|
Bamako, venerdì 2 agosto 2002 - ore 19.12
Dakar-Bamako Express ovvero il toubab innamorato
Lunghissimi viaggi in Africa. Un treno attraversa lentamente
l'immensa pianura rossa. Poi sale a fatica su colline rigogliose,
entra in una valle chiusa tra alte pareti di roccia. Un pomeriggio,
prima del tramonto, si ferma a fianco di un villaggio di dieci
capanne ed attorno c'è questa valle color verde tenero
di erba appena nata dopo le piogge.
Maman va a fare visita alla grande soeur che
da ven'anni vive laggiù a Bamako, la capitale del Mali.
Un ragazzo senegalese porta due borsoni di scarpe senegalesi
in Mali. Un giovane commerciante di diamanti liberiano viaggia
con sua moglie e la bambina, Sukim, di un anno, che sorride,
non piange mai e passa di braccia in braccia da uno scompartimento
all'altro. E' l'amore del treno, e un toubab se ne innamora.
Sopra le capanne, a fianco del binario, ci
sono tre alberi grandissimi come una nuvola. La gente scende
e si siede sull'erba ad aspettare. Tutti sono tranquilli.
Si ride e si sorride ma ormai sono 35 ore di seconda classe
e di sudore. Non è più un treno ma un paese,
un villaggio, una specie di grande famiglia. Ci conosciamo
tutti, dalla seconda classe alla prima, passando per il wagon
restaurant dove si parla fino a notte alta del viaggio dei
toubab e del nuovo Presidente, che se non ci mette al lavoro,
come ha promesso, tra quattro anni se ne torna a casa, Ça
c'est sure!
Una notte il treno si ferma da qualche parte
in mezzo al buio scuro della brousse. La gente si sveglia
perché un asino raglia forte sotto il finestrino. Grondi
di sudore e mille puzze ti fanno stare male. Da dove viene
la puzza di urina?
Però puoi comunque scendere a prendere il fresco e
guardare le stelle e tra mezz'ora il treno partirà.
In una stazione qualcuno ti dice che c'è
una doccia che costa 100 franchi. E' una mattina torrida e
corri a lavarti senza sapone e senza asciugamani. Ti precipiti
dentro una cabina di fango buia, ti rivesti con i pantaloni
sulla pelle bagnata, godi della tua nuova vita mentre sotto
il sole forte ritorni al treno che forse tra mezz'ora partirà.
Si sta molto bene sull'erba, di fianco a queste
capanne con il verde che ti riempie lo sguardo e ti riposa.
Ma il treno non parte più? Nessuno se lo chiede, perché
si sta bene qui a sedere sull'erba con questa brezza fresca
in mezzo alle montagne.
Poi - tramonta rosso sul verde dell'erba tenera
- qualcuno in testa al treno urla BAMAKOOO!!!
Le donne si alzano, corrono al treno e qualcuno le aiuta a
salire, i bambini ridono e urlano, poi, mentre il treno già
si muove, salgono gli altri mentre gli ultimi che già
corre.
Ça ira mon ami l'italien, ça
ira!, una notte arriveremo a Bamako.
Lunghissimi viaggi attraversano l'Africa.
**************
clicca
qui per leggere l'intero viaggio
Michele Costantini
KaminadaLab
http://radio.weblogs.com/0112986/
|