinos.
Scegliamo di pernottare al "Rotterdam Beach Hotel" in una
camera con 3 letti, ventilatore e bagno privato (costo 170
L). Vicino a questo hotel c'è la spiaggia che è una vera delusione.
Si vedono palme abbattute e detriti ovunque. L'acqua è sporca
e vorticosi mulinelli alzano di continuo la sabbia e le alghe.
Giriamo per il paese e mi entusiasmo a vedere vecchie case
coloniali inglesi con il piano rialzato.
Mangiamo da "Pizza Hut", purtroppo (l'aria condizionata mi
da brividi "polari") poi decidiamo di andare a letto presto
perchè domani vogliamo andare a Cayo Cochinos, e poi Gianko
ha un forte raffreddore !... sarà forse l'aria condizionata
di Pizza Hut ?
13-08-00
Alle 7.00 decidiamo di prendere un taxi (320 L) che ci porterà
fino al villaggio di Nuevo Armenia, a est di La Ceiba. Da
lì prenderemo una lancha per cayo Cochinos.
Dopo circa un'ora di strada arriviamo al pittoresco pueblo
garìfuna di Nuevo Armenia dopo un ultimo tratto di strada
sterrata che devia dalla strada principale costiera.
Il pueblo dà su una piccola laguna che la separa dal mare.
Con alcuni pescatori garìfuna ci accordiamo per il passaggio
in lancha fino a Chachaguate, un cayo piccolo a sud di cayo
Cochino pequeño. Per la non modica cifra di 200 L a testa
(600 in totale)veniamo trasportati fino a Chachaguate. Il
viaggio dura circa un'ora e le onde sono a volte alte e veniamo
spesso sbattuti sbalzati dal posto. Per certi versi mi accorgo
della pericolosità del viaggio e di questo momento alquanto
insolito, in un posto così distante da casa, su una piccola
barca a motore in oceano aperto e con tutti i nostri averi
con noi !
In lontananza si iniziano a scorgere isolotti e cayos molto
piccoli, con palme che spuntano su tutti. I Cayos più grandi
sono Cayo Cochinos grande e Pequeño. Il mare è blu scurissimo.
Si vedono isolotti paradisiaci, sabbia, mare e palme, tantissime
palme verdi.
Il mare è trasparente e il paesaggio è da cartolina,
Scendiamo finalmente a Chachaguate primero, dove si ssono
insediati pescatori con le relative famiglie che vivono in
bungalows di legno.
Prima di andare decidiamo col pescatore proprietario della
lancha anche per il ritorno per domani mattina. Sulla spiaggia
veniamo ricevuti da una signora garìfuna (mama Mita)che ci
porta a casa sua, un bungalow con cucina (un fornelletto a
gas e alcune pentole) e 3 letti, pareti di bambù, un tetto
alto e nient'altro. Per terra sentiamo solo la sabbia. Dalle
finestrelle vediamo le due sponde dell'isolotto che a piedi
si potrebbe esplorare in meno di 5 minuti !! L'isola è formata
solo di cabañas, una dozzina circa; c'è uno spaccio per le
bibite, barche di pescatori a motore e cayucos di legno sul
bagnasciuga. Una volta lasciati gli zaini in capanna andiamo
con un pescatore ( 150 L) a vedere altri cayos e in particolare
una spiaggia dove c'è anche un resort. Sfortunatamente mi
cadrà in acqua la macchina fotografica ! E' proprio sfortuna,
una vera sciagura. Non potrò continuare a documentare tutto
con altre foto, ma la cosa peggiore è il valore della mia
Nikon !
Anche asciutta non funziona. E' in totale black out accidenti
! Speriamo si possa riparare una volta a casa.
Continuerò a documentare tutto lo stesso con i miei appunti
e grazie a Gino che farà foto anche per me !
Tornati a Chachaguate pranziamo con pescado fritto, riso,
banane fritte e salsa di pomodoro.
