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Volo per l'Isola di
Sainte Marie
Capienza: una ventina di posti.
Modello: quello di cui uno ogni cinquanta non ce la fa a completare
il volo. E, come dicevano i Giancattivi: "Adesso, siamo
lì lì".
La Roulette Russa, anche stavolta, ci gira bene.
Distribuzione giornali: ce ne sono solo sei. Bastano per le
prime due file.
Gli altri passeggeri lo riceveranno di seconda mano. Se i
primi sono rapidi nel leggerlo. Agli ultimi resterà
solo la possibilità di raccogliere i fogli abbandonati
sui sedili.
All'arrivo: consegna bagagli stile lotteria.
Ad ogni bagaglio corrisponde un numerino in nostro possesso.
Viene chiamato il numero ed il possessore ritira il bagaglio
corrispondente.
I nostri tre vengono chiamati ben distanziati uno dall'altro.
Fortunatamente, alla fine, sarà bingo per tutti.
Ognuno, sembra strano, riesce a rientrare in possesso del
proprio.
Whale
Watching (1): l'avvicinamento
Whale Watching: davvero
una bella trovata. Soprattutto per chi la promuove.
A Sainte Marie, da luglio a settembre, passano le balene.
A centinaia.
Girano al largo, ovviamente, considerata la stazza.
E allora scatta il "business" : il "Whale Watching"
. Un parolone che si tende a non tradurre perché riempie
bene la bocca. Da il senso dell'avventura.
Detto in italiano, "avvistamento balene" , suonerebbe
insipido, più povero.
Chi organizza l'escursione sa che la deve rendere intrigante.
Deve mettere i giusti ingredienti. Ogni turista deve sentirsi...
Akab. Deve subire una buona dose di disagi.
Prima di partire, infatti, ogni persona deve superare test
attitudinali, per misurare il suo grado di masochismo. In
una delle prove, deve sopportare (senza fiatare), mezz'ora
di agopuntura in faccia.
Al largo, difficilmente si trova mare piatto. Se ci fosse,
mancherebbe il... sale.
La LPM (Lega Protezione Masochisti) sembra abbia voce in capitolo
e pretenda che ogni scafista tagli le onde a velocità
elevata.
Il malcapitato passeggero si sente come un motocrossista quando
prende lo slancio per saltare le cunette. Balzi di una trentina
di metri. Premi speciali a chi li fa più lunghi. D'obbligo
aggrapparsi con la forza della disperazione, per non ritrovarsi
sparati fuori.
Non è che cambierebbe poi molto... Le insaccate che
prendi nel ricadere, ti fanno quasi rimpiangere di non esserlo
stato.
Tagliare così le onde, è come fare una doccia
con getto potente, ma con i fori parzialmente otturati dal
calcare. Schizzi, come trapanini da dentista, che ti bucherellano
il viso.
Se non porti occhiali, sei costretto a tenere gli occhi chiusi
per non sentirteli perforare. Se li porti, è come viaggiare
sotto un acquazzone monsonico senza tergicristalli. Non ci
vedi un tubo!!!
Come sempre, in queste occasioni, ti chiedi come mai non siano
ancora stati brevettati apparecchietti tergiocchiali. Con
dispositivi azionati, magari, dal batter d'occhi.
Per la solita legge (molto cara ai masochisti) che un male
forte fa sentire meno gli altri, non ti rendi nemmeno conto
di essere integralmente a "bagnomaria" , nonostante
giacche impermeabili sigillatissime.
E, già a questo punto, chi ha bluffato nel test di
masochismo, comincia a chiedersi: " Ma chi me lo ha fatto
fare ? "
Whale Watching (2)
: l'avvistamento
Le imbarcazioni sono sempre
leggerissime.
" Per potersi meglio destreggiare ", dicono gli
"armatori".
Certo è che se una balena decidesse di uscirti a fianco
e involontariamente (viste le continue rotture di scatole,
avrebbe anche ragione a chili per farlo) ti desse una codata,
segneresti un memorabile "fuori campo" a qualche
centinaio di metri. Da far impallidire anche il mitico Joe
Di Maggio.
Tutti sono fornitissimi di foto/telecamere e, ognuno in cuor
suo, sogna ovviamente immagini da "National Geografic".
Ma se non disponi di apparecchiature stagne come i batiscafi
di Piccard, risultano praticamente inservibili.
E spesso, a causa dell'acqua entrata, inservibili lo resteranno
anche dopo.
Quando ormai non ci speri più, un urlo: " Là
! ".
E quando mai tu l'avresti vista? Forse, se fosse sbucata davanti
all'improvviso.
Inizia il gioco. Una sorta di "rimpiattino" . La
balena emerge. La barca si dirige in quella direzione. Quando
sei nelle vicinanze, quella scompare per poi uscire da tutt'altra
parte. Cambio di rotta e ripartenza. Il giochino si ripete.
E si ripeterà ogni volta che ci proverai. Come "Road
Runner" col coyote. Come "Speedy Gonzales"
col gatto. Fino a che ti trovi a 4000 miglia dalla costa.
Fortunatamente, la balena non ha mani. Ti risparmia almeno
il "marameo" con la manina al naso.
Se si potesse vedere l'occhietto furbino, non credo, però,
rimarrebbero molti dubbi.
Belma
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