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AFRICA . SENEGAL

Il Baobab

"Forza nonno, spostati che dobbiamo lavorare"
"Perché l'avete fatto?"
"Fatto cosa?"
"Perché l'avete ucciso?"
"Ucciso chi? Ah, dici questo? Perché l'abbiamo abbattuto? Perché i bianchi ci devono costruire un hôtel. Lavoriamo per loro."
"Quand'ero piccolo, sedevo con gli altri bambini all'ombra di questo baobab e una nonna ci raccontava le fiabe. Fiabe bellissime di giovani innamorati, di gente felice. Ma anche fiabe tanto tristi di giovani portati via in catene da gente cattiva. Sotto questo albero abbiamo imparato tanti canti e la storia dei nostri padri. Attorno a questo albero abbiamo danzato per ringraziare gli spiriti del buon raccolto; abbiamo chiesto loro di proteggere il villaggio. Sotto a questo albero sedevo con gli altri anziani per discutere le decisioni da prendere. Anche tu, che sei molto più giovane di me, sei stato sicuramente iniziato ai misteri della vita davanti ad uno di questi alberi."
"Ma con i bianchi queste cose non si faranno più. E' il progresso....."
"Il progresso.....Non esiste futuro per il popolo che uccide le proprie tradizioni! Questo albero è il nostro simbolo, la nostra tradizione. I guerrieri uccisi venivano sepolti in piedi all'interno dei loro tronchi ed il loro spirito vegliava sui nostri villaggi. "
"Ma oggi ci sono i cimiteri...."
"Con la sua corteccia puoi ricavare delle robuste cinghie. Le puoi anche intrecciare per farne ceste."
"Ma i bianchi hanno la plastica......"
"Nelle sue radici ci puoi trovare acqua quando l'arsura ti serra la gola."
"Ma dai bianchi trovi bibite buonissime......"
"Il suo frutto ti da forza quando sei esausto".
"Ma le brioches dei bianchi sono più buone....."
"Con i semi puoi lenire ogni dolore."
"Ma i bianchi hanno le medicine....Dai nonno, non piangere. In fondo era solo un albero...."
"No! Non era solo un albero! Quest'albero era mio padre. Era tuo padre. E tu, con la complicità dell'uomo bianco, hai ucciso tuo padre! E ricorda: '"un vecchio che muore è una biblioteca che brucia!!!!!!"


PS: Sulla costa senegalese è tutt'altro che raro trovare baobab secolari abbattuti per far posto ad alberghi o villaggi vacanze.


La casa degli Schiavi

"Nonno, cosa vuol dire 'Casa degli Schiavi'?"
"In questa ed in tante case come questa, riunivano gli schiavi che partivano per terre lontane.".
"Come Mamadou che è partito per l'Europa?"
"No, era molto diverso. Vedi, Mamadou ha dovuto partire perché qui non c'è lavoro. Ma è stato lui a decidere. Gli schiavi, invece, venivano costretti con la forza. Guarda è scritto qui: "'Tanti di noi sono da qui transitati in catene per terre lontane contro volontà' ".
"Ma gli schiavi erano una tribù come noi, come i Peul, Wolof, Serer.....?"
"Erano di ogni tribù, anche se tantissimi erano Mandinghi. Più erano belli e forti, meglio venivano pagati. Il Mandingo, allora, era la razza più richiesta."
"Solo uomini?"
"No, anche giovani donne, ragazze, bambine, intere famiglie. I maschi venivano separati dalle femmine. Poi venivano richiusi in queste celle. Leggi qui "'Bambina innocente, lontana dal sorriso e dal pianto di tua madre'. Se appoggi l'orecchio ai muri di queste celle, puoi sentire ancora voci disperate, grida, pianti....."
"Ma sono piccolissime. Non ci stava molta gente."
"A parte gli schiavi troppo denutriti che mettevano in quella cella ad ingrassare prima di venderli, gli altri restavano solo qualche giorno in attesa delle navi negriere. Comunque, erano ammassati senza possibilità di muoversi. Sulle navi, poi, per farcene stare di più li stipavano come sardine; coricati di fianco; incatenati gli uni agli altri. Ti farò poi vedere modellini di queste navi al museo. Venivano spinti sugli scogli da questa porticina. Leggi qui: 'Da questa porta, per un viaggio senza ritorno, andavano con gli occhi fissi sull'infinito della sofferenza'".
"Ma se gli schiavi erano giovani e forti, potevano scappare, ribellarsi. Come faceva l'uomo bianco a prenderli?"
"Infatti, solitamente, non era l'uomo bianco a prenderli, ma gente nera come noi. Gente cattiva che sapeva bene cosa piaceva all'uomo bianco. Gente che sapeva dove e come trovare la mercanzia migliore....."
"Ma perché l'uomo bianco voleva noi come schiavi? Non poteva prendersi altri bianchi?"
"Purtroppo ha fatto anche quello, e....non molti anni fa.....Ma allora loro credevano che noi non fossimo uomini come loro. Credevano che non avessimo intelligenza; che non avessimo anima. Vedi, il colore diverso della pelle ha giocato spesso brutti scherzi. Fai conto che il mondo sia un grosso forno. Loro pensavano che noi fossimo troppo cotti, bruciati e che quindi anche la nostra intelligenza fosse danneggiata. Noi, d'altra parte, pensavamo che fossero così cattivi perché erano stati tolti dal forno troppo presto. Erano poco cotti, non ancora pronti e quindi non potevano essere buoni. Erano talmente indietro di cottura, che si sono persino inventati di essere la razza superiore, la razza prediletta da Dio. Quel cartello è importante per capire ' Il credere nella superiorità e nella missione particolare di una razza, è costato milioni di morti. Non dimentichiamolo mai!' ".