Il pomeriggio si svolge all'insegna dell'ozio più assoluto
anche perchè non c'è assolutamente niente da fare. Sotto questo
sole non rimane che starsene quieti all'ombra a ossservare
il mare e sperare nella brezza marina. Non esiste nessun motivo
muoverci. stiamo solo fermi sulla spiaggia e ad osservare
il gruppo di pescatori che giocano animatamente a carte. Di
tanto in tanto tra le parole spagnole intercalano qualche
espressione nella loro lingua creola/garìfuna. i bambini sono
così belli e svegli già in tenera età, i pescatori riposano
e alcuni guardano la tv da una televisione in bianco e nero
che non si sa da dove spunti fuori (credo sia alimentata da
un generatore).
Aspettiamo solo che passi il tempo e che venga sera, dove
non ci rimarrà che il rumore del mare e le stelle !! Spettacolo
assicurato !
Nel 1998 l'uragano Mitch sfiorò cayos cochinos e la señora
Mita ci dice che Chachaguate fu coperta completamente dall'acqua
e dalle onde per 3 giorni consecutivamente. La sabbia rimase
quando l'acqua se ne andava e solo 3 capanne furono buttate
giù. Furono fortunati !
Le sensazioni qui sono indimenticabili e mi attende ancora
la notte !
Più tardi mama Mita ci prepara la cena con fagioli, tortillas,
uova e caracol. Il piatto è delizioso, tipico garìfuna. La
carne di caracol (o conchiglia) è molto delicata, assomiglia
al polipo per consistenza, ma a me piace ancora di più !
Poi non c'è nient'altro che aspettare la notte e che la luce
via via scappi. Solo candele e una piccola lampadina che tiene
ancora vive le speranze dei pescatori nel loro gioco delle
carte che imperterrito continua ancora a lungo !
Non abbiamo alternative ad andare a letto e sono solo le 19.30
!!! C'è solo la luna, le stelle, il mare che da un lato e
dall'altro dell'isola si fa sentire con le sue onde forti
e rumorose.
E' difficile addormentarsi, anche perchè fa freddo ! Sì, non
riesco ad addormentarmi, forse non sono stanco ma è l'aria
nella capanna che non ci dà tregua. Sono costretto a coprire
in qualche modo la parete di bambù che ho di fianco per ridurre
almeno un po' gli spifferi d'aria all'interno del bungalow.
Tutti e tre siamo svegli, il tempo non passa mai e anche le
galline non stanno ferme fuori della cabaña !
Il cielo sembra diverso qui; le stelle così vicine sembrano
dormire e accompagnarci in questa notte "singolare", non ci
crederò mai, di aver passato un giorno e una notte come questa
!!
14.08.00
Presto, verso le 7.00 siamo ancora svegli e prepariamo le
ultime cose degli zaini. Non abbiamo capito bene dove siamo
stati, evidentemente vivere su un'isola solitaria in mezzo
all'oceano non è così facile ! Siamo determinati a un ritorno
veloce, ancora prima dell'ora concordata il giorno prima.
Il pescatore con la lancia che ci aveva portato qui è già
arrivato e gli spieghiamo di voler ripartire in anticipo.
Sono le 8.30 e carichiamo la lancia. Salutiamo mama Mita,
dopo aver pagato per la sistemazione e i pasti 150 lempiras
a testa...mica male !
Non riesco a capire quei momenti, sono frastornato, non mi
sono lavato come ogni mattina, non sento ciò che ho vissuto,
ma senz'altro è stato fantastico !!!
Arriviamo a Nuevo Armenia verso le 10.15 e ci incamminiamo
in mezzo al paese alla ricerca di un mezzo che ci riporti
a La Ceiba. Abbiamo deciso di andare a Tela e quindi dobbiamo
prima ritornare a La Ceiba. Dopo aver chiesto per un autobus
che tarderà, saliamo su un pick-up che per 10 L ci porta a
Jutiapa; da qui, con un altro pick-up che fermiamo sulla strada
(10 L), partiamo per La Ceiba. In Honduras è molto usato il
sistema di autostop, soprattutto venire caricati su furgoncini
o pick-up privati che per qualche spicciolo ti danno passaggi
in certi casi insperati.
