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Nel Regno dei Feticci

Nella culla del "Vudù" fra 'Fétiches' et 'Féticheurs"'
Gironzolando per Ghana, Togo, Benin,
alla ricerca di curiosità, riti e tradizioni

Fétiches e Féticheurs

Il Guaritore.....Internazionale

" Maaa......è proprio necessario? "
" Si; i Feticci vogliono che sia diviso con loro quanto offerto "
" Meno male che non è sangue " , bofonchio fra i denti.
Non è, comunque, che l'idea di bermi quella roba mi alletti particolarmente. A giudicare dalla puzza sembra una lontana parente dell'acquavite.
Tutti i feticci sono già stati irrorati e " l'apprendista féticheur " mi sta offrendo una ciotola con qualcosa di trasparente come acqua, ma puzzolente come nafta. Tocca a me ora, e non mi posso sottrarre.
Mi sento come Cesare Battisti prima dell'esecuzione.
Un rigurgito d'orgoglio mi fa rifiutare anche la benda offertami.
" No, penso sempre più immedesimato nel martire trentino, voglio vedere "
Per la verità si trattava di un fazzolettino di carta che qualcuno, mosso a compassione, mi stava allungando per un minimo di pulitura dove avrei dovuto posare le labbra.
Con sommo sprezzo del pericolo, guardando in faccia il mio carnefice, trangugio un sorso di quella " dinamite spaccabudella a 90 gradi " , che diventano 13O sommati ai 40 gradi della temperatura esterna. Proprio ciò che ci voleva per scaldarsi un pochino.
Se non altro, ammazzerà qualche virus. Mi consolo pensando che va bene così. Meglio non rischiare. Non contrariamo i feticci. Siamo solo all'inizio del viaggio e il desiderio espresso è che tutto vada bene. Se consideriamo poi che è il Grande Féticheur in persona a condurre il rito...
La fama di questo arzillo ottantenne, come guaritore, arriva ormai ben oltre i confini della zona in cui opera. Sembra vengano addirittura da Francia e Inghilterra per farsi curare. Sicuramente, da quanto ho potuto vedere, arrivano da ogni parte del Togo e dai Paesi confinanti come Benin e Nigeria.
Le stradine che portano alla sua capanna sono zeppe di feticci di ogni genere. Sembra il Cimitero Monumentale. Ci si aggirano pollastri futuri... donatori di sangue per i sacrifici. A differenza dei soci Avis, non credo tuttavia che questi siano consenzienti.
Siamo arrivati lì attirati dalla sua fama e lui ci ripaga ricevendoci senza troppa anticamera. Forse è il colore sbiadito della nostra pelle ad influenzarlo. Un paio d'ore all'aperto, sotto quel sole, avrebbe potuto danneggiare seriamente le nostre " cocuzze" anche per un esperto come lui.
E' visibilmente felice quando gli diciamo il motivo della visita. Gli zampilla orgoglio dagli occhi. Ci mostra documenti del Ministero della Sanità che attestano la sua collaborazione come membro della Associazione Nazionale di Etnomedicina. Si leggono anche risultati conseguiti su campioni affetti dalle più disparate patologie, dalle malattie mentali alla lebbra. Ci spiega che al di là dei poteri particolari di cui è dotato, il segreto è nella grande conoscenza di erbe e piante.
Prima di ripartire, ci offre questo rito propiziatorio per il nostro lungo viaggio.
Uscendo, sul vialetto del....Cimitero Monumentale, un feticcio mi incuriosisce. E' il feticcio del pallone (anche qui vanno matti per questo sport). Se gli sono stati offerti sacrifici nei recenti Campionati Africani, non deve averli graditi molto visti i risultati del Togo...............


Il "Vudu"

" Per fortuna mi sono spostato in tempo, se no quella mi spianava "
Per meglio registrare le musiche, mi sono avvicinato alle donne che accompagnano coi canti il ritmo delle percussioni. Il fumo che esce dalla nicchia dei feticci (profumato ma, alla lunga, fastidioso), mi fa spostare di un paio di metri. Una donna apparentemente tranquilla, seduta proprio di fronte a me, si alza all'improvviso in preda a convulsioni epilettiche e si butta a peso morto davanti alla nicchia.
Fremiti irrefrenabili la pervadono. Alcune donne anziane si catapultano verso di lei. Una cerca di farle bere qualcosa. Altre le versano acqua sul corpo. Sono almeno in cinque a tenerla, ma i risultati sono scarsini.
La donna si divincola, riprende a danzare, si rotola nella sabbia, torna a prostrarsi davanti ai feticci. E' a non più di due metri e non mi sembra proprio sia conscia delle proprie azioni. Non ho l'idea della messa in scena, della mistificazione. Escludendo noi cinque, non ci sono estranei. Non è cosa organizzata per turisti. Qui, in questo sperdutissimo villaggio, siamo arrivati per caso. Il Vudù è ancora diffusissimo in Togo e Benin e questo non è altro che uno dei tanti posti in cui si celebra.
Sono sempre stato molto scettico in materia. Volevo rendermi conto. Sono disorientato. La donna in trance era una delle più tranquille. Non si agitava, non si sbatteva come tante altre. Non ballava nemmeno. E questo anche per chi la seguirà. E' avvenuto così, all'improvviso. Dopo un'ora e mezzo di danze con i ritmi delle percussioni sempre più ossessionanti. Uno del villaggio mi spiega che non si sa mai a chi può capitare. Se è coinvolto un uomo, tuttavia, viene subito fermato. Diventerebbe incontrollabile, potenzialmente pericoloso.
Per loro il Vudù è una religione. E' nato qui. Nei Caraibi è stato portato dagli schiavi catturati in queste zone.
"Vodum" che significa nascosto, misterioso. Termine storpiato poi in francese come Vodou ; Woo Doo in inglese e Vudù in italiano.
Tutto il villaggio è interessato. Danzano anche bambinette di 4-5 anni, con una grazia straordinaria.
Da quanto vedo, non gliene importa niente che ci siano curiosi. Ci ignorano. E' un rito per loro in cui credono. Ci credono profondamente.
Questa è la sola convinzione che ho quando me ne vado.
Di più, non saprei dire.



Belma

 


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