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I racconti di Belma

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AFRICA . BENIN

I "Somba", ovvero i "Nudi"

C'era una volta una tribù nel nord dell'Africa. Viveva in una zona che altra gente, totalmente sconosciuta, chiamava Nord Benin.
I suoi figli erano molto belli. La loro bellezza era ulteriormente evidenziata da leggere scarificazioni che non deturpavano la pelle come succedeva in altre tribù. Tutt'altro. La rendevano simile a seta ricamata, a maglie di filigrana, a gioielli finemente cesellati.
Erano anche molto buoni d'animo e, per difendersi da tribù più cattivelle che razziavano il loro bestiame e rapivano le loro donne, costruirono case fortificate. Monofamiliari, ma ben popolate (un nostro condominio come numero di componenti). Ben distanziate l'una dall'altra per poter meglio organizzare la difesa. Una sola entrata. Una fenditura, larga si e no mezzo metro, nella quale infilarsi solo di sbieco. Chi si fosse avventurato all'interno, specie se armato, ne sarebbe uscito con molta difficoltà. Questo accorgimento difficilmente avrebbe salvato le mandrie, ma le donne sì.
Giravano completamente nudi. Che bisogno c'era di coprirsi? La temperatura, lì, era sempre calda. Per questo li chiamavano i Somba. I Nudi nel linguaggio locale. Soffrivano quando, oltre al danno, dovevano subire anche lo scherno degli indesiderati... ospiti per questa loro usanza. Ma non capivano per quale motivo la dovessero modificare.
Arrivarono, però, altri invasori. Da Paesi lontani. Molto più lontani di quelli degli abituali aggressori. Tanto lontani che, pur camminando giorni e giorni, mai avrebbero potuto raggiungere.
Erano di colorito pallido, smunto. Come se fossero stati poco cotti; tolti dal forno con molto anticipo. Un colorito, però, che incuteva timore.
Questi semicotti li obbligarono a vestirsi. Li convinsero che mostrarsi nudi era una grave colpa. Fecero loro indossare dei pantaloni lunghi e, spesso, troppo larghi per la loro taglia. Per tenerli su, i Somba, li legavano in vita con rametti intrecciati.
I pallidi diedero loro anche camicie e magliette. Colori ormai indefinibili. Disegni strani e scritte incomprensibili.
Non importa se quei vestiti (così erano chiamati dai donatori) creavano impaccio nei movimenti e nel lavoro.
Non importa se favorivano la nascita di tanti animaletti... pellegrini che esploravano ogni parte del corpo, creando pruriti fastidiosi e malattie della pelle.
Non importa se i pantaloni si consumavano nella parte su cui i poveretti sedevano, lasciando intravedere ciò che dovevano coprire.
Non importa se le magliette si riducevano a reti da pescatore, tanto erano numerosi e grandi i buchi.
L'importante era salvare le apparenze.
I Somba continuarono lo stesso a ricamare la propria pelle. Ma potendola mostrare solo in minima parte (fronte e guance), decisero di decorare in questo modo anche le pareti in argilla delle case. Quasi fossero una parte del loro corpo.
Quasi fossero bandiere sventolate per dimostrare che, se la violenza li aveva derubati dell'innocenza e ne aveva messo a dura prova l'innata bontà, non aveva minimamente intaccato il valore delle loro tradizioni. Valore difficile da sradicare.

Belma


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