Arriviamo a La Ceiba, senza aspettare neanche un minuto alla
stazione degli autobus saliamo su un vecchio scuola bus americano
giallo che va a Tela. Io riesco a trovare un posticino per
me e per lo zaino che tengo fra le gambe, non ci sono più
posti e per i bagagli, beh...ti devi arrangiare in qualche
maniera ! Gino è allo stremo, siamo tutti e tre stanchi morti,
non abbiamo dormito un granchè e siamo sporchi luridi.
Tanto per complicare le cose capiamo che l'autobus non ci
porterà a Tela ma saremo costretti a scendere più avanti,
dove c'è una manifestazione che blocca la strada lungo un
ponte. C'è uno sciopero dei produttori di olio di palma. Tutto
si svolge sotto il sole che non ci dà tregua, e non mangiamo
dalla sera prima a Chachahuate. Dall'altro lato del ponte
ci aspetta un altro autobus, sempre uno scuola bus americano
anch'esso strapieno ma con almeno il portabagagli all'interno
! E il resto del viaggio si svolge con la musica a tutto volume,
gli altoparlanti proprio dietro le nostre teste la stanchezza
che piano piano ci avvolge e allenta tutte le tensioni. I
passeggeri hondureñi sorridono e canticchiano, mentre a una
curva i limoni in un sacchetto sul porta oggetti si rovesciano
fra le risate dei bambini !
Quando arrivamo a Tela ci dirigiamo a piedi verso un hotel
che sarà lo Sherwood, sulla spiaggia, alla calle 11. Ha un
bell'atrio e il bar a terrazza dritto sulla ampia spiaggia.
la camera è bella e costa 450 L (150 a persona). Siamo stanchi
morti, la nottata a Chachahuate è stata una mazzata che non
potevamo immaginare ! La doccia è tutto ciò che desideriamo
ora !!
15.08.00
ore 7.45 di mattina, puntuali siamo all'agenzia "Garifuna
Tours" per l'escursione in lancia a Punta Sal o parque Jeanette
Kawas (278 L). Il parco si trova a ovest di tela e comprende
l'ecosistema naturale situato sulla punta che delimita a ovest
la baia di Tela. Vi sono tantissime specie di piante e animali
e belle spiaggette dove, su una di esse faremo snorkeling.
Dopo il percorso in lancia tagliando la baia per intero arriviamo
a terra e ci incamminiamo lungo un sentiero fra le alte palme
e la jungla. Sentiamo le urla di scimmie che stanno nascoste
in alto fra i rami. La nostra guida ci spiega i nomi della
piante che via via vediamo davanti a noi spegandoci particolari
e soddisfando alcune nostre curiosità. Sempre in lancia arriviamo
poi a una spiaggetta bianca solitaria dove vive una famigliola
di pescatori garifùna che ci prepara il pasto ( pollo e riso
con fagioli. 50 L). Abbiamo fatto snorkeling su un'altra spiaggetta
grazie alle maschere che ci danno gli organizzatori, 2 guide
locali della garifuna tours.
Il ritorno è all'insegna del divertimento anche se con un
po' di preoccupazione. Il mare è mosso e le onde continuamente
sbattono forti contro la nostra imbarcazione. I salti che
facciamo sono spettacolari ma tutto è sotto controllo, o almeno
sembra ! Chi è controvento viene lavato completamente e le
onde sembra aumentino di intensità e di altezza. Ridiamo tutti
e chi più (Gino) chi meno siamo bagnati fradici. Io penso
solo ad arrivare sano e salvo a riva, non mi interessa in
che stato, se bagnato o umidiccio, ma voglio mettere i piedi
per terra !!
il viaggio dura un'ora buona tra balzi e salti, sembra di
fare surf !!
All'arrivo sulla spiaggia di Tela ci insabbiamo e siamo costretti
a scendere tutti e spingere la lancia perchè toccava il fondo
sabbioso.
La giornata intera è stata divertente anche se sono deluso
per il parco. Belli i panorami dal mare e gli angoli da cartolina,
le spiaggette e l'acqua meravigliosa, ma l'escursione in sè
con destinazione Punta Sal non mi ha convinto per niente.
in serata ritorniamo da "Mango Cafè" di proprietà del,boss
italiano della "garifuna Tours". Con Gino mangio un piatto
tipico garifùna che avevamo prenotato la sera prima: "tapado"
(60 L) , si tratta di una specie di zuppa cremosa a base di
carne di manzo e banane. Il sapore è strano, ma le banane
sono troppe !!
