Home page

Preghiere per viaggiare

Una Fede per viaggiare

Download

Pensieri viandanti

Proverbi dal mondo

Il viaggio in pillole

Filosofia di viaggio

Immaginare il viaggio

Viaggi&Musica

Libri dai viaggi

Africa

America del nord

America centrale

America del sud

Asia

Oceania

Europa

Medio oriente

Link ad altri siti di viaggi

Redazione/E-mail

Perchè Argante

Pubblicità/Recensioni

Trattamento dei dati


I racconti di Belma

Africa

Asia
   

AFRICA . MADAGASCAR

Volo per l'Isola di Sainte Marie

Capienza: una ventina di posti.
Modello: quello di cui uno ogni cinquanta non ce la fa a completare il volo. E, come dicevano i Giancattivi: "Adesso, siamo lì lì".
La Roulette Russa, anche stavolta, ci gira bene.
Distribuzione giornali: ce ne sono solo sei. Bastano per le prime due file.
Gli altri passeggeri lo riceveranno di seconda mano. Se i primi sono rapidi nel leggerlo. Agli ultimi resterà solo la possibilità di raccogliere i fogli abbandonati sui sedili.
All'arrivo: consegna bagagli stile lotteria.
Ad ogni bagaglio corrisponde un numerino in nostro possesso.
Viene chiamato il numero ed il possessore ritira il bagaglio corrispondente.
I nostri tre vengono chiamati ben distanziati uno dall'altro.
Fortunatamente, alla fine, sarà bingo per tutti.
Ognuno, sembra strano, riesce a rientrare in possesso del proprio.

Whale Watching (1): l'avvicinamento

Whale Watching: davvero una bella trovata. Soprattutto per chi la promuove.
A Sainte Marie, da luglio a settembre, passano le balene. A centinaia.
Girano al largo, ovviamente, considerata la stazza.
E allora scatta il "business" : il "Whale Watching" . Un parolone che si tende a non tradurre perché riempie bene la bocca. Da il senso dell'avventura.
Detto in italiano, "avvistamento balene" , suonerebbe insipido, più povero.
Chi organizza l'escursione sa che la deve rendere intrigante. Deve mettere i giusti ingredienti. Ogni turista deve sentirsi... Akab. Deve subire una buona dose di disagi.
Prima di partire, infatti, ogni persona deve superare test attitudinali, per misurare il suo grado di masochismo. In una delle prove, deve sopportare (senza fiatare), mezz'ora di agopuntura in faccia.
Al largo, difficilmente si trova mare piatto. Se ci fosse, mancherebbe il... sale.
La LPM (Lega Protezione Masochisti) sembra abbia voce in capitolo e pretenda che ogni scafista tagli le onde a velocità elevata.
Il malcapitato passeggero si sente come un motocrossista quando prende lo slancio per saltare le cunette. Balzi di una trentina di metri. Premi speciali a chi li fa più lunghi. D'obbligo aggrapparsi con la forza della disperazione, per non ritrovarsi sparati fuori.
Non è che cambierebbe poi molto... Le insaccate che prendi nel ricadere, ti fanno quasi rimpiangere di non esserlo stato.
Tagliare così le onde, è come fare una doccia con getto potente, ma con i fori parzialmente otturati dal calcare. Schizzi, come trapanini da dentista, che ti bucherellano il viso.
Se non porti occhiali, sei costretto a tenere gli occhi chiusi per non sentirteli perforare. Se li porti, è come viaggiare sotto un acquazzone monsonico senza tergicristalli. Non ci vedi un tubo!!!
Come sempre, in queste occasioni, ti chiedi come mai non siano ancora stati brevettati apparecchietti tergiocchiali. Con dispositivi azionati, magari, dal batter d'occhi.
Per la solita legge (molto cara ai masochisti) che un male forte fa sentire meno gli altri, non ti rendi nemmeno conto di essere integralmente a "bagnomaria" , nonostante giacche impermeabili sigillatissime.
E, già a questo punto, chi ha bluffato nel test di masochismo, comincia a chiedersi: " Ma chi me lo ha fatto fare ? "

Whale Watching (2) : l'avvistamento

Le imbarcazioni sono sempre leggerissime.
" Per potersi meglio destreggiare ", dicono gli "armatori".
Certo è che se una balena decidesse di uscirti a fianco e involontariamente (viste le continue rotture di scatole, avrebbe anche ragione a chili per farlo) ti desse una codata, segneresti un memorabile "fuori campo" a qualche centinaio di metri. Da far impallidire anche il mitico Joe Di Maggio.
Tutti sono fornitissimi di foto/telecamere e, ognuno in cuor suo, sogna ovviamente immagini da "National Geografic".
Ma se non disponi di apparecchiature stagne come i batiscafi di Piccard, risultano praticamente inservibili.
E spesso, a causa dell'acqua entrata, inservibili lo resteranno anche dopo.
Quando ormai non ci speri più, un urlo: " Là ! ".
E quando mai tu l'avresti vista? Forse, se fosse sbucata davanti all'improvviso.
Inizia il gioco. Una sorta di "rimpiattino" . La balena emerge. La barca si dirige in quella direzione. Quando sei nelle vicinanze, quella scompare per poi uscire da tutt'altra parte. Cambio di rotta e ripartenza. Il giochino si ripete. E si ripeterà ogni volta che ci proverai. Come "Road Runner" col coyote. Come "Speedy Gonzales" col gatto. Fino a che ti trovi a 4000 miglia dalla costa.
Fortunatamente, la balena non ha mani. Ti risparmia almeno il "marameo" con la manina al naso.
Se si potesse vedere l'occhietto furbino, non credo, però, rimarrebbero molti dubbi.


Belma


 


©2001-03 Argante.com. Tutti i diritti riservti.
Per ogni informazione sui contenuti o informazioni tecniche rivolgersi al webmaster
Sito realizzato da CorradoFacchi