PS: La Casa degli Schiavi, in cui si possono leggere le frasi qui riportate, è nell'isoletta di Gorée, di fronte a Dakar

Una tribù chiamata "Turisti"

N.B. : questo raccontino si svolge in Senegal, ma potrebbe essere dovunque arrivi un certo turismo di massa

"Boubacar, ma tu sai perché i bianchi costruiscono quei muri, quelle siepi alte attorno ai loro hôtel? Hanno messo addirittura il filo spinato sulla spiaggia......"
" Forse hanno paura che scappino....Guarda, c'è anche il gendarme con pistola e manganello...."
"Siiii, quello......Ieri tornavamo da scuola e s'è messo ad urlare come un matto rincorrendoci col manganello...."
"Avevate fatto qualcosa?"
"No, secondo lui stavamo passando troppo vicini all'hôtel...."
"Lo conosco! Abita nel villaggio di Adama. Lui sta facendo il suo lavoro. Lo pagano per questo. Forse i bianchi sono come delle pecore....Hanno paura....E lui è come il cane....Li protegge dal lupo. Maaa, secondo me, controlla anche che non scappino.."
"Ma non escono mai di lì? A volte ne vedo qualcuno sulla spiaggia..."
"Io li ho visti uscire, ma sempre tutti insieme....In quei grandi carrozzoni a motore che chiamano autobus. Forse sono come i bambini piccoli....Magari hanno paura di perdersi...."
"M'ha detto Malik che a casa loro non camminano mai....Vanno solo in macchina. I bambini bianchi, poi, non vanno nemmeno in strada a giocare. Stanno in casa a vedere la televisione. Pensa che vanno addirittura a scuola in macchina....Non li lasciano andare da soli. M'ha detto Malik che anche i pulcini sono finti. Ai bambini regalano delle piccole televisioni con il pulcino dentro."
"Ma sono proprio matti questi bianchi..........."
"E a volte anche un poco stupidi......Come quando ci buttano le caramelle da lontano come fossimo scimmiette....."
"Io faccio finta di azzuffarmi con gli altri....Loro si divertono tanto.....A volte sono così contenti che ci buttano anche qualche bic...."
".......e ogni tanto ci danno anche qualche maglietta....
"A mia sorella, ieri, una bianca ha regalato una bottiglietta quasi vuota di roba bianca, come latte.....Mia sorella se lo è messo sulla faccia come ha visto fare da loro......Poi, al villaggio, Mario quando l'ha vista si è arrabbiato e l'ha buttata via. Le ha spiegato che a lei non serviva perché è una cosa che usano i bianchi per proteggersi dal sole....Mario ha anche detto una parola in italiano che non ha più voluto ripetere e nemmeno spiegare.......Forse è la tribù di quella donna....Mi sembra d'aver capito...... "...........ronza".......

Belma

 


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