E in tarda serata ritorniamo ancora al mango cafè con un gruppo
di italiane e 2 italiani di Torino che stanno nel nostro stesso
albergo; per assaggiare il liquore garifùna chiamato "Guifiti",
a base di rum e radici lasciate a macerare. il risultato è
a mio parere negativo, anche se in generale è piaciuto: forse
eravamo un po' brilli ??
16.08.00
Partiamo alle 8.15 per San Pedro Sula e decidiamo di andare
a piedi direttamente sulla strada costiera per evitare di
prendere i bus locali che, dalla stazione degli autobus, fermano
a Progreso. Dopo alcune cattive informazioni su dove fermino
i bus per San Pedro, riusciamo finalmente ad attendere al
posto giusto, vicino a un distributore di benzina, sulla strada
un po' fuori, verso ovest, dove io acquisto da una signora
dei panini al cocco. L'autobus per San Pedro arriva verso
le 9.10 ( $ 45 L ) ed è quasi vuoto, sarà un viaggio comodo
e tranquillo questa volta !
A San Pedro Sula dobbiamo cambiare bus per proseguire fino
ad Omoa che sarà la nostra prossima destinazione. Da lì, domani
dovremo raggiungere la frontiera con il Guatemala per poi
proseguire fino a Puerto Barrios e , finalmente, Livingston.
Vorrei ora parlare del clima che ho trovato in Honduras, in
agosto naturalmente. Fa caldo ma non caldissimo, ma è umido
e i continui spostamenti in autobus ( con finestrini spalancati,
porte aperte, ecc.), pick-up, lancia e l'aria condizionata
di certi locali ( vedi Pizza Hut a La Ceiba...! ) ci hanno
provocato raffreddori persistenti conditi da una tosse stizzosa.
Il cielo molto spesso è totalmente coperto ed il sole si intravede
a sprazzi, ma quando lo fa scotta forte forte. Ci siamo abbronzati
e non abbiamo ancora visto bene il sole !!
Arriviamo a San Pedro Sula alle 10.35 e subito prendiamo un
bus della "Impala" per Puerto Cortès delle 10.45 ( $ 13 L
). Arriviamo alle 11.45 a Puerto Cortès e saliamo ancora veloci
su un altro autobus che va a Omoa, partiamo alle 11.55 ( $
5 L ).
" Vamos que los niños mueren !!! " dicevano alcuni all'autista
dell'autobus quando eravamo fermi sotto il sole !
La strada che da Puerto Cortès conduce a Omoa in certi tratti
è sterrata e il bus saltella cigolando rumorosamente. A Omoa
arriviamo alle 12.55 all'incrocio e poi si dirige verso la
playa. Noi scendiamo proprio davanti il " Roli's Place ".
Il Roli's Place è una piccola e onesta posadita gestita da
uno svizzero che vive qua. Tutto quanto è carino e semplice,
le 2 stanze che prendiamo ( 200 L ) hanno le zanzariere su
porte e finestre, i letti alti e puliti, il bagno piccolo
ma pulito. C'è un giardino ampio e verdissimo, tavolo da ping
pong, internet ( Roli ci regala 15 minuti di navigazione),
biciclette e kayaks a disposizione gratuitamente, pane fatto
in casa, lavanderia, cucinino e altro ancora. Un piccolo paradiso
dove abitarci e vivere semplicemente.
A tre passi dal Roli's c'è la playa che è lunga, sabbiosa
ma scura ( non bellissima da vedere ) e il mare è di una tranquillità
esasperante; l'acqua è calma e liscia come l'olio ma non è
stagnante, la baia è molto bella e bordata da palme.
Noi ci tuffiamo subito in acqua, desiderosi di toglierci tutta
la stanchezza accumulata !
Forse staremo a Omoa 2 notti ?!
Parlando con un signore hondureño vengo a conoscere un luogo
sulla costa del pacifico che mi consiglia di visitare perchè
molto bello: Cedeño; è un paese vicino ad Amapala ed ha una
bellissima spiaggia, è un luogo di villeggiatura. Mi incuriosisco
e certamente cercherò informazioni sull'Honduras del sud !
In spiaggia ci si rilassa molto e si sta così bene !
Sono ai tropici e qui lo sento bene ! Sono nel caribe, forse
non proprio un luogo da cartolina, ma l'atmosfera ricorda
vecchi film di pirati e coste frastagliate con palme e baie
inesplorate. E oggi c'è il sole !! FINALMENTE !!
La sera mangiamo da "Stanley" e vediamo la partita in tv per
le qualificazioni di calcio tra Honduras e S. Vincent ( 6:0
). Con noi c'è anche Johan, un ragazzo danese che da solo
sta girando il centroamerica da maggio e che andrà in sudamerica
fino a marzo ! Che fortuna !
Dopo cena si scatena un furioso temporale mentre io, Giancarlo
e Johan stiamo giocando a freccette fuori in giardino da Roli's,
mentre suona Eliades Ochoa nello stereo della stanza di Johan...
Salta la corrente, è umidissimo e caldo e l'aria è scossa
dai lampi...
17.08.00
Decidiamo di lasciare Omoa, perchè oggi è brutto e nuvoloso.
La mattina io e Gino perlustriamo in bici un po' Omoa, e percorriamo
stradine sterrate che vanno alla spiaggia e anche fino alla
carretera principal, quella costiera, fino al pueblito che
comprende poche e rovinate casette, le amache sono onnipresenti,
e i giardini così rigogliosi, banani, palme, galline che vanno
in giro. Dopo aver salutato Johan che ci aiuta a portare gli
zaini con una bici-carretto alquanto strana, messa a disposizione
dal solito Roli, partiamo alle 10.11 per Tegucigalpita ( $
8 L ), dove cambieremo bus alla volta di Corinto. La strada
è pessima, semiasfaltata e con molti ponti. Arriviamo alle
11.20 circa. Aspettiamo sulla strada per una buona mezz'ora
noi e pochi altri, solo un piccolo spaccio-drogheria con alimentari
e fagioli, frutta, ecc.
Il bus per Corinto parte alle 12.00 ( $ 8 L ). La strada non
è asfaltata, passa in mezzo a pascoli coi cavalli, bananeti.
Tutto è verde e rigoglioso: siamo nel cuore di una piantagione
di banane ! Umidità ? penso del 99 % !!
Vicino c'è la "Chiquita" e la "Dole" che esportano banane
in tutto il mondo.
Basta poco che la strada si allaghi e spesso questo succede
e risulta impossibile dirigersi verso la frontiera col Guatemala.
Dalla frontiera andremo a Puerto Barrios e quindi a Livingston.
Per le pessime condizioni della strada l'autobus non riesce
più a continuare e ad una località chiamata Cortecito, scendiamo
e saliamo su un pick-up con altre persone. Ora la strada è
veramente all'ultimo stadio, percorribile è una parola azzardata
perchè c'è fango e pozze d'acqua profonde; il tutto si sviluppa
con salite e discese che complicano ancora di più il passaggio.
All'arrivo a Corinto scendiamo. C'è un piccolo ufficio immigrazione
dove sbrighiamo velocemente le pratiche doganali ( timbro
data uscita sul passaporto. nessuna tassa !! ).
Riprendiamo la strada sempre con il solito pick-up che ci
ha aspettato mentre inizia a piovere. Piove forte, un vero
acquazzone torrenziale, e noi dietro sul cassonetto a bagnarci.
L'autista per fortuna ci consegna una grossa cerata con cui
ci copriamo tutti, cercando di chiudere tutti gli spiragli,
non vediamo più niente fuori adesso, speriamo di arrivare
presto, tra salti e frenate brusche, siamo stanchi morti,
bagnati e sappiamo che ci sono ancora tanti km fino a Livingston.
Ci sono altri 10 minuti e quindi il pick-up ci lascia proprio
all'inizio della nuova strada ( era ora ! ) che va a Puerto
Barrios. Paghiamo l'autista 15 l a testa e risaliamo questa
volta su un combi collettivo ( 10 Quetzales) . Non piove più
adesso, la strada è bella, asfaltata, partiamo in direzione
Puerto barrios. Io cambio, sempre in strada 130 L con 65 Q.
Dopo altri 10 minuti circa siamo agli uffici migratori del
lato gutemalteco, noi 3 scendiamo per eseguire le ultime formalità,
velocemente, solito timbro sul passaporto e via ancora...
Il combi è strapieno, penso che non possa contenere così tante
persone, ma comunque oramai ci si abitua a tutto questo, non
vediamo l'ora di arrivare !
Arriviamo a Puerto Barrios verso le 14.30 e ci dirigiamo a
piedi all'imbarcadero dove scegliamo la lancia colectiva (
25 Q ) che parte quando è piena ( 12 posti ). Il percorso
in lancia è molto bello, riposante, panoramico con un'acqua
calmissima: la baia di Amatique. Si vedono le grandi navi
della "Dole" attraccate al porto di Puerto Barrios.
La costa sulla nostra sinistra è un susseguersi di palme che
si gettano in mare intervallate da spiaggette da favola con
cabañas nuove e vecchie, abbandonate e in ristrutturazione.
I pellicani ci seguono e rimangono così vicini a "pelo d'acqua"
: meraviglioso !
Siamo a Livingston alle 16.00 e vediamo che il villaggio è
tutto in salita, sulle pendici di una collinetta. Le vie sono
vive, la gente e i molti turisti animano le stradine. Scegliamo
di alloggiare in un hotel sulla strada principale, appena
prima del "Rio Dulce" che ci ha deluso perchè aveva solo una
camera senza bagno privato ( sono Gino e Giancarlo che lo
richiedevano in stanza ).
Quello che scegliamo invece si chiama Hotel "Rios Tropicales"
dove pernottiamo in una camera, la n° 4, con bagno e 2 letti
matrimoniali anche se un po' piccoli. Nel patio interno c'è
un giardino con tavolini e amache, camere anche al piano superiore.
Ci sembra tutto sommato una buona sistemazione, anche se ci
arrivano le note reggae lanciate dall'adiacente Hotel Rio
Dulce.
Tutto però si dimostra perfetto. Il villaggio è semi-africano
e ha una bella atmofera cosmopolita: guatemaltechi, garìfuna,
caribeñi e tanti turisti da tutto il mondo.
La sera mangiamo al "Bahia Azul" ( turistico..) e con Gino
dopo cena vado a un locale vicino all'"Ubafu", dove beviamo
una birra "Gallo" e sentiamo la musica tipica afro-caraibica.
Per domani abbiamo prenotato l'escursione che comprende alcune
spiaggiette vicine e la cascata "Siete Altares". Il biglietto
lo abbiamo comprato al Bahia Azul per 50 Q.
18.08.00
Partiamo per l'escursione al Siete Altares alle 9.30 dal Bahia
Azul, anche se dovevamo partire alle 9.00. Siamo un bel gruppetto
di turisti impazienti a partire. Ci danno anche un sacchetto
con un toast e macedonia di frutta. A piedi seguiamo 2 guide
locali, una Garìfuna e l'altra guatemalteca; sono 2 persone
simpatiche; l'uomo garìfuna è oviamente negro dal fisico scultoreo
e scalzo ( farà tutta l'escursione a piedi nudi, nel fango,
sui sassi, in acqua, ecc.), piuttosto taciturno, mentre il
ragazzo più giovane è serio e ben vestito, sembrerebbe un
altro escursionista...
Iniziamo partendo da Livingston per campi e capanne nella
periferia dirigendoci verso nord ovest fino a raggiungere
il mirador, un punto panoramico vicino al paese; da qui si
vede il mare.
Per sentieri malridotti ( fango fino alle caviglie ) raggiungiamo
dopo circa un'ora di cammino una laguna tra la jungla, qui
aspettiamo una canoa che ci trasporterà, a turno ( 10 posti
), fino a una bella spiaggietta dove facciamo il bagno e riposiamo
un po'. Da lì sempre a piedi andiamo alle cascate de Los Siete
Altares sempre per sentieri poco invitanti e in certi punti
pericolosi. Da notare come entrambe le guide siano armate:
con machete naturalmente, il ragazzo ha anche il cellulare...
Le cascate si dispongono su sette livelli e noi raggiungiamo
quello superiore dove facciamo il bagno in una vasca profonda
e con l'acqua freschissima. Da uno sperone ci si può tuffare,
e l'uomo garìfuna nostra guida naturalmente è un esperto tuffatore.
Sembra che in questo posto siano state girate alcune scene
del primo Tarzan ! La jungla ci copre completamente !
Verso le 15.30 iniziamo la strada del ritorno, seguendo la
costa lungo la spiaggia. Siamo stanchi e alle 18.00 arriviamo
in albergo.
Domani partiremo per Flores.
19-08-00
Oggi abbiamo in programma l'escursione sul Rio Dulce e proseguire
da lì per Flores.
Prendiamo una lancia alle 9.15 ( 60 Q ) e iniziamo a scivolare
sulle dolci acque del Rio Dulce che alla fine si congiungono
al Golfete prima e infine formano il lago Izabal. Non prenotate
la lancia quando arrivate a Livingston , potete tranquillamente
prenderne una la mattina stessa.
Il paesaggio è molto bello anche perchè l'acqua è uno specchio
verde riflesso. la vegetazione è ricchissima e si erge in
tutto il suo splendore gettandosi poi direttamente nel fiume.
Non vediamo tanti animali ma ci sono cormorani e aironi, pellicani
e anatre. Di tanto in tanto si scoprono case fatte a capanna
e famiglie che vivono sulle sponde del rio. Mamme che fanno
il bucato nel fiume e bambini che giocano o aiutano. Cayucos
diretti da abili pescatori che pescano usando anche le reti
a ventaglio.
Il sole spesso ci regala colori sgargianti dominati dal verde
brillante che sfuma verso tinte più chiare al giallo e verso
tinte più scure. E' emozionante stare agli ordini di madre
natura, rimanerci in silenzio e ascoltare...
Raggiungiamo dopo circa un'ora e mezzo il ponte che oltrepassa
il lago tra il Golfete e il lago stesso. Al di là del ponte
c'è il bel castillo de san Felipe, costruzione a difesa dai
pirati eretta dagli spagnoli. Noi non ci fermiamo ma mi sarebbe
piaciuto molto...
Alle 11.35 scendiamo dalla lancia per aspettare a Rio Dulce
o Fronteras ( la località è sempre la stessa ) l'autobus diretto
a Flores. Il piccolo paese è caotico, per la presenza di molti
turisti che aspettano di imbarcarsi o di prendere uno degli
autobus lungo la strada. Oggi c'è il mercato ed io acquisto
2 aguacate ( avocado ) per mangiarmeli a colazione, un poquito
de sal y pan, sabroso !!
Qui sella strada prendiamo il bus per Flores ( 50 Q ) alle
12.50 circa ( il biglietto si compra nelle vicinanze della
fermata ).
Dopo un viaggio abbastanza decente e dopo un controllo dei
militari alla ricerca di clandestini, arriviamo a Santa Elena,
prima di Flores, alle 16.45 dove decidiamo di scendere ( sull'
autobus, delle ragazze locali ci dicono che qui è più economico
pernottare rispetto a Flores, e da Santa Elena si può raggiungere
Flores a piedi: verissimo, alla sera ci andremo ).
Scegliamo un hotel chiamato Hotel Alonzo, una camera con 3
letti, bagno privato, ventola a 35 Q a testa. La camera è
soddisfacente, spaziosa. Riserviamo già l'escursione a Tikal
per domani mattina alle 5.00 ! Sembra che il momento migliore
per la visita alle rovine maya sia proprio la mattina prestissimo,
con il minibus dovremo arrivare a Tikal in un'ora circa e
raccogliere prima gli altri passeggeri. Il prezzo per il trasporto
è di 40 Q a testa.
Passiamo la serata a Flores dove mangiamo bene al ristorante
" La Luna " ( anche il vino cileno...) e facciamo acquisti
( i primi e gli ultimi in Guatemala, un po' più cari qui a
Flores purtroppo...).
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